Coniglio al guinzaglio in passeggiata: come fare

Avete mai pensato di portare a spasso il vostro coniglio con il guinzaglio? “Mission impossible” oppure no? Vediamo come fare.

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A cura di: Dott.ssa Linda Sartini, Dott. Cristiano Papeschi

coniglio guinzaglio
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Al coniglio un po’ di vita all’aria aperta fa bene, anzi è necessaria poiché la natura non lo ha creato per stare chiuso in un appartamento.

Purtroppo, però, non tutti dispongono di un giardino o un terrazzo “sicuro” entro i quali farlo scorrazzare.

Una soluzione però c’è e non è poi così difficile da realizzare: portarlo a spasso con il guinzaglio.

Le difficoltà che si possono incontrare

Prima di iniziare la nostra discussione è bene precisare che l’impresa, in linea di massima, non è impossibile.

Allo stesso tempo però non tutti i conigli si dimostrano adatti per essere portati a spasso.

Esistono infatti soggetti che, nonostante i nostri sforzi, possono non accettare il guinzaglio e la pettorina.

Tentare non nuoce, ma insistere oltre misura può essere controproducente.

Pertanto, se non riusciamo a raggiungere il risultato, chiediamo consiglio a qualcuno con più esperienza di noi, ad esempio a un veterinario esperto in animali non convenzionali o un comportamentalista.

Oppure lasciamo perdere e non prendiamola come una sconfitta, ma come la consapevolezza che il nostro amico a quattro zampe non è un buon candidato per questa esperienza.

Abituare il coniglio al guinzaglio: addestramento o gioco?

Abituare un coniglio ad essere portato a spasso di solito non è difficile ma ci vuole pazienza e tempo.

Come per tutte le specie animali, più lo “studente” è giovane tanto più sarà facile fargli accettare quel qualcosa di “strano” che vogliamo proporgli.

coniglio guinzaglio pettorina

Per prima cosa è necessario fargli conoscere gli “strumenti”, cioè la pettorina (sconsigliamo vivamente il collare!) e il guinzaglio, per convincerlo che non sono pericolosi.

Entrambi possono essere acquistati presso negozi di animali ben forniti.

L’addestramento deve essere graduale e piacevole.

Per fargli riconoscere la pettorina iniziamo con il lasciarla in terra vicino a lui, strusciamogliela addosso così che si impregni del suo odore.

Associamo poi il contatto con quell’oggetto a un premio, magari facendo in modo che per raggiungere il bocconcino debba infilare la testa al suo interno.

Quando avrà accettato la novità proviamo (mantenendo la calma e non facendoci prendere dalla fretta!) a fargliela indossare e osserviamo le reazioni.

Quando sarà calmo e rilassato potremo lasciarlo girare per casa con quell’accessorio in modo che si abitui alla sua presenza.

Solo successivamente agganceremo il guinzaglio e lo faremo girare intorno a noi.

Ricordiamoci sempre di associare parole rassicuranti e premi per rendere il tutto più piacevole.

Non abbiate fretta: prima di tentare l’uscita all’esterno, fate diverse prove in casa o, se lo avete a disposizione, in giardino.

Pronti per la prima uscita

Bene, il rodaggio tra le mura domestiche è stato fatto e adesso vi sentite pronti per uscire, ma per andare dove? E come?

A differenza del cane, salvo casi particolari, meglio non uscire con il coniglio a guinzaglio e girare per strada.

Rimane infatti sempre un animale pauroso e muoversi tra la gente con il rumore delle macchine potrebbe essere un’esperienza poco piacevole.

Inoltre, l’asfalto non è proprio il substrato più igienico e confortevole sul quale farlo camminare, senza contare che in estate “brucia”.

Infine, quando si muove al guinzaglio il coniglio fa un po’ come gli pare e di solito cammina davanti al suo conduttore, andando a curiosare ovunque, quindi potrebbe risultare poco gestibile.

E allora, visto che per strada è meglio di no, dove andare e come?

coniglio guinzaglio vericale

Un bel parco poco frequentato, soprattutto da cani liberi che potrebbero “interessarsi” al nostro coniglio, spaventandolo o addirittura aggredendolo.

Un’altra soluzione può essere la campagna, altro luogo più adatto per questo scopo.

Uscendo di casa facciamogli già indossare la pettorina, ma raggiungiamo la nostra meta con il pet nel trasportino.

Una volta arrivati agganceremo il moschettone del guinzaglio e potremo andarcene a spasso, lasciandogli la possibilità di muoversi a suo piacimento.

Non lasciatelo però completamente libero, poiché potrebbe essere difficile o addirittura impossibile poi riacchiapparlo.

Ricordiamo ancora una volta che il coniglio può spaventarsi facilmente e in quel caso dovremo stare pronti a recuperarlo e rimetterlo nel trasportino, dove potrà riacquistare la calma.

Il coniglio al guinzaglio è di solito molto curioso e iperattivo, pertanto rassegnamoci a seguirlo ovunque vorrà andare!

Alcuni dettagli da non trascurare

Prima di augurarvi “buona passeggiata” vogliamo ricordare di fare attenzione ad alcuni “dettagli” non da poco.

Per prima cosa evitiamo di portare a spasso il coniglio quando le condizioni meteo sono avverse, soprattutto in caso di vento, che può disturbarlo o spaventarlo, e di pioggia o nelle ore più calde in estate.

Questo animale va facilmente soggetto al colpo di calore e il suolo rovente può causare ustioni alle delicate superfici di appoggio delle zampe.

Scegliamo sempre luoghi tranquilli, privi di pericoli (ad esempio altri animali liberi) e di situazioni che possono creare ansia o paura.

Se ci troviamo su un prato, sicuramente il nostro amico ne approfitterà per sbocconcellare l’erbetta fresca.

Assicuriamoci quindi di trovarci su un terreno sul quale non vengono utilizzati prodotti chimici e facciamo anche attenzione che qualche pianta o erba tossica non finisca tra le sue fauci.

Pensiamo anche alla prevenzione: prima di portarlo in giro confrontiamoci con il veterinario di fiducia per quanto concerne l’utilizzo di antiparassitari.

Gli ectoparassiti sono sempre in agguato e al rientro controlliamo bene che non abbia riportato con sé qualche ospite indesiderato (ad esempio pulci o zecche).

Infine le malattie infettive: il coniglio è vaccinato contro MEV e mixomatosi?

Le uscite all’aperto possono aumentare il rischio di entrare in contatto con dei patogeni.

Anche per questo aspetto consultiamo il suo Medico veterinario curante.

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