L’importanza della vaccinazione nel coniglio da compagnia

Vaccinare un animale, esattamente come avviene in medicina umana, significa fornire una protezione efficace contro alcune patologie. Si tratta dunque di uno strumento che, attraverso una stimolazione specifica e mirata del sistema immunitario, consente all’organismo di riconoscere e contrastare un determinato patogeno.

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A cura di: Dott. Cristiano Papeschi

vaccinazione nel coniglio

Vaccinare un animale, in questo caso un coniglio, esattamente come in medicina umana, significa fornire una protezione efficace contro alcune patologie.

Si tratta dunque di uno strumento che, attraverso una stimolazione specifica e mirata del sistema immunitario, consente all’organismo di riconoscere e contrastare un determinato patogeno.

A seconda del tipo di agente per il quale si vuole immunizzare, esistono diverse tipologie di vaccino (ad esempio vivo, attenuato, ecc.).

L’idea di fondo è comunque quella di “mostrare” al sistema immunitario quale sia il “nemico” che si intende combattere.

In questo modo l’organismo può riconoscerlo e attaccarlo al momento opportuno.

Purtroppo non abbiamo a disposizione vaccini per tutte le specie animali e meno che mai contro tutte le patologie esistenti.

Ciononostante, per alcune di esse che rappresentano un rischio concreto per la salute e la sopravvivenza del pet, molto possiamo fare in medicina veterinaria a livello di profilassi.

Per quel che riguarda cane e gatto ormai è entrato nella cultura comune il principio della vaccinazione.

La maggior parte dei proprietari infatti, subito dopo l’acquisto o l’adozione, si rivolge al Medico veterinario di fiducia per una prima visita e per la vaccinazione.

Anche nel coniglio da compagnia esiste la possibilità di effettuare la vaccinazione contro alcune patologie.

Perché vaccinare il coniglio?

Alcune malattie infettive nel coniglio sono altamente diffusibili e contagiose.

vaccinazione nel coniglio veterinario

Ciò significa che, in caso di presenza sul territorio, tali patologie possono diffondersi ed essere trasmesse con una certa facilità.

Accanto a questo concetto di ordine “epidemiologico”, c’è poi un altro dato, la cui importanza non è certo trascurabile: la mortalità.

Le patologie per le quali si usa vaccinare il coniglio da compagnia, sia esso “nano”, di taglia media o grande non fa differenza, sono fondamentalmente due: la malattia emorragica virale (MEV), che oggi purtroppo assume un’importanza ancora maggiore a causa della comparsa di una sua variante che si è diffusa rapidamente, e la mixomatosi.

Quando uno di questi virus infetta il nostro animale, il rischio di mortalità è molto elevato e in alcuni casi può avvicinarsi anche al 100% dei soggetti coinvolti.

Per queste due malattie non esistono delle terapie specifiche e risolutive che ne garantiscano la guarigione.

Per la loro prevenzione è importante seguire alcune attenzioni di natura “sanitaria”, come ad esempio la protezione contro i parassiti (insetti e altri atropodi), vettori soprattutto nella stagione calda.

Ma è la vaccinazione che nel coniglio rappresenta il sistema più valido di profilassi.

Questo è, ovviamente, un discorso generale.

La scelta di eseguire o meno una vaccinazione deve infatti essere sempre concordata con il Medico veterinario di fiducia, che valuterà l’opportunità o meno di intervenire in questo senso.

Chi deve eseguire la vaccinazione nel coniglio?

La vaccinazione è un atto medico, e come tale deve essere eseguita esclusivamente da un veterinario.

Questi, oltre a valutare, come abbiamo già detto, l’opportunità o meno di eseguire l’intervento profilattico, dovrà anche visitare l’animale e stabilire se sia o meno idoneo ad essere vaccinato.

In alcuni casi l’età, soprattutto se gli animali sono troppo giovani, o la presenza di altri stati patologici in corso, può spingere il veterinario a posticipare o addirittura rinunciare all’intervento.

quali vaccinazioni nel coniglio

“Vaccinare” non è, dunque, semplicemente “fare un’iniezione” al coniglio (o a qualunque altro animale).

L’inoculo del prodotto è infatti solo l’ultima azione che si compie dopo un’attenta valutazione del paziente.

Il veterinario, nel momento in cui appone il proprio timbro e firma sul libretto delle vaccinazioni, certifica il buon esito dell’operazione.

Il vaccino deve essere somministrato in modo corretto, nei tempi giusti e deve essere adeguatamente conservato alla temperatura ideale.

Se questo non avviene l’intera procedura può essere compromessa, con il rischio di non garantire la giusta protezione al nostro animale.

Quando vaccinare il coniglio?

La vaccinazione contro queste le patologie può essere eseguita a partire da circa 5 settimane di vita del coniglietto.

Il raggiungimento del livello di immunità desiderato si può considerare completo intorno alle tre settimane post-inoculo.

Gli effetti collaterali attesi della vaccinazione sono in genere minimi, ma devono comunque essere comunicati al veterinario.

Un lievissimo rialzo termico o la comparsa di uno o più piccoli noduli, che generalmente tendono a scomparire naturalmente, sono effetti avversi attesi, tollerabili e, in genere, trascurabili.

Il cosiddetto “richiamo” del vaccino viene stabilito dal Medico veterinario sulla base delle indicazioni del foglietto illustrativo del prodotto e altre valutazioni, caso per caso.