Mixomatosi del coniglio: quali sono i sintomi? come si trasmette?

La mixomatosi si manifesta in maniera molto caratteristica e facilmente riconoscibile, in quanto sul corpo del coniglio compaiono dei caratteristici "bozzi" di dimensione variabile, da una lenticchia fino ad una nocciola, che possono addirittura arrivare a deformare il muso dell’animale.

A cura di: Dott. Cristiano Papeschi

mixomatosi del coniglio

La mixomatosi del coniglio è una malattia virale causata dal myxovirus, un virus appartenente al genere leporipoxvirus. È una patologia estremamente contagiosa del coniglio domestico e selvatico ma può colpire anche la lepre.

Non esistono cure specifiche per la mixomatosi, se non terapie di supporto, non sempre efficaci. Al momento il miglior sistema di prevenzione risulta essere la vaccinazione.

Come si trasmette?

  • Per contatto diretto: quindi per vicinanza o presenza all’interno dello stesso ambiente, tra soggetti malati o infetti ed animali sani, fino ad arrivare alla cosiddetta “via indiretta”.
  • Per contatto indiretto: questa seconda opzione è molto “imprevedibile” in quanto il virus può sopravvivere anche a lungo nell’ambiente, pertanto se un coniglio sano si trova a frequentare un luogo nel quale in precedenza sia stato presente un soggetto infetto, il rischio di contagio è tutt’altro che remoto.
  • Trasmissione della malattia attraverso un vettore: ovvero una zanzara, una pulce, un pidocchio, una zecca o una mosca, è un’altra delle vie preferenziali di diffusione del virus. Sfruttando gli insetti alati, come è facilmente immaginabile, il virus della mixomatosi può essere veicolato anche a grandi distanze. La stagione calda, nella quale sono presenti i vettori ematofagi in gran numero, è quella in cui il livello di attenzione deve essere massimo.

Quali sono i sintomi della mixomatosi nel coniglio?

La mixomatosi si manifesta in maniera molto caratteristica e facilmente riconoscibile, in quanto sul corpo dell’animale, in particolare all’interno della pinna auricolare, sulle labbra, sulle palpebre e sui genitali, compaiono dei caratteristici “bozzi” (il termine tecnico è “mixomi”) di dimensione variabile, da una lenticchia fino ad una nocciola, che possono addirittura arrivare a deformare il muso dell’animale e determinare la chiusura degli occhi.

Questi “noduli” possono anche ulcerarsi, lasciando spazio ad infezioni batteriche secondarie.

Una forma particolare della mixomatosi interessa anche l’apparato respiratorio. Il coniglio può presentarsi depresso, apatico, rifiutare il cibo e, nei casi più gravi, morire in breve tempo.

In caso di sospetto, soprattutto quando si noti la comparsa di noduli nelle aree anatomiche sopra indicate, bisogna immediatamente rivolgersi al medico veterinario.

Esiste una cura per la mixomatosi?

Non esistono cure specifiche per la mixomatosi, se non terapie di supporto, non sempre efficaci.

Al momento il miglior sistema di prevenzione risultano essere la vaccinazione e la prudenza.

Ricordiamo che le patologie per le quali si usa vaccinare il coniglio da compagnia, sia esso “nano”, di taglia media o grande non fa differenza, sono fondamentalmente due, ovvero la Malattia Emorragica Virale (MEV) e la Mixomatosi.

Per quel che riguarda la seconda è necessario innanzitutto un’accurata lotta ai parassiti (antiparassitari, trappole per insetti e zanzariere, evitare il ristagno di acqua che favorisce la riproduzione delle zanzare, ecc.), potenziali veicoli del patogeno soprattutto in caso di focolaio o nelle aree endemiche, proteggere il coniglio durante la movimentazione verso aree a rischio, ed evitare il contatto con animali non vaccinati.

Per quel che riguarda gli antiparassitari è necessario ricordare che non tutte le molecole presenti in commercio possono essere utilizzate sul coniglio, pertanto anche in questo caso è bene chiedere consiglio al medico veterinario.