Alimentazione del coniglio: quali consigli dovrebbe seguire un proprietario?

Gli errori alimentari sono una delle principali fonti di problemi di salute per il coniglio, motivo per il quale, è fondamentale che il proprietario si rivolga sempre a un medico veterinario e non si lasci ingannare da fake news o notizie da fonti poco attendibili.

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alimentazione del coniglio
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Quali consigli dovrebbe seguire il proprietario nell’alimentazione del coniglio? Alimentare correttamente fin da subito il coniglio è una delle imprese più difficili dato che spesso il proprietario, se non informato, viene confuso da leggende, pregiudizi e, ancor più spesso, da indicazioni non corrette fornite da fonti poco attendibili. E’ importante rivolgersi, invece, al proprio medico veterinario di fiducia.

Gli errori alimentari sono una delle principali fonti di problemi di salute per questa specie ed è importante far comprendere un concetto molto semplice: il coniglio è erbivoro e non onnivoro, granivoro o fruttivoro.

L’alimentazione del coniglio si basa principalmente su erba fresca e fieno

L’alimentazione del coniglio si basa sulla presenza, nella dieta, di elementi vegetali con basso contenuto calorico e molta fibra. Pertanto l’erba fresca e il fieno, possibilmente di essenze miste (prato polifita), devono rappresentare circa l’80% della razione.

Le verdure fresche, soprattutto in mancanza di erba, non dovrebbero mai mancare ma, visto il loro elevato contenuto in acqua, il valore nutritivo è solitamente basso: la quantità giornaliera media, estremamente variabile in funzione del tipo di verdura somministrata, dovrebbe aggirarsi all’incirca intorno al 15-20%del peso corporeo dell’animale.

Il mangime in pellet, possibilmente ad elevato contenuto in fibra, percentuale di proteine moderata, pochissimi grassi, contenente bassissime quantità di cereali e possibilmente privo di semi e granaglie, dovrebbe essere offerto in quantità limitata, non più di 20g/kg di peso corporeo (la quantità può variare in funzione dei valori analitici).

Gli integratori di minerali e vitamine, in presenza di un’alimentazione corretta, non sono necessari e possono essere addirittura pericolosi, soprattutto se maneggiati in maniera arbitraria dal proprietario.

Importante la corretta conservazione degli alimenti

Il fieno e il mangime pellettato, se mal conservati, possono sviluppare muffe e, di conseguenza, micotossine, estremamente dannose per la salute dell’animale.

Il fieno solitamente è venduto in sacchetti di plastica trasparente: al momento dell’acquisto è necessario verificare l’integrità dell’involucro, l’assenza di goccioline di condensa al suo interno e l’aspetto del contenuto.

Dopo aver aperto il sacchetto e prima di somministrarlo all’animale è sempre meglio controllare che non siano presenti polveri sospette o muffe e che il profumo sia gradevole, conservando poi il prodotto in luogo asciutto e possibilmente fresco dopo l’apertura, meglio se trasferito all’interno di un altro involucro traspirante (ad es. una federa per cuscini), e consumato rapidamente.

Lo stesso discorso vale per il mangime che, all’apertura della confezione, non deve presentare umidità anomala e pellet agglomerati tra loro.

Le verdure dovrebbero essere sempre fresche e accuratamente lavate prima della somministrazione, al fine di rimuovere eventuali residui chimici e, se conservate in frigorifero, dovranno essere proposte all’animale solamente quando hanno raggiunto la temperatura ambientale.

Le verdure, così come l’erba quando disponibile o la frutta (sempre in quantità moderata), devono essere eliminate se non consumate entro poche ore, soprattutto in estate quando le elevate temperature ne determinano un rapido deterioramento.

FONTE: LaSettimanaVeterinaria

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