L’intossicazione da fertilizzanti negli animali domestici

Gli animali domestici possono ingerire e intossicarsi con fertilizzanti per piante da giardino o appartamento. Quali sono i sintomi provocati dai diversi concimi?

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L’intossicazione da fertilizzanti per piante può interessare tutti gli animali domestici.

Questi prodotti sono infatti comunemente usati sia proprietari che dagli allevatori.

I fertilizzanti sono prodotti destinati a nutrire le piante, perché forniscono gli elementi essenziali per la loro crescita: azoto, fosforo e potassio.

L’etichetta del fertilizzante generalmente indica, in modo molto visibile, tre cifre che rappresentano l’apporto di NPK, che convenzionalmente indica l’azoto, l’anidride fosforica e l’ossido di potassio.

Quindi, se in etichetta è riportato 15.6.12, significa che quel fertilizzante contiene il 15% di azoto (N), il 6% di anidride fosforica (P205) e il 12% di ossido di potassio (K20).

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Questa affermazione, essenziale per l’agronomo, è di scarso interesse per valutare il rischio di intossicazione e le conseguenze che derivano da un’ingestione accidentale di fertilizzanti da parte degli animali.

In caso di ingestione di fertilizzanti da parte del proprio animale da compagnia è necessario rivolgersi prontamente al proprio Medico veterinario di fiducia, fornendogli se possibile indicazione sulla sostanza assunta.

La cosa più importante per il veterinario è soprattutto la forma chimica in cui sono presenti questi elementi, anche se queste informazioni non sempre sono fornite con precisione.

Intossicazione da fertilizzanti: a quali animali può succedere?

Anche se l’intossicazione da fertilizzanti può essere idealmente osservata in tutte le specie domestiche, dato che questi dei prodotti sono utilizzati frequentemente sia dagli agricoltori, sia dai privati.

Generalmente gli animali domestici più colpiti da intossicazione da fertilizzanti sono principalmente i cani e i gatti.

Nei cani l’intossicazione si può verificare quando il sacco contenente il concime è a portata di mano, e la curiosità e l’appetito dell’animale fanno il resto.

L’intossicazione può però avvenire anche per via del leccamento o dell’ingestione del fertilizzante diffuso in giardino o nei vasi delle piante d’appartamento.

Per il gatto a preoccupare è principalmente il fertilizzante per piante verdi, che si accumula nell’acqua residua presente nel sottovaso di vasi o fioriere.

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Quali sono i sintomi di un’intossicazione da fertilizzanti negli animali domestici?

Fertilizzanti a base di fosforo

L’assunzione di fosforo non rappresenta un grande pericolo, dato che l’elemento è presente principalmente sotto forma di fosfati che sono scarsamente assorbiti.

Quindi se è accidentalmente ingerito, non si deve temere se non nel particolare caso di fertilizzanti puramente fosforici (superfosfati).

Nel caso di un fertilizzante misto, l’unica manifestazione clinica osservata è la diarrea, dovuta all’effetto irritante sulla mucosa e alla richiesta di acqua nel lume intestinale.

Fertilizzanti a base di potassio

Al contrario, il potassio (presente sotto forma di cloruro, solfato o nitrato) è in teoria più pericoloso, perché è ben assorbito, anche se raramente si osserva intossicazione in seguito all’ingestione di fertilizzanti.

La sintomatologia è riferibile a disturbi del ritmo cardiaco e debolezza muscolare.

Fertilizzanti a base di azoto e fertilizzanti organici di origine naturale

Nei fertilizzanti l’azoto può essere sotto forma di nitrato, ammoniaca, urea o di sostanza organica.

Il nitrato è una forma di azoto ad azione rapida per la pianta.

Nel cane e nel gatto l’ingestione di fertilizzante nitrato provoca diarrea e ha un effetto diuretico.

I fertilizzanti ammoniacali e ureici sono ancora ampiamente utilizzati in agricoltura, ma nel giardinaggio sono i fertilizzanti organici di origine naturale a predominare.

Tuttavia, malgrado sia una cosa molto buona dal punto di vista ambientale, questo può rappresentare un vero pericolo per il cane.

Infatti, la sostanza organica utilizzata è molto spesso di origine animale.

Vengono infatti usati prodotti della macellazione: sangue secco, corno schiacciato, farina di piume, escrementi di pollame… tutte cose per lui molto appetibili.

Quindi, il cane che ha accesso al sacco di fertilizzante ne vorrà quindi consumare una grande quantità.

Oppure andrà a cercarlo nel terreno dopo che è stato sparso in giardino.

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La complessa composizione del prodotto è causa di gastroenteriti, talvolta gravi.

L’animale presenta in primo luogo sete intensa con ingestione di notevole quantità di liquido e vomito, poi diarrea con dolore addominale, anoressia e debolezza.

Anche la calciocianammide è una speciale forma di fertilizzante azotato, che corregge il pH dei terreni eccessivamente acidi.

Utilizzata soprattutto sui tappeti erbosi, provoca gastroenterite che può essere molto grave ed emorragica.

Anche questo fertilizzante sembra appetibile per il cane, pertanto è necessario prestare attenzione quando lo si utilizza.

Fonte La Settimana Veterinaria