Furetto e Covid-19: tutto quello che c’è da sapere e come comportarsi

I risultati degli studi sperimentali effettuati in laboratorio su alcune specie domestiche confermerebbero la suscettibilità del gatto, del furetto e, in misura minore, del cane all’infezione da SARS-CoV-2.

A cura di: Dott. Kiumars Khadivi-Dinboli

furetto covid-19

Il fatto che il virus SARS-Cov-2, il nuovo Coronavirus responsabile della malattia respiratoria Covid-19, sia strettamente correlato al coronavirus della SARS-2003 (SARS-Cov-1) ha fatto pensare che gli animali domestici, tra cui il furetto, possano essere interessati dall’infezione da SARS-CoV-2.

Sebbene le conoscenze scientifiche a riguardo siano ancora molto limitate, sembra che il furetto possa essere infettato dal SARS-Cov-2: i sintomi, tuttavia, sembrerebbero relativamente lievi (aumento della temperatura, poca tosse e letargia) e l’infezione risulta autolimitante con la guarigione che avviene in circa 12 giorni.

Furetto e Covid-19: come comportarsi?

Chi ha un furetto in casa come animale domestico può stare tranquillo: il furetto difficilmente potrà essere fonte di contagio.

Il furetto, però, può esserne una vittima ovvero contrarre l’infezione dagli stessi proprietari affetti da COVID-19. 

Per questo, se una persona risulta positiva al SARS-Cov-2 è bene che non abbia contatto con i furetti e prenda tutte le precauzioni del caso.

La raccomandazione generale è quella di adottare comportamenti utili a ridurre quanto più possibile l’esposizione degli animali al contagio: utilizzando, per esempio, le mascherine i guanti monouso quando si maneggia l’animale e lavarsi bene le mani prima e dopo aver toccato l’animale.

Ad oggi (aprile 2020), come medico veterinario che si occupa regolamenti di questi animali, non ho riscontrato alcun furetto positivo all’infezione COVID-19.

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