Circovirosi nei pappagalli, la malattia del becco e delle penne

La malattia del becco e delle penne è causata da un virus e colpisce diverse specie di pappagalli, ma anche uccelli da voliera. In alcuni volatili può risultare mortale.

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A cura di: Dott.ssa Elena Ghelfi

malattia del becco e delle penne

Negli anni ‘80 è stata identificata una malattia causata da un virus (circovirus) e definita “malattia del becco e delle penne” in alcuni cacatua salvatici.

Da allora si diffuse anche ad altri psittacidi allevati in cattività e in tutto il mondo, divenendo endemica anche in Italia.

In questo articolo conosceremo meglio questa patologia definita PBFD (Psittacine Beak and Feather Disease) o circovirosi.

Malattia del becco e delle penne: chi colpisce e a quale età?

Il circovirus, definito in tal modo per la forma a ruota che presenta al microscopio elettronico, è stato isolato in varie specie di psittacidi: cacatua, cocorite, ecletti, cinerini, parrocchetti dal collare, lori.

Potenzialmente può adattarsi anche ad altre specie, modulando e modificando i sintomi clinici e la gravità delle lesioni.

Può colpire anche altri uccelli da voliera come il canarino, il Diamante di Gould, il piccione, la tortora senegalese.

I soggetti giovani sono più vulnerabili e sensibili all’infezione.

Il virus ha un’elevata affinità per il tessuto linfatico di timo e borsa di Fabrizio (organo linfatico situato negli uccelli vicino alla cloaca), molto sviluppati e attivi nei giovani.

In questi soggetti si manifestano quindi sintomi più gravi fino al decesso.

malattia del becco e delle penne cinerino

Esiste inoltre un certo adattamento del virus alla specie, in alcune rapidamente mortale, come ad esempio nei  pappagalli cinerini.

In altre specie, seppur causando problemi di immunosoppressione, mostra un andamento più lento.

Sono possibili infezioni croniche compatibili con la vita (ad esempio muta francese nelle cocorite) o soggetti portatori sani per diversi anni.

Sintomi classici della malattia del becco e delle penne nei pappagalli

I pappagalli cominciano a mostrare alterazioni del piumaggio, perdita di piume e penne su tutto il corpo fino alla totale assenza di piumaggio.

circovirosi pappagallo

Si ha inoltre deformità alla ranfoteca (astuccio corneo del becco), che può impedire o rendere difficile la prensione del cibo.

Gli animali colpiti dalla patologia sono maggiormente predisposti alle infezioni da germi.

Nei cacatua è tipico osservare una netta diminuzione della polverosità cutanea tale da far apparire la parte cornea del becco nera e lucida.

Una malattia subdola

In alcuni casi i sintomi sono invece più generici: affaticamento, piumaggio disordinato, astenia, dimagrimento, mortalità dei pulli.

Alcune specie di pappagalli possono eliminare spontaneamente il virus dopo qualche anno.

Questo fenomeno è stato osservato nei pappagallini ondulati e negli inseparabili.

malattia del becco e delle penne cacatua

Altre volte è possibile che i portatori sani non manifestino mai sintomi, ma possano infettare altri soggetti con cui vengono a contatto.

Altro sintomo non specifico della malattia, ma che può essere considerato un campanello di allarme è la presenza di piume di colore differente (ad esempio rosse) in punti dove normalmente dovrebbero essere di un altro colore (grigio o verde).

Prevenzione e cura del circovirus nei pappagalli

Trattandosi di un virus, non esiste una terapia specifica e purtroppo non c’è ancora un vaccino.

È possibile solo trattare alcuni sintomi e cercare di fornire sostegno al pappagallo ammalato.

Per questo il Medico veterinario può somministrare vitamine, antibiotici per combattere le infezioni batteriche, immunomodulatori e consigliare cibo molto digeribile.

Fondamentale è la prevenzione. Attraverso esami specifici biomolecolari è possibile ricercare il virus da campioni di piume o sangue.

Inoltre, bisogna escludere dalla riproduzione i soggetti che risultano positivi o isolare questi soggetti per evitare l’infezione ad altri pappagalli in allevamento o in casa.