Le tortore: sia uccelli ornamentali che animali da compagnia

Adatta anche ai neofiti per la relativa semplicità di gestione, le tortore possono dare molte soddisfazioni sia come uccelli ornamentali in grandi voliere in giardino che come animali da compagnia.

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A cura di: Dott.ssa Elena Ghelfi

tortora

Le tortore contano in tutto il globo più di 300 diverse specie, dalla più comune e diffusa tortora dal collare orientale, divenuta specie alloctona e quindi comune abitante di parchi e giardini, alle più minute e variopinte specie esotiche.

Vediamo di seguito le specie più adatte all’allevamento e reperibili in commercio.

Tortora dal collare domestica (Streptopelia risoria).

È la più comune e docile fra le specie allevate, Il colore varia dal grigio sfumato con dorso più scuro e ventre chiaro.

Caratteristico il collare scuro alla base del collo. Ne sono state selezionate mutazioni di colore nocciola o bianche. Morfologicamente presentano coda lunga, testa piccola, corpo lungo circa 30 cm.

I sessi non sono distinguibili. Caratteristiche importanti di questa specie è la capacità di bere senza dover alzare la testa dalla ciotola e la produzione del “latte del gozzo”, nutrimento per i nidiacei tipico dei colombi.

La coppia può deporre più volte l’anno in genere 1-2 uova che schiudono dopo 15-20 giorni. Il maschio corteggia la femmina con un rituale caratteristico “a passo di danza”.

Non occorre alcun documento per la detenzione.

Tortora dal collare orientale (Streptopelia decaoto).

È la tortora più comune, visibile anche libera in europa e Africa del nord. Caratterizzata da piumaggio grigio sul dorso e ali color caffè-latte con caratteristica striscia nera alla base del collo.

I sessi si distinguono poco (maschio leggermente più grande: 150 gr. contro i 125 g della femmina, ma possono esserci individui con pesi simili di sesso opposto). È molto docile ma necessita di grandi spazi, va quindi ospitata in voliere con nidi e vegetazione.

Il possesso va denunciato alle province di residenza.

Tortora diamantina (Geopella cuneata).

Originaria dell’Australia è una delle più piccole allevate: misura circa 15 cm. Ne sono state selezionate varie colorazioni: ancestrale grigio, argento, isabella, albino, blu, marrone-rossastro. Facilmente distinguibili dalle altre tortore per le macchie bianche con alone nero sulle copritrici delle ali. I sessi si differenziano per alcune caratteristiche lievi: il maschio ha iride e area di cute attorno all’occhio di un colore rosso molto acceso, la femmina è più rosata, inoltre le macchie sulle ali sono più nette nel maschio che presenta anche colori più brillanti.

Si adattano bene a vivere in voliera anche con altri piccoli passeriformi. Essenzialmente granivore necessitano di voliera con nidi a cestello a parte libera con pochi posatoi o rami dove poter volare.

Tortora striata o t. sparviero (Geopelia striata).

Anch’essa originaria di Australia, Filippine e nuova Guinea. E’ un po’ piu grande della guttata : 22 cm di cui 10 sono rappresentati dalla coda. Presenta striature orizzontali su tutto il corpo, la colorazione è grigia – marrone. Può ibridarsi con la tortora diamantina.

Tortora smeraldina (Chalcophaps indica)

Diffusa in India e Filippine, viene talvolta importata per la bellezza degli esemplari a corpo rosso – marrone e ali verdi brillanti. Non va confusa con la tortora smeraldina africana (Chalcospilos Wagle ) che è decisamente più piccola (50-70 gr. di peso) e presenta una colorazione grigio-rosato sul corpo con due macchie verde metallico sulle ali.

Entrambe in natura si nutrono di semi di erbe prative, bacche ma anche insetti. Vanno dunque integrate camole della farina o altri piccoli insetti nella dieta.

Tortora del capo o maschera di ferro (Oena capensis).

Originaria del sud Sahara e penisola arabica, è facilmente riconoscibile per in netto dimorfismo sessuale: maschio a petto, gola e faccia color nero intenso, femmina invece a capo grigio – azzurro.

Il resto del corpo è di colore grigio.

Tortora tamburina (Tympanistria tympanistria).

Anche questa tortora è reperibile in commercio ed è facilmente allevata. È originaria della Sierra Leone, Uganda ed Etiopia.Si riconosce per il piumaggio bruno – olivastro, fronte, gola e petto bianchi.

Per approfondire in commercio si trovano alcuni libri monotematici su specie e alimentazione di questa specie di uccelli. Associazioni di appassionati iscritti alla FOI (Federazione Ornitologica Italiana) o studiosi delle varie specie zootecniche si possono reperire anche nel web. Un sito interessante è quello di : www.agraria.org

Alimentazione della tortora

Soprattutto granivore, alcune specie necessitano integrazione con bacche o piccoli insetti.

È importante fornire i vari alimenti separati in varie mangiatorie: semi specifici per tortore (semi piccoli di erbe prative e graminacee oppure tritate grossolanamente come mais o risone), grit (utile per fornire calcio carbonato e favorire la digestione meccanica dei semi), cibo fresco tipo: verdure (indivia, lattuga, cicoria piselli, mais tenero tipo per insalate ben risciacquato), erbe prative (centocchio, tarassaco, piantaggine, miglio).

 

La vaschetta contente cibo fresco va vuotata e pulita giornalmente per evitare residui avariati o contaminati da batteri e muffe.

Sfarinati, pastoni o biscotti non vanno somministrati a questi animali perché non riescono a cibarsene a causa della conformazione del becco.

La gabbia adatta alla tortora

Tortore di piccole dimensioni come le diamantine possono essere ospitate in gabbiette delle dimensioni di 40x 60 x 40 cm di altezza, ma per tutte è da preferire una voliera di almeno 1,4 mt di base e 1,5 mt di altezza. Possono essere ospitate sia in casa che in giardino, preferendo una zona riparata da alberi.

I maschi nel periodo riproduttivo possono essere molto aggressivi, si consiglia quindi di allevare le tortore in coppia, ad eccezione delle specie piu’ piccole e mansuete come le tortore diamentine che possono convivere con un piccolo stormo. Rami naturali, nidi e ovviamente beverini e mangiatoie completano l’arredamento della voliera.

Riproduzione

Le tortore imbottiscono con cura i nidi e i supporti messi loro a disposizione con paglia, iuta, fibre vegetali, piume. La femmina depone 1-3 uova e inizia la cova, aiutata dal maschio.

La schiusa avviene in genere dopo 13- 20 giorni ( a seconda della specie), i piccoli inetti (nudi e ciechi) vengono imboccati nel nido per 15-30 giorni dapprima con il “latte del gozzo” oppure con il cibo più digeribile dai genitori, poi all’uscita da nodo per altre 2 settimane vengono imboccati ancora dai genitori con semi, ed educati a procurarsi il cibo, volare e comunicare con i propri simili.