Usignolo del Giappone, un uccellino dal canto melodioso

Questo piccolo passeriforme caratterizzato dal livrea colorata e dal canto melodioso in realtà non è giapponese! Leiothrix Iutea è originario di Buthan, Nepal e altre aree Himalayane fino alla Cina meridionale. Nel nostro Paese alcuni usignoli del Giappone possono essere osservati in natura, per esempio, nell’entroterra Ligure o in Toscana.

A cura di: Dott.ssa Elena Ghelfi

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L’usignolo del Giappone (Leiothrix lutea) è un passeriforme famoso per il suo canto melodioso: questo piccolo volatile (è lungo in media 15 cm) non proviene dal Giappone bensì dal Sud-est Asiatico e dalle aree Himalayane come Nepal e Bhutan.

La livrea è verde oliva brillante nel maschio, più tenue o grigia nella femmina. La gola e le piumette attorno agli occhi sono di un giallo arancio vivace, mentre sulle ali sono presenti colorazioni marginali o a barratura arancioni e rosse.

Il maschio durante la stagione degli amori si esibisce in canti melodiosi e molto gradevoli, la femmina risponde con fischi o cinguettii.

Di cosa di nutre l’usignolo del Giappone?

In natura si nutre di ogni tipo di insetti ma anche di anellidi (lombrichi), bacche, frutta matura, alcuni semi.

Per mantenere in salute, questi uccelli occorre saper scegliere e variare costantemente gli alimenti reperibili in commercio come miscele per insettivori, ricche però in bacche e frutta per non aggravare il metabolismo epatico e rischiare la pericolosa emocromatosi.

Tutti i giorni vanno offerte piccole macedonie di frutta e nella stagione riproduttiva tarme della farina, camole del miele, lombrichi.

I pastoncini all’uovo o per insettivori, molto proteici e molto inclini all’inquinamento batterico e fungino, vanno conservati con cura, in luoghi freschi e asciutti, meglio se sottovuoto o porzionati in freezer.

Nelle mangiatoie deve essere offerto solo il cibo consumabile giornalmente e quotidianamente le mangiatoie devono essere vuotate e pulite.

Reperibilità sul mercato

Fino a 20 anni fa questo uccello canoro veniva catturato in grandi numeri nei territori di origine ed esportato, spesso in condizioni decisamente riprovevoli, in tutto il mondo.

Per questo motivo nel 1996 furono bloccate le importazioni. Ora secondo le direttive IUCN, la popolazione selvatica non è considerata a rischio di estinzione (rischio minimo) ma il reperimento sul mercato odierno è frutto di attenta selezione e allevamento in cattività.

I soggetti restano pur sempre timidi e schivi ma appaiono vivaci e più confidenti con l’uomo, meglio adattati alla vita in voliera. Sono sempre possibili le fughe, quindi le operazioni di pulizia vanno svolte con attenzione e con le finestre chiuse.

Usignolo del Giappone e riproduzione

L’allevamento degli usignoli del Giappone non è semplice, occorre mantenerli in voliere ampie, con vegetazione vera e fitta in cui possono nascondersi e costruire il nido, al riparo da calore eccessivo ma anche da correnti d’aria.

È possibile fornire materiale per il nido come yuta, rametti, paglia o posizionare portanido in uso per i canarini.

La femmina depone 3-5 uova. Le uova schiudono dopo circa 12 giorni e l’involo avviene dopo circa 10 giorni. La cova viene effettuata da entrambi i genitori.

Se allevati nel modo corretto possono raggiungere i 20 anni di età. L’alimentazione curata e la privacy sono fondamentali per favorire la riproduzione di questi interessanti uccelli canori.

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