Uccelli e arrivo della brutta stagione, attenzione ai problemi respiratori!

Se da una parte i sacchi aerei sono una sofisticata ed efficiente soluzione per migliorare l’ossigenazione, dall’altra rappresentano un punto debole e delicato in cui si creano molto spesso patologie anche gravi.

A cura di: Dott.ssa Elena Ghelfi

uccelli problemi respiratori

Con l’arrivo della brutta stagione anche i nostri amici alati possono soffrire di problemi respiratori: l’apparato respiratorio degli uccelli è molto diverso da quello dei mammiferi e presenta aspetti peculiari fondamentali per l’attività aerea e per la loro fisiologia ma anche dei punti deboli in cui i microrganismi possono causare malattie.

Peculiarità dell’apparato respiratorio degli uccelli

Partiamo dalle narici: negli uccelli non sono mobili ma sono rappresentate da 2 fori posizionati alla base del becco, l’aria entra dalle narici, passa nei seni nasali scende attraverso le coane (foro che si apre alla sommità del palato duro) e arriva direttamente in trachea attraverso l’epiglottide, che si apre alla base della lingua.

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L’aria supera il siringe (organo della fonazione) e raggiunge i polmoni, che negli uccelli non riescono ad espandersi.

Gli scambi gassosi avvengono in strutture particolari in grado di consentire un ricircolo di aria doppio nei polmoni, ovvero i sacchi aerei.

I 9 sacchi aerei, disposti nel collo, nel torace e nell’addome, in comunicazione con i polmoni e le ossa pneumatiche si contraggono e si svuotano (mediante il movimento muscolare dei pettorali, dello sterno e dell’addome) lavorando come dei mantici: l’aria passa quindi una prima volta nei polmoni, dove avvengono i primi scambi gassosi ed in seguito espulsa passando sempre prima attraverso i polmoni con un nuovo scambio di ossigeno ed anidride carbonica.

Pro (più ossigenazione) e contro (problemi respiratori e non solo) di un sistema così sofisticato negli uccelli

Se da una parte i sacchi aerei sono una sofisticata ed efficiente soluzione per migliorare l’ossigenazione e favorire quindi animali che necessitano di un carburante tanto prezioso per il volo e il rapido metabolismo, e conferire al contempo una maggior leggerezza allo scheletro, dall’altra rappresentano un punto debole e delicato in cui si creano molto spesso patologie anche gravi.

Infatti tanto per cominciare oltre all’ossigeno viene moltiplicata la capacità di veicolare anche sostanze tossiche presenti nell’aria: per questo motivo gli uccelli sono molto più sensibili rispetto ai mammiferi agli avvelenamenti da gas tossici come ad esempio il teflon (che si sprigiona dai rivestimenti antiaderenti di pentole o ferri da stiro) oppure da monossido di carbonio, gas irritanti, vapori, alla stessa anestesia gassosa (molto più efficiente rispetto ai mammiferi).

Occorre spazio per accumulare aria

Gli uccelli non hanno il diaframma, non è possibile quindi separare in modo netto torace da addome: un processo infiammatorio o un aumento di volume di un organo causa seri problemi respiratori per coinvolgimento dell’apparato respiratorio o per riduzione dello spazio disponibile ai sacchi aerei.

Ad esempio una infezione intestinale può per contiguità lasciar penetrare batteri patogeni nei sacchi aerei addominali e quindi raggiungere anche i polmoni, oppure una epatomegalia (aumento di volume del fegato) schiaccia i sacchi aerei addominali fino a comprimerli completamente se si forma anche un trasudato liquido (ascite) in addome.

Gli uccelli presentano quindi gravi sintomi di problemi respiratori (come se stesse annegando nei suoi stessi liquidi) ma la causa primaria è da ricercare – dal medico veterinario di fiducia – in altri organi, un doppio problema da risolvere!

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