Parassiti interni del coniglio da compagnia

Soprattutto per il coniglio da compagni che ha accesso all'esterno, è importante effettuare l'esame delle feci per analizzare l'eventuale presenza di parassiti interni che possono provocare problemi di salute all'animale.

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A cura di: Dott.ssa Elena Ghelfi

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Il coniglio può essere infestato da diversi endoparassiti (parassiti interni), come coccidi, cestodi, nematodi, ma solo alcune specie sono più diffuse e possono creare problemi di salute all’animale.

L’importanza dell’esame delle feci

È importante non sottovalutare le parassitosi e sottoporre il coniglio almeno 1-2 volte all’anno ad esame delle feci, soprattutto se ha accesso all’esterno.

Questo esame permette di riconoscere la specie di parassita presente e la gravità dell’infestazione dell’animale; ciò permette al Medico veterinario di decidere il piano terapeutico più efficace.

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Come prelevare un campione da esaminare

In concomitanza di una visita veterinaria è sempre bene prelevare qualche campione di feci dalla lettiera raccolto in vari momenti della giornata, dato che alcuni parassiti hanno un’eliminazione di uova o cisti soprattutto serale oppure intermittente.

In tal caso un ulteriore suggerimento sarebbe quello di far raccogliere per 3 giorni di seguito poche feci, conservandole in frigorifero e portandole poi al Veterinario.

La freschezza del campione è fondamentale, non va assolutamente congelato, il semplice refrigeramento è sufficiente per posticipare di pochi giorni l’esame completo.

Principali parassiti interni del coniglio

Nematodi

Ossiuridi

Le infestazioni da parte dell’ossiuro Passalurus ambiguus sono abbastanza frequenti nel coniglio.

Si tratta di un piccolo verme nematode di 5-10 mm che allo stadio adulto vive libero nel grosso intestino e quindi può occasionalmente essere rinvenuto nelle feci come un piccolo fiocco biancastro attaccato ai pellet fecali emessi dall’animale.

Il coniglio ingerisce il parassita attraverso l’uovo larvato disperso nell’ambiente, che supera il pH gastrico e nell’intestino viene a maturazione.

I vermi adulti depongono le uova di sera e di notte; quindi è consigliabile portare al veterinario le feci da esaminare della sera oppure quelle raccolte la mattina.

Gli ossiuridi del coniglio non infestano uomo o altri animali.

Questa infestazione può restare senza sintomi per parecchi mesi oppure mostrare segni clinici come calo ponderale, irritazione anale o ancora stentata crescita.

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Altri nematodi

Il coniglio può ospitare nell’intestino nematodi della specie Trichostrongylus retortaeformis.

Questi piccoli vermi cilindrici sono ingeriti dal coniglio con fieno, erba od ortaggi contaminati dalle uova larvate/embrionate.

Il parassita raggiunge poi lo stadio adulto nell’intestino tenue dove ricomincia il ciclo riproduttivo iniziando a deporre uova.

I sintomi possono essere vari: dalla diarrea all’enterite con alterata produzione di feci.

Altri nematodi che possono infestare l’apparato digerente del coniglio sono Graphidium strigosus, che allo stadio adulto colonizza la parete gastrica causando gastriti anche piuttosto importanti, ma anche infiammazione all’intestino tenue e cieco.

Coccidi

I coccidi del genere Eimeria si riscontrano frequentemente nei conigli domestici, sia cuccioli che adulti.

Si tratta di protozoi che si localizzano nell’epitelio intestinale oppure nell’epitelio dei dotti biliari (coccidiosi epatica).

L’infestazione avviene per ingestione delle oocisti presenti in acqua o cibo contaminato da feci di altri conigli infetti, oppure in allevamento o in luoghi con più conigli per contatto diretto con feci infette della madre o altri coniglietti asintomatici.

La gravità dei sintomi varia in base a diversi fattori: età dell’animale (talvolta asintomatica negli adulti), lo stato immunitario, concomitanza con altre patologie, quantità di oocisti ingerite (e conseguente gravità dell’infestazione), specie coinvolta nell’infestazione (alcune sono poco patogene).

I sintomi sono molteplici: stasi, diarrea (talvolta con muco o sangue), perdita di peso, disidratazione, stentata crescita, enteriti da infezioni batteriche secondarie.

Un coniglio robusto, adulto, dotato di una buona immunità può superare la fase più critica e divenire eliminatore di oocisti infettanti per altri conigli come portatore “sano”, viceversa un giovane esemplare magari appena acquistato in negozio, quindi sottoposto a stress, cambiamento di alimentazione, ecc., può rapidamente venire a morte per le conseguenze dell’infezione o per cause secondarie.

Cestodi

I conigli possono essere infestati da cestodi del genere Taenia. Le infestazioni da tenie sono poco diagnosticate nei conigli da compagnia, ma possono essere presenti senza causare sintomi specifici.

In alcuni casi invece possono provocare dimagramento, stasi ed ostruzione intestinale a causa dei lunghi vermi insediati nel lume intestinale, a volte diarrea.

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