Convivenza tra gatto e coniglio: come farli andare d’accordo?

Chiunque possieda un animale potrebbe, ad un certo punto, desiderarne un altro, magari di specie diversa. Non tutti gli abbinamenti sono compatibili o fortunati: vediamo insieme cosa aspettarsi nella convivenza tra gatto e coniglio.

A cura di: Dott. Cristiano Papeschi

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Dopo il binomio coniglio/cane, oggi parleremo, invece, della convivenza tra gatto e coniglio, per certi versi più semplice ma sempre soggetto a una serie di considerazioni.

Molti gatti convivono pacificamente con i conigli e viceversa, nonostante i primi siano predatori e i secondi prede.

Regola generale: pazienza e gradualità

A breve analizzeremo alcune delle situazioni più comuni ma prima vogliamo fornire un consiglio valido sempre: all’inizio, non lasciate mai soli i due animali, rimanete sempre vigili, intervenite solo se necessario e cercate di anticipare eventuali reazioni negative.

Potrebbe volerci molta pazienza, quindi non bruciate le tappe e lasciate ai due “attori” il tempo necessario per recitare la loro parte.

In alcuni casi bastano poche ore, più spesso qualche giorno, a volte anche settimane… e non dimenticate che le barriere fisiche (recinti o cancelletti) possono tornare utili. Evitiamo punizioni fisiche che di solito sono più che altro deleterie.

Convivenza tra gatto e coniglio… da cuccioli è più facile!

Crescere insieme è molto spesso l’opzione migliore: un giovanissimo coniglio e un giovanissimo gatto che fanno il loro ingresso contemporaneamente nella stessa casa porta, il più delle volte, a ottimi risultati.

Imparano a conoscersi, il territorio non è ancora di nessuno, le dimensioni sono più o meno le stesse.

Ovviamente c’è da considerare che il gattino, di solito più curioso ed esuberante del coniglio, potrebbe cercare il gioco in maniera insistente e danneggiare il compagno con le sue belle unghiette appuntite (si potrebbero spuntare leggermente per precauzione) e il coniglio reagire, ma generalmente la convivenza si instaura in pochissimo tempo.

In casa c’è un coniglio e desidero anche un gattino

Se il padrone di casa fosse un coniglio adulto e non troppo timido, non dimentichiamo il suo istinto territoriale naturale: maschio o femmina che sia, il “padrone” potrebbe vedere il nuovo arrivato come un intruso e aggredirlo.

Il gattino, a sua volta, potrebbe reagire o scappare ma presto la gerarchia verrà stabilita e per raggiungere l’equilibrio non dovrebbe volerci molto tempo.

Meglio ancora se il coniglio fosse già sterilizzato o castrato!

In ogni caso, se le prime reazioni non fossero “entusiasmanti”, meglio interrompere le “ostilità” e riprovare in un secondo momento.

Un valido aiuto viene dalla possibilità di mantenere fisicamente separati ma in contatto visivo i due animali attraverso l’impiego di un cancellino o di un recinto oppure confinare il gattino all’interno di un trasportino e lasciare che il coniglio lo studi e lo annusi.

Anche in questo caso, se le reazioni non sono delle migliori, meglio riprovare in un secondo momento.

Il padrone di casa è un gatto e voglio dargli un compagno con le orecchie lunghe

Se in casa è presente un gatto adulto e si vuole introdurre un giovane coniglio oppure uno un po’ più grandicello ma timido, è probabile che, vedendo il micione, la piccola preda decida di darsi alla fuga.

Questo tipo di reazione farà scattare quasi inevitabilmente il meccanismo innato della caccia e quindi il felino potrebbe decidere di attaccare a sua volta il nuovo arrivato, con conseguenze anche gravi.

Meglio procedere con molta calma, facendo prima ambientare il coniglio nella nuova casa mantenendolo in un ambiente inaccessibile al gatto (il quale intanto inizierà a sentirne l’odore e ad abituarsi) e successivamente “presentarglielo” attraverso una barriera fisica, ad esempio una bella gabbia ampia che consenta alla new entry di muoversi e di comportarsi naturalmente ma anche di nascondersi (serve sempre una tana).

Il gatto potrà così iniziare a vederlo e annusarlo senza poterlo aggredire: attenzione che la gabbia (o il trasportino) siano protetti da sbarre sufficientemente strette da evitare “artigliate” dall’esterno.

Una volta che i due si saranno abituati si potrà pensare di farli incontrare in campo aperto, sempre rimanendo all’erta e pronti ad intervenire.

Il gatto, per sua natura solitario, potrebbe anche non arrivare mai ad accettare del tutto il coniglio ma semplicemente a tollerarlo e ignorarlo, sebbene il più delle volte si riesca a raggiungere un buon equilibrio.

Spazi e privacy sono necessari per una serena convivenza tra gatto e coniglio

Anche a convivenza ormai consolidata, ognuno avrà bisogno dei suoi spazi: sia l’uno che l’altro dovranno potersi isolare, pertanto il coniglio dovrà sempre avere acceso a una tana mentre il gatto dovrà avere a disposizione cibo, lettiera e zona riposo non raggiungibili dal coniglio.

Con il tempo e un po’ di pazienza diventeranno ottimi amici!