Il merlo nelle fiabe e nelle leggende: da Dante a Italo Calvino

Fin dai tempi antichi, i merli sono stati protagonisti di favole e leggende giunte ai giorni nostri, come la famosa leggenda dei giorni della merla, o hanno ispirato grandi scrittori tra cui il celebre Italo Calvino.

A cura di: Dott.ssa Elena Ghelfi

merlo

Il merlo, frequente abitatore dei nostri giardini, ha da sempre accompagnato e affascinato tutti noi per il suo canto melodioso e il suo piumaggio nero, serico e lucente. Ma forse, non tutti sanno che intorno al merlo aleggiano numerose leggende, credenze e persino favole con protagonista proprio lui, quest’uccellino nero dal becco giallo.

Andiamo a scoprire le leggende più famose…

La leggenda dei giorni della merla

Nel Nord Italia sicuramente la più famosa è la leggenda dei giorni della merla (dal 29 al 31 gennaio) e di come trasformò il candido piumaggio.

Le varianti di città in città sono diverse ma di seguito vi riporto le più note.

Si narra che in un tempo lontano a Milano ci fu un inverno molto freddo, la neve imbiancava tutta la città.

Una famigliola di merli all’epoca con piumaggio totalmente bianco, aveva spostato il nido dall’albero a un riparo sotto una grondaia al sicuro dalle intemperie.

Papà merlo cercava incessantemente provviste per i figlioletti, ma la nevicata copriva ogni possibile fonte di cibo.

Decise quindi un giorno di partire e cercare un luogo con un clima più mite. La merla con i piccoli sposto’ il nido in un comignolo per cercare un po’ di tepore.

Dopo 3 giorni il merlo torno’ e trovo la compagna e i piccoli con le piume tutte cosparse di fuliggine, da allora i merli divennero tutti neri (maschi) o grigi/marroni (le femmine).

Dante Alighieri cita la leggende sul merlo

Un’ altra versione vuole spiegare i giorni più freddi di gennaio (dal 29 al 31 gennaio) come un dispetto di Gennaio, infastidito da una merla un po’ sfrontata che, vedendo un tiepido raggio di sole (presagio di primavera), lo provocò dicendogli di non temere più la sua morsa di gelo.

Gennaio, furioso, chiamò i “tre mercanti della neve” ovvero San Mauro (festeggiato il 15 gennaio), Sant’Antonio Abate (il 17 gennaio) e San Sebastiano (il 20 gennaio) e chiese loro di scatenare le più fredde nevicate.

Alla fine dei tre giorni la merla che si era riparata nella cappa di un comignolo con i suoi piccoli si ritrovò col piumaggio tutto nero.

Anche Dante Alighieri nella sua Divina Commedia citò questa leggenda nel girone degli invidiosi (Purgatorio XIII, 123) “ormai non ti temo, come fece il merlo appena vide un po’ di sole”.

Fiabe e racconti di Italo Calvino

Il grande scrittore italiano annovera ben due storie con merli protagonisti: il merlo goloso e il fischio del merlo (nel libro Palomar). Qui di seguito la fiaba sul merlo goloso.

Il merlo goloso

“Una mattina il merlo vide un pentolino su un davanzale.
Il merlo si avvicinò subito al pentolino per curiosare.
Dentro il pentolino il merlo vide una crema gialla come l’oro e profumata come un fiore.
Quella crema lo tentava e non ci pensò due volte: il merlo mangiò la crema gialla.
Mentre se ne stava con il becco golosamente immerso nel pentolino, alla finestra si affacciò una vecchietta che era una Fata.
La Fata sgrido il merlo perché aveva mangiato la sua crema, batte le mani e pronunciò parole misteriose.
Il tegamino scomparve, la crema andò in fumo, ma il merlo non riuscì a pulirsi il becco.
Da allora tutti i merli hanno il becco giallo; perciò ogni volta che un merlo passa, gli altri uccelli si raccontano sottovoce quella vecchia birbonata“.

Il merlo nelle tradizioni celtiche

Anche in tempi antichi i merli sono protagonisti di leggende o significati magici, per le popolazioni celtiche, per esempio, i merli sono associati alla dea Rhiannon, in gaelico viene chiamato Druid dhudh, quindi ai druidi, che venivano chiamati essi stessi uccelli di Rhiannon.

Con il loro canto addormentavano gli uomini o erano in grado di gettare nell’oblio chi li ascoltava, non più in grado di accorgersi del passare del tempo.

Le tribù celtiche consideravano gli animali degli alleati e ogni clan si identificava in uno di essi; i merli erano creature con qualità magiche, capaci di passare nell’”Altro Mondo”.