Il calore nella gatta: quanto dura e come gestirlo?

Negli ultimi anni, grazie ad una crescente attenzione e conoscenza della medicina felina, sono stati fatti notevoli progressi nei confronti delle problematiche riproduttive come per esempio nei casi d’impossibilità di accoppiamento nel periodo del calore o nel trattamento dell’anestro (mancanza del calore).

calore gatta

Il ciclo riproduttivo della gatta presenta caratteristiche uniche rispetto alle altre specie animali. La gatta è un animale poliestrale stagionale a fotoperiodo positivo. Cosa vuol dire?

Significa che l’attività sessuale inizia, una volta raggiunta la pubertà (tra i 5 e i 9 mesi), 1 o 2 mesi dopo il solstizio di inverno (fine gennaio-febbraio nell’emisfero settentrionale) e termina 2 o 3 mesi dopo il solstizio d’estate (fine agosto-settembre nell’emisfero settentrionale).

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Questa particolarità deriva dalle variazioni di concentrazione di un ormone chiamato melatonina: quando le giornate si allungano il suo livello è basso e quindi la gatta può presentare il calore, viceversa quando si accorciano le giornate le concentrazioni di melatonina aumentano e la gatta entra in un periodo di riposo detto anestro stagionale.

Durante la stagione sessuale, le gatte manifestano i loro calori (estro) in media ogni due settimane, con variazioni molto evidenti a seconda della razza e del soggetto.

L’ovulazione è indotta dall’accoppiamento

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È importante sapere che nel gatto domestico l’ovulazione è un fenomeno indotto da ripetuti accoppiamenti durante i primi giorni del calore (estro) e, di solito, l’ovulazione si verifica nell’arco di 30 – 50 ore post accoppiamento. Tuttavia, c’è la possibilità che l’ovulazione, nella gatta, possa avvenire anche senza la copula.

Il gatto è una specie prolifica e le modalità di riproduzione sono talmente efficaci che, in determinate condizioni, la popolazione felina può aumentare molto rapidamente.

L’induzione del calore nella gatta

Lo studio della funzionalità riproduttiva della gatta è stato spesso utilizzato come modello per le specie selvatiche a rischio d’estinzione e per migliorare la funzionalità riproduttiva nella gatta domestica, dato che si sta diffondendo sempre di più in Italia l’allevamento di determinate razze feline.

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Negli ultimi anni grazie ad una crescente attenzione e conoscenza della medicina felina sono stati fatti notevoli progressi anche nei confronti delle problematiche riproduttive.

L’induzione del calore (estro) e la conseguente ovulazione nella gatta è stata tentata usando diversi protocolli che si basano sull’utilizzo di differenti molecole.

Migliorare l’efficienza riproduttiva

Tali protocolli consentono di migliorare l’efficienza riproduttiva e trovano impiego in molti ambiti come per esempio nei casi d’impossibilità di accoppiamento nel periodo dell’estro naturale, per l’induzione dell’ovulazione al di fuori della stagione del calore e nel trattamento dell’anestro (mancanza del calore).

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In particolare, mediante l’applicazione di un impianto sottocutaneo a lento rilascio a base di Deslorelina, si può indurre il calore nella gatta. L’azione che svolge nei primi giorni post impianto ha un effetto stimolante sulla produzione degli ormoni responsabili dell’attività riproduttiva che esita poi con l’inizio del calore.

La Deslorelina risulta di facile applicabilità da parte del medico veterinario (gli impianti vengono infatti inseriti e rimossi con semplici e atraumatiche manipolazioni) e risulta essere scevra da effetti collaterali nel punto di inoculo.

Nella gatta la sede migliore dove inserire gli impianti sembra essere la regione paraombelicale, poiché in questa posizione si possono più facilmente palpare e rimuovere.

L’iniziale stimolazione da parte della Deslorelina è seguita in qualche caso dall’ovulazione, e l’efficacia dell’induzione dell’estro dipende dalla fase estrale in cui si impianta il farmaco.

Pertanto, conoscere il ciclo riproduttivo e la stagionalità della specie felina ci permette di capire l’andamento della fase riproduttiva e di manipolare il ciclo estrale attraverso l’impiego di questi farmaci, che devono essere sempre associati ad una corretta gestione del caso condotta dal Medico Veterinario, che è l’unico a comprendere le eventuali criticità che si potranno presentare.

Calore del cane: quanto dura e come gestirlo?

Redatto da: Dott. Alessandro Troisi