Gatto ansioso: come si riconosce? quali sono i segnali per capirlo?

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gatto ansioso

In un gatto ansioso si possono rilevare cambiamenti delle abitudini alimentari, della cura del corpo, delle relazioni sociali (sia verso gli uomini sia verso gli altri animali), del sonno, del comportamento eliminatorio e di marcatura e lo sviluppo di comportamenti ripetitivi, stereotipati o compulsivi.

Quando un gatto si trova uno stato di stress, si possono osservare cambiamenti nell’intensità, frequenza o contesto sociale delle abitudini alimentari.

IL GATTO ANSIOSO E IL RAPPORTO CON IL CIBO

Le modificazioni del comportamento alimentare possono andare da una diminuzione o totale assenza dell’appetito (anoressia), a un suo aumento o anche al manifestarsi di fenomeni di pica, ovvero di ingestione di sostanze non commestibili.

In alcuni gatti, ad esempio, la causa scatenante della pica è determinata da un evento stressante, come essere portati in pensione, oppure l’ospedalizzazione.

Negli gatti stressati, si osserva la tendenza a cercare posti nascosti e a evitare qualsiasi tipo di interazione con l’ambiente sociale e fisico che lo circonda. In alcuni casi si possono avere dei fenomeni d’aggressività.

Lo stress, infatti, gioca un ruolo importante nello sviluppo e nell’espressione dell’aggressività. Questa si manifesta in presenza di uno stimolo minaccioso o percepito come tale dal gatto e la soglia della reazione aggressiva può essere abbassata da fattori stressanti interni o esterni (ambiente o stati patologici dell’animale).

In un animale stressato si possono osservare modificazioni del comportamento di grooming con riduzione dei comportamenti di cura del corpo. In altri casi, si possono sviluppare attività di sostituzione o addirittura comportamenti compulsivi che portano il gatto a incrementare il comportamento di cura del corpo fino ad arrivare a masticarsi o strapparsi il pelo.

LO STRESS INCONTROLLATO PUÒ AVERE CONSEGUENZE

Uno stress incontrollato, infatti, può avere una serie di conseguenze, tra cui lo sviluppo di comportamenti alternativi, definiti come attività di sostituzione, che hanno lo scopo di indirizzare l’energia dell’animale verso altre attività quali ad esempio leccarsi il pelo, o il pacing, vale a dire camminare senza uno scopo avanti e indietro.

I comportamenti compulsivi sono espressione di stress, frustrazione e conflitto, che protratti nel tempo, possono esitare in comportamenti conflittuali che danno luogo a disturbi compulsivi.

Nel gatto ansioso, comportamenti anomali in risposta a stati ansiosi, comprendono la toelettatura eccessiva, il masticarsi o strapparsi il pelo, girare in tondo, rincorrersi la coda, miagolare e vocalizzare intensamente, polifagia, polidipsia e pica.

I fattori stressanti svolgono un ruolo importante nell’insorgenza dei disturbi compulsivi, ma anche nel loro mantenimento: una volta che il comportamento compulsivo si è instaurato, gli stressori ambientali, quali quelli presenti in un ospedale veterinario, possono contribuire a perpetuarlo.

FONTE: La Settimana Veterinaria