Cani da lavoro militari? Spesso soggetti a disturbi osteo-articolari

Tutti i cani da lavoro militari sono mantenuti in ottime condizioni fisiche con esercizi di routine. Tuttavia, secondo un recente studio americano, un’alta percentuale dei ricoveri di questi cani sono dovuti proprio a patologie articolari.

A cura di: Prof.ssa Giorgia Meineri

cani da lavoro militari

L’utilizzo del cane quale supporto alle Forze dell’Ordine e al soccorso pubblico ha iniziato a concretizzarsi alla fine dell’800. I cani da lavoro militari sono attualmente impiegati nei vari reparti: Antidroga, Anti esplosivo (ATF), Ricerca e soccorso pubblico, Ordine pubblico.

In Italia le Unità Cinofile sono presenti all’interno di diversi reparti, quali Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di finanza e Vigili del fuoco.

Cani da lavoro militari, quali sono le razze utilizzate?

Le razze principalmente utilizzate sono il Pastore Tedesco e Belga e il Labrador.

La scelta ricade su cani in grado di lavorare sia in situazioni di difficoltà (pendii scoscesi, ghiacciai, spazi angusti e stretti, magazzini stivati di merce, imbarcazioni da diporto, rampe di discesa dei passeggeri nelle navi traghetto, ecc.), sia tra la folla presente nelle stazioni ferroviarie, nei porti, negli aeroporti, nelle metropolitane.

I cani devono essere dotati di un elevato grado di socializzazione nei confronti delle persone e degli altri cani, devono essere in possesso di un buon temperamento, una grande attitudine al lavoro, un’elevata vigilanza ed una moderata aggressività.

Tutti i cani da lavoro militari sono mantenuti in ottime condizioni fisiche con esercizi di routine.

Osteoartrite, una delle più frequenti malattie

Una delle più frequenti malattie che minaccia la salute di cani da supporto alle Forze dell’Ordine e al soccorso pubblico è l’Osteoartrite (OA).

Uno recente studio americano ha suggerito che un’alta percentuale dei ricoveri dei cani da lavoro militari sono dovuti proprio a patologie articolari.

L’OA è una condizione che causa dolore, infiammazione e rigidità in molte articolazioni e comunemente si verifica per eccessivo esercizio fisico.

Questi disturbi infiammatori vengono spesso trattati con farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS).

Tuttavia, questi farmaci provocano spesso effetti collaterali indesiderati per cui sono in corso vari studi per superare questi problemi.

Integratori alimentari con azione antinfiammatoria

Al giorno d’oggi alcuni principi nutrizionali di origine vegetale sono oggetto di notevole interesse come terapie alternative all’uso dei farmaci nella prevenzione e cura dell’OA.

Secondo recenti studi alcuni vegetali naturali contengono componenti bioattivi con azione antinfiammatoria che, se inclusi nella dieta, contribuiscono a ridurre la risposta infiammatoria.

Tra questi, il metil solfonil metano (MSM) viene utilizzato come integratore alimentare per il suo potenziale nel ridurre il dolore osteoartritico.

L’MSM è naturalmente presente in varie alimenti di origine animale e vegetale, in particolare nella pianta Equisetum.

Le proprietà nutraceutiche del MSM derivano dal suo contenuto in zolfo in forma biodisponibile.

Lo zolfo è un componente essenziale delle cellule viventi; si trova nelle proteine muscolari, in particolare negli amminoacidi Solforati (Cisteina, Cistina, Metionina, Taurina ), in alcuni coenzimi (Glutatione, Acido Alfa Lipoico, Coenzima A), in alcune vitamine (Tiamina e Biotina), in alcuni polisaccaridi (glicosaminoglicani e condroitin solfato della cartilagine articolare).

Per questi motivi l’MSM ha proprietà antinfiammatorie e condroprotettici.

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