Volare è una necessità fisica e psicologica di ogni uccello

E’ impensabile concepire la limitazione alle passeggiate giornaliere dei cani o l’esplorazione dei gatti: sono necessità primarie, oltre che fisiche e psicologiche, che abbracciano sia la sfera cognitiva sia la condizione di equilibrio e benessere. Lo stesso vale per gli uccelli con il volo. 

A cura di: Dott.ssa Elena Ghelfi

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Ogni uccello ha la necessità di volare: è nel suo DNA ed è una necessità fisica e psicologica. Ancora oggi molti proprietari di volatili come i pappagalli, temendo fughe o attacco da parte dei predatori, chiedono ad allevatori o i medici veterinari come limitare il volo dei loro animali da compagnia.

Volare è una necessità primaria di ogni uccello

È impensabile concepire la limitazione alle passeggiate giornaliere dei cani o l’esplorazione esterna o dei vari piani (dalle mensole agli armadi) dei gatti: sono necessità primarie, oltre che fisiche (espletamento di bisogni, tonicità muscolare…) e psicologiche, che abbracciano sia la sfera cognitiva sia la condizione di equilibrio e benessere.

Lo stesso vale per gli uccelli con il volo.

Un uccello col volo potenzia i muscoli pettorali e sperimenta movimenti e abilità che lo rendono indipendente, abile e sicuro di se’: inibendo il volo, l’adulto perde fiducia e sicurezza mentre il giovane non apprende la modulazione dei movimenti, l’equilibrio, la corretta postura nell’atterraggio.

Impedendo il volo, il volatile come un pappagallo può sviluppare patologie comportamentali dettate dall’ansia, dalla frustrazione, dalla noia ma diventa anche più facile a insulti traumatici all’apparato muscolo-scheletrico.

Metodi per impedire il volo? No, grazie!

Sono tanti i metodi impiegati per impedire il volo di un uccello: catenelle, pettorine o taglio delle remiganti.

Tuttavia, i metodi fisici contenitivi come le catenelle metalliche legate al trespolo possono causare fratture o lussazione delle zampe.

Anche le stesse pettorine utilizzate per l’addestramento all’esterno possono causare traumi alle clavicole o alle ali se il volo viene impedito bruscamente con una conseguente rovinosa caduta.

La relazione e la comunicazione

Il miglior metodo per non far fuggire verso nuovi orizzonti il pappagallo è “ancorarlo” col “filo invisibile” ma decisamente più stabile della corretta relazione tra specie diverse: il pappagallo deve sentirsi membro della famiglia, condividere la giornata, le esperienze, le emozioni.

Deve sentirsi compreso: la comprensione del linguaggio del pappagallo è il primo passo per consolidare la relazione.

Il pappagallo libero in casa, anche se in una casa messa in sicurezza per lui, deve essere osservato e conosciuto dal proprietario in tutte le sue espressioni sia verbali che di postura, mimica, atteggiamenti.

Il proprietario diventa il leader dello stormo a cui chiedere conforto o sicurezza in caso di pericolo oppure fonte di svago o di coccole.

Il training è certamente un percorso impegnativo ma è l’unica strada per avere un rapporto solido e appagante con qualsiasi animale di casa.

Il consiglio è quello di cercare e frequentare, ove possibile, i corsi offerti dai medici veterinari comportamentalisti che offrano percorsi anche a piccoli gruppi di socializzazione, comunicazione, conoscenza di questi splendidi animali.

Vuoi conoscere l’importanza del volo nelle grandi migrazioni degli uccelli?