Rogna sarcoptica nel coniglio, mai abbassare la guardia!

La rogna sarcoptica è una delle principali ectoparassitosi che può colpire il coniglio. Vediamo insieme quali sono i caratteri della patologia e come riconoscerla.

A cura di: Dott. Cristiano Papeschi

rogna sarcoptica nel coniglio

La rogna sarcoptica nel coniglio è una malattia parassitaria causata da un piccolo acaro, Sarcoptes scabiei, che misura meno di mezzo millimetro, mediamente tra 0,25 mm (maschio) e 0,5 mm (femmina) ed è una delle principali ectoparassitosi che può colpire il coniglio.

Lesioni molto pruriginose

Si tratta di una patologia non specie-specifica, che può quindi interessare diverse specie animali. Per nutrirsi e deporre le uova, l’acaro scava gallerie nello spessore dell’epidermide del soggetto parassitato causando irritazione ed intenso prurito.

rogna sarcoptica coniglio
Acaro Sarcoptes scabiei. Foto di C. Papeschi.

Le lesioni, nel coniglio, sono molto caratteristiche e si manifestano sotto forma di croste biancastre o giallastre, a volte anche rossastre per la presenza di sangue, che compaiono dapprima in alcune regioni anatomiche ben definite, per lo più dita, palpebre, mento, naso e contorno delle orecchie.

Frequente è anche la caduta del pelo nelle aree interessate.

Qualora venisse trascurata, la rogna sarcoptica potrebbe estendersi dalle regioni appena indicate a tutto il resto del corpo e poiché questa parassitosi si accompagna ad intenso prurito, l’animale è portato a grattarsi con insistenza, auto-infliggendosi lesioni secondarie spesso complicate da infezioni batteriche.

Mai abbassare la guardia!

La rogna sarcoptica sembra essere più frequente nei conigli giovanissimi, soprattutto quelli di recente acquisto provenienti da negozi od allevamenti in cui l’igiene non viene particolarmente curata, ma può colpire soggetti di qualunque età, razza o sesso.

Da quando l’animale contrae la parassitosi a quando inizia a manifestare i primi segni visibili (prurito e formazione di croste!) possono trascorrere anche alcune settimane.

Veterinario in prima linea contro la rogna sarcoptica del coniglio!

Al momento dell’acquisto sarebbe opportuno sottoporre a visita dal medico veterinario il nuovo pet, in modo che eventuali lesioni in fase iniziale possano essere individuate, sottoposte a diagnosi e ad un trattamento specifico.

In caso di infestazione sarà necessario considerare contaminata la gabbia, che dovrà dunque essere lavata e disinfettata, la lettiera, che dovrà essere rimossa completamente e maneggiata facendo attenzione a non disperderla, la stanza in cui l’animale viene mantenuto e, se presenti, tappeti, divani ed altri arredi che andranno disinfestati seguendo i consigli del medico veterinario.

Attenzione agli animali conviventi!

La rogna sarcoptica è molto contagiosa, pertanto eventuali altri soggetti conviventi con un coniglio infestato andrebbero valutati per un eventuale trattamento preventivo, prima che la patologia possa manifestarsi, a discrezione del veterinario curante.

Trattandosi di una zoonosi, ovvero una patologia potenzialmente trasmissibile anche all’uomo, in caso di lesioni cutanee sarà necessario rivolgersi ad una struttura sanitaria segnalando la diagnosi eseguita sull’animale.

Rogna sarcoptica del coniglio, come risolvere il problema?

Oltre a “trattare” l’ambiente, è necessario intervenire direttamente sull’animale colpito il prima possibile, per limitare i danni ed il fastidio.

Fortunatamente l’acaro della rogna è sensibile a diverse molecole, pertanto le possibilità terapeutiche non mancano, ma devono essere prescritte dal veterinario in quanto non tutti gli antiparassitari sono ugualmente efficaci ed alcuni possono risultare tossici per il coniglio.

Inoltre, in base alla gravità e all’estensione del problema, il veterinario sceglierà non solo il tipo di farmaco da somministrare, ma anche le modalità e la tempistica: il proprietario dovrà solamente eseguire correttamente le istruzioni e rispettare le indicazioni.

È bene anche sottolineare che la guarigione clinica e la scomparsa delle lesioni potrebbe richiedere diverse settimane ed a volte potrebbero permanere cicatrici o aree alopeciche.

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