Lo scoiattolo striato come animale domestico: fare la scelta giusta

Lo scoiattolo striato può diventare un simpatico animale domestico non convenzionale, ma come valutare questa scelta? Vediamolo insieme.

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A cura di: Dott.ssa Linda Sartini

scoiattolo domestico
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Molte persone scelgono lo scoiattolo striato giapponese o tamia come simpatico animale domestico.

Vediamo quando e come fare la scelta giusta, onde ridurre al minimo il rischio di incorrere in problematiche o malattie in questo pet.

Lo scoiattolo come animale domestico: una scelta consapevole

Che si tratti di uno scoiattolo o di qualunque altro animale da compagnia, acquistato, regalato o adottato, accogliere in casa un pet è una decisione importante.

Comporta impegno e responsabilità al fine di garantire salute e benessere a una piccola vita che, da quel momento in poi, dipenderà interamente da noi.

Perché, dunque, farci trovare impreparati?

La lettura di articoli on line o di libri, il confronto con altri appassionati su gruppi di discussione e blog, i consigli del negoziante o dell’allevatore sono molto importanti per farsi un’idea, purché le fonti siano serie e attendibili.

Una bella chiacchierata preliminare con un Veterinario esperto in animali non convenzionali rimane comunque la via più affidabile.

Nel caso specifico del tamia ci troveremo di fronte a un animaletto rustico e resistente, ma allo stesso tempo delicato e con delle esigenze di alimentazione, ambiente, spazio e socialità ben precise, nonché di un certo impegno economico.

Quel piccolo mammifero potrebbe rimanere con noi (si spera!) per diversi anni.

Ancora, il tamia è un animale che, anche se addomesticato, mantiene sempre un po’ della sua natura selvatica.

Una scelta dettata dalla superficialità e dall’emotività può quindi rivelarsi controproducente, sia per il proprietario, che per il piccolo amico a quattro zampe.

Ad esempio, se avere uno scoiattolo è il desiderio di un bambino, meglio che la decisione sia condivisa da tutta la famiglia poiché, alla fine, saranno gli adulti a doversene prendere cura.

Lo scoiattolo va nutrito, pulito e gestito tutti i giorni: possiamo dedicarci a lui nel modo giusto?

Pensiamoci e cerchiamo di darci una risposta chiara e sincera.

La risposta rimane comunque: “Sì, lo voglio!”? Bene, allora possiamo andare avanti nella lettura.

Acquistare quello che serve per lo scoiattolo

Prima di accogliere uno scoiattolo in ambiente domestico è bene provvedere a tutto il necessario.

Il tamia necessita di ampi spazi, quindi per lo meno di una gabbia adeguata e arricchita (leggi l’articolo al riguardo) e di un’alimentazione specifica (qui trovi un articolo al riguardo).

Bene, se abbiamo provveduto a fare gli acquisti giusti e approfondito le caratteristiche fisiche ed etologiche di questo roditore, a questo punto non ci resta che scegliere il nostro nuovo compagno.

scoiattolo che mangia

La scelta del soggetto

Lo scoiattolo striato può essere acquistato presso un negozio autorizzato, la scelta di solito più semplice e gettonata, o direttamente dall’allevatore.

Quest’ultima opzione è in genere più complicata, perché non sono molti e difficilmente ne troveremo uno dietro casa.

Prendendo in considerazione l’opzione “negozio”, bisogna sempre rivolgersi ad esercizi commerciali seri e di comprovata affidabilità, che dedichino le loro energie al benessere animale.

In genere questi animali sono mantenuti all’interno di una teca o di una gabbia, alle quali dobbiamo avvicinarci senza disturbare gli animali per poterli osservare.

Ecco una serie di indizi che potrebbero indicarci un potenziale non rispetto del loro benessere e delle condizioni igieniche:

  • animali iper-agitati;
  • al contrario, animali depressi e poco reattivi o isolati dal gruppo;
  • sovraffollamento (molti soggetti stipati in spazi ridotti);
  • lettiera sporca, maleodorante, umida, piena di feci, presenza di diarrea e di cibo sparso;
  • assenza o scarsità di acqua e cibo;
  • pelo arruffato, opaco, chiazze prive di pelo;
  • pelle visibilmente senza pelo, presenza di croste o lesioni;
  • eccessiva magrezza o segni di obesità;
  • ano e base della coda imbrattati;
  • movimenti incerti, scoordinati, zoppia;
  • occhi e naso con presenza di muco o incrostazioni;
  • respiro affannoso, sibilante, starnuti.

Questi sono solo alcuni dei segnali che possono indicare animali malati o stressati.

In loro assenza possiamo verosimilmente supporre che, al contrario, siano stati ben gestiti durante la loro permanenza nel pet shop.

Parliamo anche con il negoziante e rivolgiamogli delle domande precise e mirate.

Dalle sue risposte, se ci siamo informati bene preventivamente, potremmo capire molte cose: risposte vaghe, incerte o errate dovrebbero comunque metterci sull’attenti.

Scoiattolo in mano

Età e sesso

Indubbiamente è consigliabile acquistare un giovane animale già abituato a essere manipolato, poiché sarà più semplice e veloce instaurare un rapporto di fiducia reciproca.

Gli adulti, al contrario, hanno un carattere già formato e, se non sono stati gestiti in maniera ottimale, potrebbero risultare sospettosi e diffidenti o, nel caso avessero avuto anche esperienze spiacevoli, aggressivi.

Per quel che riguarda il sesso, nel caso di un solo soggetto fa poco differenza se maschio o femmina.

Se invece si decide di acquistare la coppia nella speranza di farla riprodurre, teniamo presente le difficoltà del caso.

Adottare un tamia bisognoso

Oltre all’acquisto esiste anche la possibilità dell’adozione, un gesto nobile che darebbe la possibilità a un animale “orfano” di famiglia umana di avere una seconda possibilità.

Esistono diverse associazioni che raccolgono animali che non possono più essere tenuti.

Anche in questo caso bisogna comunque considerare bene la situazione, poiché spesso si tratta di soggetti già adulti che, per colpa di errori di gestione, potrebbero avere problematiche o un carattere poco gradevole.

Più che mai in questo caso quindi la scelta deve essere molto consapevole.

L’arrivo a casa

Dopo l’acquisto o l’adozione è ora di tornare a casa. Lo scoiattolo dovrebbe essere trasportato in una scatola o in una gabbietta a prova di fuga e di dimensioni contenute.

Il viaggio deve essere tranquillo e veloce, per limitare al massimo la permanenza nel contenitore e lo stress correlato.

Una volta a casa andrà alloggiato nella sua nuova dimora, già pronta e ben fornita di acqua e cibo, all’interno della quale dovrà essere lasciato in pace per almeno un giorno, in modo da dargli il tempo di abituarsi ed esplorare.

In seguito, non appena possibile e salvo ragioni che la rendano urgente, il nostro nuovo piccolo amico andrebbe portato a visita da un Veterinario per verificarne lo stato di salute.

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