Il gufo, simboli e significati del rapace notturno nelle varie culture

Le varie popolazioni nelle diverse epoche hanno attribuito a questi animali poteri, simboli, emozioni, credenze a volte estremamente positive oppure altrettanto negative.

A cura di: Dott.ssa Elena Ghelfi

il gufo

Cacciatore notturno e silenzioso, il gufo ha da sempre affascinato, incuriosito e intimorito gli uomini che, in assenza di illuminazione e ausili tecnologici e del tutto indifesi, hanno ammirato e invidiato le innate capacità di orientamento e caccia notturna di questo rapace.

Le varie popolazioni nelle diverse epoche hanno attribuito a questi animali poteri, simboli, emozioni, credenze a volte estremamente positive oppure altrettanto negative.

Nei prossimi articoli andremo a conoscere meglio gufi, civette, allocchi, barbagianni e assioli: tutti abitanti discreti e misteriosi di boschi, parchi cittadini e sottotetti…

Portafortuna, saggezza o malaugurio?

Nei vari secoli l’umanità ha ammirato o perseguitato questo animale attribuendogli poteri magici o associandolo a portatore di sventure o morte come nelle culture ittite, egizie e romane.

Ancor oggi nelle culture africane viene associato alla magia nera: per il popolo Swahili ad esempio è apportatore di malattie ai neonati, in Madagascar si pensa accompagni le streghe nei riti malefici sulle tombe dei morti.

Anche i popoli centro americani attribuivano alle tenebre e al buio connotati negativi, il gufo quindi era identificato come il Signore dei Morti.

Ma il gufo era anche portatore di virtù, come oltrepassava il buio poteva donare luce e verità agli uomini. Veniva infatti rappresentato sui totem con capacità ambivalenti.

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Il gufo nel Medioevo

Nel Medioevo, il gufo (e gli altri rapaci) in genere ottengono il loro riscatto: saggezza, riflessività, potere dei nobili erano i simboli che lo accompagnavano e lo ritraevano su stendardi od oggetti.

Ma il medioevo era anche l’epoca dei miti, delle credenze e dell’Inquisizione dove, per la cultura Cristiana, le tenebre erano paragonate al demonio. Il gufo da una parte aveva l’opportunità di “far luce nelle tenebre” con la sua saggezza ma anche essere compagno di maghi e streghe.

“Gufare” ovvero portar sfortuna

Sapienza e magia sono arrivate ai giorni nostri dove “gufare” assume un connotato di portare sventura: fortunatamente la magia antica e misteriosa accende la fantasia di adulti e bambini promuovendo a burbero ma saggio maestro l’Anacleto disneyano ne “La Spada nella roccia” e seguendo appassionatamente le avventure della civetta di Harry Potter insieme agli altri eroi creati dalla penna di J.K. Rowling.