Le conseguenze del lockdown sul comportamento del gatto

Lo stress legato al lockdown e alla successiva ripresa può aver provocato nuovi problemi comportamentali nel gatto di casa. Vediamo come e perché.

lockdown gatto

Dopo aver parlato delle conseguenze che ci sono state nel cane, vediamo ora gli effetti dei periodi durante e dopo il lockdown sul comportamento del gatto.

Periodo di lockdown: conseguenze sul comportamento del gatto

La relazione uomo-gatto assume caratteristiche diverse rispetto a quella uomo-cane.

Normalmente non è prevista un’area di scambio legata allo spazio esterno, alla salute fisica e al movimento.

Nonostante ciò, anche per il gatto la pandemia ha determinato delle conseguenze, vediamo quali.

Durante il lockdown una convivenza troppo invadente per il gatto

Per i gatti qualunque modificazione dell’ambiente e delle abitudini può essere fonte di stress.

Pertanto sia il momento di lockdown, sia la ripresa hanno generato diverse situazioni stressanti.

Queste si si sono poi evidenziate attraverso l’aumento di patologie comportamentali e non solo.

Nel caso del gatto, infatti, è ormai noto come gli eventi stressanti, in soggetti già predisposti geneticamente, può essere l’innesco per una patologia organica.

La gestione di queste patologie prevede il riconoscimento del problema stressante e la conseguente gestione.

lockdown gatto padrone

È logico pensare che un gatto abituato a stare otto o più ore da solo possa avere anche dei benefici dall’aumento del tempo di interazione sociale con il gruppo umano.

Eppure, per molti gatti questa non è la situazione ideale e una continua convivenza con il proprietario si può trasformare in un continuo stimolo sensoriale, con invasione della privacy.

La sanificazione degli ambienti

La notevole sensibilità dei gatti e del loro sistema olfattivo pone anche una riflessione sul cambiamento legato all’uso dei disinfettanti.

Il loro utilizzo nell’ambiente determina infatti un‘eliminazione delle marcature facciali depositate dal gatto.

Le marcature facciali sono fonte di sicurezza ambientale per il gatto e la loro scomparsa può andare a incidere fortemente il suo benessere.

I problemi del gatto legati alla separazione dopo il lockdown

Nel caso di gatti con problematiche comportamentali legate alle paure verso le persone, la riduzione delle visite può essere stata un’apparente riduzione della sintomatologia, ma mai una totale risoluzione.

Altro aspetto da considerare anche per i gatti sono i problemi legati alla separazione.

Ancora oggi il dibattito sull’attaccamento del gatto verso il sistema famiglia è aperto.

Non si conosce perfettamente se la presenza del proprietario sia indispensabile o meno per il felino domestico.

A ogni modo, la ripresa della routine, rappresenta comunque un cambiamento che dovrebbe essere tenuto in considerazione, per evitare che si generino problemi comportamentali legati alla separazione improvvisa.

smart work gatto

Le alternative volte a ridurre le problematiche comportamentali prevedono una forte attenzione verso l’ottimizzazione ambientale.

Questa può essere fatta, ad esempio, con la presenza di nascondigli sopraelevati dove il gatto può nascondersi e controllare la situazione.

Inoltre, è importante offrire stimolazioni sensoriali e ambientali adeguate alle capacità del gatto, oltre a valutare accuratamente i suoi bisogni e le sue motivazioni.

La qualità di vita dei pet ai tempi del Covid-19

In questo preciso momento storico i pet fanno fortemente parte del sistema famiglia.

Le conseguenze psicologiche legate alla pandemia dovrebbero quindi essere considerate e studiate anche nel cane e nel gatto, in modo da assicurare che ci sia sempre una valutazione accurata della loro qualità di vita.

Sicuramente i pet hanno rappresentato un grande aiuto nei momenti più complessi legati alla pandemia.

D’altra parte, però, il doppio stress – legato al lockdown e alla successiva ripresa – che ha interessato il sistema famiglia può aver provocato delle nuove difficoltà comportamentali nel cane e nel gatto di casa.

Davanti a qualsiasi difficoltà sarebbe sempre opportuno rivolgersi a un Medico veterinario esperto in comportamento, in modo da gestire la problematica comportamentale/emotivo/psicologica con gli strumenti necessari.

Redatto da: Dott.ssa Stefania Uccheddu, esperta in comportamento animale, Resident Ecawbm (European college animal welfare and behavioural medicine).