La vista negli uccelli, una sofisticata macchina fotografica

Gli uccelli hanno la stessa vista dell'uomo? Vedono le cose nello stesso nostro modo? Vedono di più o di meno? E i colori? Entriamo insieme nel sguardo dei volatili e comprendiamo qual è la loro visione del mondo che li circonda.

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A cura di: Dott.ssa Elena Ghelfi

vista uccelli

La vista degli uccelli è uguale alla nostra? Vedono le cose allo stesso modo? Non proprio.

Gli uccelli riescono a vedere più colori rispetto a noi e colgono le immagini più velocemente (pensiamo all’inseguimento di una preda in un bosco da parte di un falco che sfreccia a 80 km/h).

Possono inoltre mettere a fuoco più aree del campo visivo contemporaneamente.

L’acuità visiva di un aquila è 8 volte quella umana: per noi sarebbe impossibile scorgere una lepre a 3 km di distanza senza l’ausilio di un buon binocolo!

Com’è possibile tutto ciò? Vediamo insieme perché e cosa hanno di speciale i loro occhi rispetto ai nostri.

L’acutezza della vista degli uccelli e la doppia fovea

Esiste una struttura particolare che accomuna gli uccelli ai mammiferi e dove si proietta in modo nitido l’immagine catturata: la fovea.

Questa è una depressione della retina, adiacente al nervo ottico, in cui si concentrano i fotorecettori.

Ma gli uccelli si diversificano in maniera particolare: alcuni uccelli possiedono infatti ben 2 fovee.

Una è più profonda e agisce come la lente di un teleobiettivo, ricavando un’immagine alla massima risoluzione.

Una invece è più piccola e meno profonda ed è utilizzata nella visione monoculare.

Rapaci diurni, rondini, averle e colibrì possiedono 2 fovee.

La maggior parte degli uccelli possiede un’unica fovea tondeggiante.

vista gallina

Altri invece, ad esempio quelli marini, hanno una fovea lineare, forse per meglio distinguere la linea dell’orizzonte.

I polli al contrario non ne hanno alcuna, ma la loro retina è uniformemente disposta abbastanza vicino all’area di messa a fuoco, quindi riescono ad avere una buona capacità visiva.

Cellule deputate alla ricezione della luce: coni e bastoncelli

Maggiore è la densità dei fotorecettori e migliore è l’acutezza visiva.

La retina di un rapace diurno possiede prevalentemente coni per una densità di circa 1 milione per millimetro quadrato, quella umana invece solo 200.000.

La retina è dotata di un’elevata densità di fotorecettori sensibili alla luce e riesce quindi a ottenere immagini meglio definite e nitide.

Come una pellicola fotografica

La retina può in un certo senso essere paragonata a una pellicola fotografica.

I fotorecettori del tipo a bastoncello rilevano la luce debole, come le pellicole in bianco e nero.

Quelli invece del tipo a cono agiscono come una pellicola a bassa velocità (ISO) con prestazioni migliori a luce intensa.

Nella fovea ogni fotorecettore è collegato direttamente a una propria cellula nervosa, nella restante parte dell’occhio ciascun fotorecettore è collegato a cellule nervose condivise, con conseguente maggior lentezza di trasmissione.

Non tutti gli uccelli vedono allo stesso modo. Un occhio non può essere infatti conformato sia per avere un’elevata sensibilità (esempio rapaci notturni) o un’eccezionale acutezza visiva (rapaci diurni), così come una fotocamera non può catturare un’immagine sia con profondità di campo, sia con un’ampia apertura.

Colori e penombra

I fotorecettori sono deputati alla ricezione della luce nelle sue diverse lunghezze d’onda e a percepirne i colori sono i coni.

Nell’occhio umano assorbono 3 tipi di colore ovvero rosso, verde e blu, e le combinazioni permettono di apprezzare lo spettro cromatico.

vista uccelli occhio

Negli uccelli i coni specializzati alla rilevazione e trasmissione dell’impulso relativo al colore sono 4: rosso, verde, blu, ultravioletto.

Quest’ultimo è fondamentale per riconoscere prede, cibo o apprezzare al meglio il piumaggio del partner durante la stagione degli accoppiamenti.

In penombra, oltre la presenza di bastoncelli o la struttura dell’occhio, è importante anche la dimensione della pupilla.

In un allocco misura in media 13 mm alla massima apertura, quella umana solo 8 mm; la quantità di luce che riesce a penetrare è dunque doppia.

Dormire con un occhio solo

Negli uccelli cervello e occhio sono connessi ad alta velocità. Un colibrì che guizza da un fiore all’altro o uno sparviere che si lancia in picchiata devono ricevere ed elaborare immagini a una velocità vertiginosa.

vista uccelli occhio solo

Ma gli uccelli possono anche far riposare una parte del cervello, anche mentre volano.

I grandi volatori come i rondoni comuni possono riposare in volo sfruttando il fenomeno della lateralizzazione.

Un occhio resta aperto e invia informazioni alla metà opposta cerebrale, mentre una parte riposa.