Diagnosi e trattamento della displasia dell’anca nel cane

La dispalsia dell'anca nel cane, se non diagnosticata precocemente, può causare il danneggiamento progressivo dei tessuti fino ad arrivare all’artrosi, causa di dolore o zoppia. Vediamo come si fa la sua diagnosi e quali sono i trattamenti possibili.

0
displasia anca cane

La displasia dell’anca nel cane corrisponde a un’eccessiva lassità dell’articolazione coxo-femorale o dell’anca.

Questa è un’enartrosi, cioè un’articolazione mobile, che si ottiene dal rapporto tra l’acetabolo, ovvero l’incavo laterale dell’osso iliaco dell’anca, e la testa del femore, che va a inserirsi al suo interno e viene mantenuta in sede da legamenti e muscoli.

La lassità dell’articolazione dell’anca causa maggiori movimenti della testa del femore all’interno della cavità acetabolare, se non addirittura una possibile sublussazione.

Questo produce un danneggiamento dei tessuti – in particolare della cartilagine – fino ad arrivare alla formazione di artrosi, che è origine di dolore o zoppia nel cane.

Sintomi di displasia dell’anca nel cane

Su un animale giovane, tra i 5 e i 15 mesi, in caso di displasia dell’anca si possono già osservare segni di disagio, se non di dolore.

La maggior parte delle volte, in questi casi si ha una sintomatologia acuta con dolore all’anca, diminuzione dell’attività e affaticamento da sforzo.

Il cane può presentare bunny hopping (o salto del coniglio, quando l’animale tende a usare le due zampe posteriori contemporaneamente), andatura ondeggiante e prominenza dell’anca (palpabile mentre l’animale cammina).

Se l’animale è più anziano, i segni clinici compaiono più gradualmente e sono principalmente zoppia e talvolta atrofia muscolare.

Non sono sempre bilaterali; infatti, un’anca può essere maggiormente interessata rispetto all’altra.

displasia anca cane vet

Diagnosi di displasia dell’anca per età del cane

La diagnosi effettuata dal Medico veterinario si sviluppa in due fasi: l’esame clinico e quello radiografico.

La visita clinica

All’esame clinico visivo, talvolta è già possibile osservare i segni sopra descritti.

Durante l’esame ortopedico è possibile mettere in evidenza una condizione di displasia dell’anca utilizzando il test di Ortolani, che si effettua sotto sedazione andando meccanicamente a lussare l’osso del femore dal suo acetabolo.

Il test è positivo quando la testa del femore rientra nell’acetabolo con un caratteristico rumore di schiocco, a dimostrazione di una significativa lassità dell’anca che favorisce la sublussazione.

In alcuni casi il test può risultare negativo. Questo può significare che l’anca è perfettamente normale oppure che è molto displasica, quindi il “cloc” non si può più sentire.

L’esame radiografico

displasia anca cane radiografia

La radiografia per indagare una possibile displasia dell’anca è eseguita sotto sedazione, per ottenere un rilassamento muscolare sufficiente da mettere il cane in posizione corretta.

Può essere di due tipi: una radiografia classica con proiezione ventro-dorsale del bacino oppure una radiografia classica combinata a radiografie con l’articolazione in posizioni particolari.

Trattamento della displasia dell’anca nel cane

La sinfisiodesi pubica giovanile

Questo intervento chirurgico consiste nel provocare una rotazione esterna dell’acetabolo durante la crescita, con conseguente migliore copertura della testa del femore che evita la sublussazione dell’anca.

Per essere utile, deve essere però eseguito su un animale giovane, prima delle 19 settimane.

Lo screening per le razze più a rischio di displasia deve quindi essere effettuato precocemente, sin dalle prime visite dal Veterinario.

Le razze considerate più a rischio sono il Pastore Tedesco, il San Bernardo, il Labrador, il Golden Retriever, il Rottweiler, i Bovari, i Mastiff e molti altri, senza dimenticare tutti i cani incrociati con tali razze.

Trattamenti possibili nei cani in accrescimento

Il trattamento conservativo rimane sempre una possibilità.

Si articola su diversi elementi: alimentazione di qualità, mantenimento del peso forma dell’animale, integratori alimentari per l’artrosi, passeggiate ed esercizio fisico moderati, riabilitazione specializzata, ecc.

Tuttavia, se risulta necessario ricorrere a un intervento chirurgico, esistono due principali opzioni: la doppia osteotomia del bacino, in caso di displasia con segni clinici, ma senza grande compromissione della cartilagine, e la protesi totale dell’anca.

Un tempo molto praticata, la resezione della testa e del collo del femore è considerata oggi un intervento chirurgico a cui si ricorre solo per limitare il dolore dell’animale.

Non è raccomandato per un animale giovane che a volte può migliorare con l’età.

… e negli animali adulti?

Nei soggetti adulti sono possibili diversi trattamenti. È possibile la linea conservativa utilizzando farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) o bioterapie (anticorpi monoclonali).

A questi si possono associare misure conservative, quali integratori alimentari, controllo del peso, dieta mirata ed esercizio fisico moderato.

Le possibili opzioni chirurgiche sono la protesi totale d’anca e la resezione della testa e del collo del femore, che ha l’obiettivo soprattutto di eliminare il dolore.