Dermatite atopica, la malattia allergica più comune nel cane

Malattia cronica e recidivante, la dermatite atopica canina ha una base genetica e familiare. Insorge generalmente in animali giovani e presenta sintomi caratteristici.

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A cura di: Dott.ssa Lisa Graziano

dermatite atopica cane

La dermatite atopica del cane è una malattia infiammatoria che causa prurito e segni clinici cutanei caratteristici in animali predisposti geneticamente.

La dermatite atopica canina (DAC) è associata frequentemente alla formazione di anticorpi specifici (le immunoglobuline di tipo E).

Nella maggior parte dei casi, questi sono rivolti verso allergeni ambientali (ad esempio pollini di albero, graminacee, erbe, muffe, acari della polvere).

In casi più rari, gli anticorpi si formano anche verso altri allergeni quali ad esempio quelli presenti negli alimenti.

La DAC è una malattia cronica e recidivante.

Non esiste quindi una terapia risolutiva, non si può guarire dalla dermatite atopica.

Esistono però diversi trattamenti che possono essere prescritti dal Medico veterinario per controllare i sintomi e riportare la cute più vicino possibile a uno stato di normalità.

La cute del cane atopico: una barriera con alcuni spazi vuoti

Immaginate la cute di un animale sano come una sorta di solido muro compatto.

Questo protegge l’individuo dalla penetrazione di patogeni (ad esempio batteri) e allergeni (pollini, acari della polvere) e impedisce la fuoriuscita di sostanze importanti come l’acqua.

Ora pensate a un muro fatto con mattoni e calce di cattiva qualità e nel quale i mattoni non siano disposti in modo omogeneo uno accanto all’altro, ma disordinato.

Tale disposizione genera una serie di spazi vuoti che rappresentano delle vie di entrata e di uscita.

Quest’ultima metafora descrive in maniera semplice le alterazioni cutanee che caratterizzano la pelle dei cani atopici.

Capito quindi il problema strutturale, vi sarà facile intuire come gli allergeni penetrano facilmente e in gran quantità attraverso la cute in cane con DAC.

Gli allergeni inducono una stimolazione anomala e spesso eccessiva delle cellule immunitarie che presidiano il muro.

Queste attivano una serie di segnali di allarme che si traducono in attivazione dei linfociti (uno dei battaglioni più importanti del sistema immunitario), produzione degli anticorpi IgE e di messaggeri infiammatori.

Tutto questo causa quindi un’iperattivazione del sistema immunitario, il quale si prepara a sferrare un attacco difensivo, nonostante gli allergeni siano totalmente innocui.

dermatite atopica cane golden

La dermatite atopica del cane ha una base genetica e familiare

Come dicevamo la DAC ha una base genetica e familiare.

In questi casi è cioè scritto nei geni di quell’individuo che con grande probabilità svilupperà i sintomi della malattia.

Pensate anche nell’uomo come sia facile trovare persone che soffrono di allergie all’interno di un nucleo familiare.

Le razze più a rischio sono il West Highland White Terrier, il Labrador e il Golden Retriever, il Boxer, il Bulldog Francese, il Pastore Tedesco e il Cocker Spaniel.

Non è riconosciuta una predisposizione di sesso, ma le femmine di razza Boxer e i maschi di Golden Retriever sembrano essere maggiormente colpiti.

La DAC è una malattia tipicamente giovanile, l’età media di comparsa dei sintomi è infatti inferiore ai 3 anni.

Non è infrequente riscontrare segni clinici riferibili a DAC anche in cuccioli prima dell’anno di età.

Sintomi di dermatite atopica nel cane

Tutte le forme di DAC sono caratterizzate dalla presenza di prurito.

Nelle forme iniziali il prurito può anche precedere le manifestazioni cutanee, ovvero potrebbe esserci prurito senza altri segni clinici.

Il prurito è espresso non solo con il grattamento, ma molto frequentemente anche con il leccamento e il mordicchiamento, lo sfregamento o lo scuotimento della testa.

Per ulteriori dettagli sull’argomento potete leggere l’articolo “Origine e cause di prurito nel cane e nel gatto”.

I segni cutanei comuni in corso di DAC sono gli arrossamenti, definiti eritemi, le escoriazioni e la perdita di pelo nelle fasi acute.

Nelle forme croniche si riscontrano frequentemente croste, cute di maggiore spessore e iperpigmentata, di colore scuro, talvolta in associazione a infezioni batteriche (stafilococco) o da lieviti (Malassezia).

Distribuzione delle lesioni da dermatite atopica nel cane

La distribuzione delle lesioni è spesso molto caratteristica.

dermatite atopica cane carlino

Può comprendere a livello di muso le orecchie (quando l’infiammazione coinvolge il canale auricolare si parla di otite) e la zona intorno agli occhi e alla bocca.

Le lesioni sulla restante parte del corpo sono presenti invece sul collo ventrale, l’addome, l’inguine, la superficie flessoria del gomito (la parte anteriore dell’articolazione), l’avambraccio, gli spazi interdigitali o la cute tra i cuscinetti plantari.

Frequentemente le lesioni sono su entrambi i lati, ma è possibile avere solo il coinvolgimento della parte sinistra o destra.

Altri segni clinici

Altri segni meno comuni sono l’orticaria e la comparsa di pomfi, che solitamente si risolvono spontaneamente in 24-48 ore.

Questi sono visibili spesso in Boxer, Pitbull e American Staffordshire Terrier.

Può anche presentarsi una forma di dermatite piotraumatica (anche detta hot spot) nella quale si assiste alla formazione di aree di cute umida con pus e sangue in tempi rapidissimi (poche ore).

Questa è comune in Labrador e Golden Retriever.

Tali lesioni sono solitamente molto dolorose e pruriginose.

Possono presentarsi in qualsiasi area del corpo, ma più frequentemente a livello di guancia e collo laterale (esiti di grattamenti intensi) o della groppa (leccamento e mordicchiamento insistente).

Infine, i proprietari riportano spesso di sentire il proprio cane affetto da DAC “sudato”, di avvertire cioè la cute bagnata soprattutto a livello di ascelle e inguine.

Questo fenomeno si chiama iperidrosi ed è legato alla perdita di acqua attraverso il muro dissestato.

Andamento della sintomatologia

I sintomi possono avere un andamento della sintomatologia perenne (più episodi durante tutto l’anno) oppure stagionale.

Tra questi ultimi casi una percentuale maggiore manifesta la malattia nei mesi primaverili ed estivi per la presenza di numerosi allergeni esterni quali pollini di albero, graminacee ed erbe.

Tra i segni non cutanei si possono riscontrare congiuntivite e starnuti.

Come individuare gli allergeni responsabili della malattia in un determinato soggetto e quali terapie sono a oggi disponibili saranno l’argomento del prossimo articolo in uscita nel mese di maggio.