Origine e cause di prurito nel cane e nel gatto

Quali sono per cane e gatto le cause di prurito e quando questo sintomo deve preoccupare? Ecco qualche indicazione per sapere quando serve il veterinario e quando no.

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A cura di: Dott.ssa Lisa Graziano

prurito cane gatto 2
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Cane e gatto si grattano per diversi motivi, ma soprattutto quando hanno prurito.

Quali sono le cause di questa manifestazione cutanea nel cane e nel gatto e quando questo sintomo deve preoccupare? Vediamolo insieme.

Da cosa origina il prurito?

Pensate a una comune e fastidiosa sensazione cutanea in grado di interferire sulla qualità di vita di una persona.

A molti di voi sarà venuto in mente il prurito e probabilmente lo avrete collegato a un’esperienza negativa vissuta in prima persona o raccontata da qualcuno di vostra conoscenza.

Il nostro corpo, così come quello dei nostri animali, possiede delle vie nervose specifiche dedicate alla trasmissione e all’elaborazione del prurito.

Diversi stimoli possono attivare delle centraline nella cute, i neuroni sensoriali periferici.

Questi inviano poi, grazie a dei messaggeri chiamati neuromediatori, le informazioni attraverso il midollo spinale fino al cervello.

Qui le informazioni periferiche verranno elaborate e trasformate in percezione cosciente.

Il prurito genera così l’azione del grattamento, il rimedio naturale per allontanare questa spiacevole sensazione.

L’uomo generalmente utilizza le unghie per grattarsi o più raramente può sfruttare superfici per strofinare le parti pruriginose.

Il cane e il gatto hanno sviluppato modi differenti per placare il prurito ed è importante per un proprietario saper interpretare il linguaggio corporeo del proprio animale.

Cosa fanno cani e gatti quando hanno prurito

Anche il cane e il gatto si grattano, ma questo è solo uno dei modi che utilizzano per alleviare il prurito.

Avete mai osservato un cane o un gatto con prurito?

Noterete subito come la bocca e i denti sono un altro utilissimo strumento che loro adoperano in quelle parti del corpo che non riescono a raggiungere con le zampe posteriori.

Il leccamento e il mordicchiamento sono quindi in tutto e per tutto un modo alternativo per grattarsi.

Oltre a questo gli animali spesso si strofinano contro superfici ruvide o appuntite o usano le zampe anteriori per sfregarsi la faccia.

Un’ultima modalità peculiare che potreste osservare è lo scuotimento rapido della testa o del corpo.

Cane e gatto con prurito: quando serve il veterinario e quando no

Ora che avete imparato a riconoscere le modalità con cui i nostri cani e gatti manifestano il prurito, è importante capire quando questo comportamento merita attenzione e una visita dal Veterinario e quando invece rientra in un quadro di normalità.

Tutto normale

Gli animali hanno una fisiologica attività di grooming, cioè di pulizia per rimuovere corpi estranei, parassiti o materiale organico dal mantello.

prurito gatto

Questo comportamento avviene solitamente in momenti di tranquillità, in maniera lenta e progressiva, con una distribuzione omogenea e senza arrecarsi alcun danno cutaneo.

È quindi normale vedere il proprio cane e, ancor più, il proprio gatto dedicarsi a questa attività giornalmente.

Anche lo scuotimento del corpo e lo strofinamento possono essere legati a differenti stati emotivi.

Potreste osservarli in maniera ricorrente infatti in determinate situazioni di difficoltà o di felicità.

È il caso di preoccuparsi

Campanelli d’allarme possono essere rappresentati da un aumento della frequenza, dalla comparsa di questi atteggiamenti durante il riposo, il gioco o mentre il cane sta mangiando.

Non è normale l’accanimento su una particolare zona o un aumento dell’intensità con la comparsa di arrossamenti, perdita di pelo o altre lesioni sulla cute.

In tutti questi casi è quindi consigliato programmare una visita con il proprio veterinario o con un veterinario specializzato in dermatologia, che saprà identificare la causa di tale prurito.

Le più comuni cause di prurito nel cane e nel gatto

Vediamo ora una carrellata delle più comuni cause di prurito nel cane e nel gatto con la raccomandazione di non essere indotti all’autodiagnosi.

prurito cane

Il prurito infatti è un sintomo aspecifico, cioè non collegato a un’unica patologia.

Può essere associato a malattie sia innocue che gravi, dove il tempismo nella diagnosi influenza anche la prognosi.

Parassitosi

Il prurito è un sintomo comune in molte parassitosi quali le malattie da acari (rogna sarcoptica, rogna otodettica, cheyletiellosi tra le più comuni) e le infestazioni da pulci e pidocchi.

La raccolta dei dati anamnestici, ossia dello stile di vita, degli spostamenti e delle frequentazioni dei nostri animali è un punto chiave per valutare il grado di rischio per queste patologie.

Allergie

Un altro gruppo di malattie in cui il prurito è il sintomo cardine sono le allergie.

Anche i nostri animali possono soffrire di allergie a parassiti (pulci, zanzare), ad alimenti o a pollini, erbe, muffe e acari.

L’incidenza di queste problematiche è in crescente aumento, soprattutto in alcune razze.

Il prurito può inoltre comparire o peggiorare in corso di infezioni batteriche o fungine.

Malattie autoimmuni o tumorali

Esistono poi malattie autoimmuni, nelle quali un organismo produce autoanticorpi rivolti verso sé stesso, o tumorali, che possono essere associate a prurito da lieve a intenso, a volte scarsamente responsivo alle terapie.

La presenza di prurito è solitamente associata, soprattutto quando presente da giorni, settimane o mesi, alla presenza di lesioni cutanee legate all’autotraumatismo.

prurito cane gattino

Lesioni cutanee in caso di prurito

Ci può essere cute arrossata o cambio di colore del pelo, che è molto evidente nei cani chiari che acquisiscono una colorazione ruggine.

In altri casi il mantello risulta non omogeneo con la presenza di peli rotti, escoriazioni, croste fino a ulcere, placche, cute ispessita e iperpigmentata (nera).

Tutto questo può rendere la diagnosi più complicata e la terapia più lunga, costosa e complessa.

È quindi fondamentale essere tempestivi e portare il proprio animale dal veterinario non appena ci si accorge di uno dei campanelli d’allarme che abbiamo appena analizzato.

Diagnosi e terapia in caso di prurito nel cane e nel gatto

Il protocollo diagnostico prevede, come già citato, un’attenta raccolta anamnestica e una visita clinica completa.

Sono poi necessari diversi esami dermatologici quali l’esame microscopico del pelo, il raschiato cutaneo, la citologia cutanea, l’allestimento di esami batteriologici o micologici.

La terapia è mirata al trattamento della causa scatenante primaria, al controllo del sintomo mediante farmaci antiprurito, per dare rapido sollievo ed evitare lesioni da autotraumatismo, e al trattamento delle eventuali complicanze secondarie.

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