Ulcera corneale nel cane e nel gatto: cos’è? come si cura?

Ogni lesione corneale in grado di alterare queste condizioni fisiologiche di trasparenza e idratazione, può compromettere, seppure in modo non permanente, la visione.

A cura di: Dott.ssa Maria Paola Cassarani

ulcera corneale

L’ulcera corneale è solo una delle possibili lesioni che possono manifestarsi a carico degli occhi (e delle loro porzioni più superficiali, come la cornea) dei nostri amici animali come cane, gatto e coniglio.

LA CORNEA: STRUTTURA E FUNZIONI

La cornea rappresenta la struttura trasparente dell’occhio ed è costituita da diversi strati, che dall’esterno verso l’interno sono: l’epitelio corneale (una struttura molto sottile a contatto con l’ambiente esterno), la membrana basale, lo stroma corneale (ricco di fibre di collagene), la membrana elastica (di Descemet) e l’endotelio corneale (strato di cellule più interno della cornea, che ha la funzione di mantenerla trasparente).

La cornea nei nostri amici animali è protetta dalle palpebre, che sono presenti in numero di tre: infatti, oltre alle due palpebre esterne (superiore ed inferiore), gli animali presentano una palpebra accessoria, che si trova dietro la palpebra inferiore e prende il nome di terza palpebra o membrana nictitante (anche nell’uomo è presente, ma in prossimità della nascita regredisce fino a diventare una piccola escrescenza carnosa che si ritrova tra le due palpebre vicino al naso), con la funzione di distribuire meglio le lacrime sulla cornea e fornire protezione aggiuntiva all’occhio.

Oltre che dalle palpebre, la cornea è protetta anche da un sottile strato di lacrime, chiamato film pre-corneale, che la tiene costantemente idratata e la nutre.

Peraltro, il normale movimento palpebrale (anche detto ammiccamento) comporta una continua frizione a carico dell’epitelio corneale, con conseguente altrettanto continua perdita di cellule superficiali di tale epitelio, che tuttavia vengono costantemente rimpiazzate da nuove cellule (normale turnover cellulare).

È di fondamentale importanza che la cornea mantenga la sua idratazione e la sua trasparenza, in modo da consentire alla luce di raggiungere la retina, posizionata all’interno dell’occhio, e dare così inizio al processo visivo e quindi alla visione degli oggetti.

ULCERA CORNEALE E EROSIONE CORNEALE

Ogni lesione corneale in grado di alterare queste condizioni fisiologiche di trasparenza e idratazione, può compromettere, seppure in modo non permanente, la visione.

Con il termine di ulcera corneale viene indicato una ferita profonda dell’epitelio corneale che coinvolge anche lo stroma sottostante.

Invece, si parla di erosione corneale quando l’alterazione dell’epitelio corneale risulta più superficiale (interessa solo l’epitelio corneale) e non associata a coinvolgimento delle strutture corneali sottostanti.

L’erosione corneale è sicuramente una condizione meno grave dell’ulcera corneale e generalmente tende a guarire in pochi giorni; tuttavia, se non trattata in maniera opportuna può anche trasformarsi in un’ulcera corneale.

Peraltro, l’ulcera corneale, quando particolarmente grave e profonda, può portare alla perforazione dell’occhio con grave compromissione della visione.

Le ulcere corneali possono conseguire a:

  1. inadeguata protezione della cornea;
  2. esposizione della cornea a processi irritativi.

L’inadeguata protezione della cornea può essere causata o da alterazioni del film pre-corneale o da alterazioni a carico delle palpebre.

  • Il film pre-corneale può andare incontro ad alterazioni sia di tipo qualitativo (cambiando la sua composizione, tende a non rimanere adeso alla superficie della cornea), che di tipo quantitativo (con conseguente diminuzione delle lacrime prodotte).
  • Anche le anomalie a carico della funzionalità palpebrale espongono la cornea alla disidratazione per evaporazione del film pre-corneale. Quando non si ha una completa chiusura palpebrale, il film pre-corneale tende ad evaporare più facilmente, soprattutto nella porzione di cornea che rimane scoperta (di solito quella centrale); come conseguenza, in questa posizione si può ritrovare un’area di opacamento, di forma ellittica e della stessa lunghezza della fessura palpebrale.

L’esposizione della cornea a processi irritativi può essere causata da alterazioni anatomiche proprie delle palpebre oppure da cause di altra natura.

Numerose alterazioni anatomiche delle palpebre (entropion, distichiasi, ciglia ectopiche, trichiasi, masse palpebrali, etc.) possono irritare e/o creare delle lesioni erosive corneali per frizione meccanica; ad esempio, in corso di entropion in margine palpebrale si rigira verso l’interno ed i peli che rivestono la cute palpebrale causano uno sfregamento sulla cornea con conseguente formazione di ulcere corneali.

Le lesioni corneali possono, inoltre, essere causate da traumi oculari, presenza di corpi estranei, malattie virali e batteriche. In quest’ultimo caso, tuttavia, va precisato, che la sola presenza di batteri, in assenza di una precedente lesione corneale, non è sufficiente per determinare la comparsa di un’ulcera corneale.

TERAPIA E TRATTAMENTO

In un occhio sano, i normali fattori di protezione, presenti nella congiuntiva palpebrale e nelle lacrime che idratano e nutrono la cornea, sono sufficienti a controllare la replicazione batterica e contrastarne gli effetti nocivi.

Pertanto si può affermare che ogni qual volta che, nei nostri amici animali, si noti la presenza di un occhio chiuso e lacrimoso, è importante riferirsi subito al proprio Medico Veterinario di fiducia che, sulla base di un’attenta visita clinica, potrà risalire alla causa e improntare un’adeguata terapia.

In caso di ulcera corneale, l’approccio terapeutico può essere basato sull’applicazione locale di medicamenti (cosiddetta terapia conservativa) oppure sul trattamento chirurgico.

La terapia conservativa consente di trattare per lo più ulcere superficiali o ulcere che coinvolgono solamente la porzione più esterna dello stroma corneale.

Tale approccio terapeutico deve prevedere dei controlli frequenti per monitorare il processo riparativo; in assenza di un miglioramento entro la prima settimana potrebbe essere necessario modificare la terapia instituita.

Un’ulcera corneale profonda, con coinvolgimento dello stroma profondo, richiede, invece, solitamente un trattamento chirurgico. Quest’ultimo in genere consente di ottenere, nell’arco di un mese circa, una riparazione della cornea; inizialmente in corrispondenza della lesione corneale si forma una cicatrice di aspetto nebuloso, che in pochi mesi riacquista la sua trasparenza, consentendo una perfetta riparazione della superficie oculare e il ripristino della funzionalità visiva.