Ratto domestico, animale sempre più allevato e detenuto come pet

Il ratto domestico è un animale sempre più apprezzato dagli appassionati di specie non convenzionali. Questo roditore, come ogni specie, ha delle caratteristiche anatomiche e fisiologiche particolari… vediamo insieme le principali.

A cura di: Dott. Cristiano Papeschi

ratto domestico

Il ratto domestico, o meglio quello che comunemente viene allevato e detenuto come pet, è il Rattus norvegicus, un roditore che allo stato naturale vive in colonie e mostra abitudini prevalentemente notturne.

Per quanto assomigli a un grosso topo, il ratto è una specie diversa ma condivide con il parente più piccolo, il Mus musculus (topo domestico), l’ordine di appartenenza (Rodentia), il sottordine (Myomorpha), la famiglia (Muridae) e la sottofamiglia (Murinae), mentre cambia il genere (Mus Vs Rattus).

Se paragonato ad altri mammiferi da compagnia (ad es. cane, gatto o coniglio), l’aspettativa di vita del ratto è piuttosto breve, in media circa tre anni o poco più.

Il peso dell’adulto è comunque notevole, se rapportato a quello di altri roditori miomorfi: 400-600 grammi per il maschio e 250-400 per la femmina.

I sensi del ratto sono molto acuti: la vista di questo animale non è eccezionale ma viene egregiamente compensata da un olfatto molto sensibile, un udito fine e una serie di vibrisse (baffi) che gli conferiscono un tatto molto raffinato per muoversi anche nell’oscurità.

Com’è fatto un ratto domestico?

Il corpo dell’animale è interamente coperto da una pelliccia molto fitta, ad eccezione della coda (sulla quale è presente una peluria piuttosto rada); i peli sono invece assenti sul naso, sulle labbra e sulla superficie di appoggio degli arti, dove sono invece presenti dei cuscinetti.

Le dita, 5 in entrambi gli arti, sono dotate di artigli (ad eccezione del dito più interno (pollice o alluce) che possiede un’unghia vera, molto utili sia per arrampicarsi che per scavare; le falangi sono tre per ogni dito, due nel pollice e nell’alluce.

La coda, molto lunga, è composta da 27-30 vertebre.

All’interno della bocca sono presenti solamente 16 denti, per l’esattezza 4 incisivi e 12 molari.

L’apparato digerente non presenta grandi particolarità ad eccezione di una: il fegato è sprovvisto di cistifellea, ciò indica la necessità di questo animale di compiere numerosi e piccoli pasti nell’arco della giornata.

Il cuore del ratto batte molto velocemente, da 300 a 500 battiti al minuto, e piuttosto rapida è anche la respirazione, circa 85 atti al minuto a riposo.

Maschio o femmina?

La distinzione del sesso non è difficile, anche negli animali molto giovani: è sufficiente osservare la distanza ano-genitale, che nel maschio è all’incirca doppia rispetto alla femmina.

Come se non bastasse, nel maschio adulto la presenza di due grossi testicoli ovali e ben visibili può fugare qualunque dubbio, il canale inguinale pervio che ne consente la risalita in addome.

Sono presenti dodici mammelle in totale, suddivise in due file parallele con sei mammelle e sei capezzoli per ogni fila: 3 toraciche, 1 addominale e 2 inguinali.

Il tessuto mammario non rimane confinato alla zona ventrale ma tende a salire lateralmente, occupando una superficie piuttosto ampia.

La pubertà viene raggiunta, in genere, tra i 50 e i 60 giorni di vita.

Sui denti, è importante sapere che…

Gli incisivi del ratto sono caratterizzati da una colorazione giallo-arancio e detti “ipsodonti”, ovvero a crescita continua.

Ciò significa che, a differenza di quanto avviene in altre specie di mammiferi, i denti di questo animale continuano a crescere per tutta la durata della vita, un fenomeno non insolito che si verifica nei roditori e nei lagomorfi.

Per quale motivo la natura ha dotato il ratto di questo particolare adattamento anatomo-fisiologico?

Semplicemente per permettergli di far fronte ad un consumo costante dovuto al tipo di alimentazione, a causa della quale un dente normale verrebbe rapidamente ridotto ai minimi termini, impedendo all’animale nel giro di poche settimane di nutrirsi.

Il dente del ratto si rinnova completamente in media ogni 50 giorni.

Fenomeni di malocclusione, causati ad esempio da un’alimentazione errata, da deformazione delle ossa della mascella o della mandibola o da traumi, comportano la crescita abnorme e la deviazione degli incisivi, rendendo necessario l’intervento del veterinario.

La lacrimazione rossa

All’interno dell’orbita oculare del ratto è presente una particolare struttura anatomica nota come Ghiandola di Harder, che produce un secreto protoporfirinico dal colore rossastro. Di conseguenza, volendo semplificare, potremmo dire che il ratto secerne lacrime rosse.

In condizioni normali, l’animale rimuove la secrezione a mano a mano che sviene prodotta e per questo raramente il proprietario riesce ad osservarla.

La sua presenza intorno all’occhio è un indice generico di malessere e di malattia e per questo si rende necessaria la visita di un medico veterinario esperto in animali non convenzionali, volta a determinare le condizioni di salute del roditore.

Gli occhi rossi del ratto domestico

Molto apprezzata, tra gli appassionati di ratti, è la variante albina.

I ratti albini sono privi di pigmentazione a livello di pelo e cute ma anche dell’iride: per tale motivo, gli occhi di questi roditori appaiono talmente rossi da sembrare iniettati di sangue.

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