Il topo domestico: alimentazione e riproduzione in dettaglio

Nella seconda parte dedicata al topolino come animale da compagnia accenneremo agli aspetti più pratici di gestione di questo piccolo roditore.

A cura di: Dott. Cristiano Papeschi

il topo domestico

Il topo domestico è un roditore ben noto per le sue capacità di adattamento. In natura è in grado di nutrirsi quasi di qualunque cosa e la sua elevata prolificità gli consente di garantire con successo la conservazione della specie.

Grazie a queste caratteristiche il topo è riuscito a colonizzare la maggior parte degli ecosistemi, anche quelli più estremi. In cattività esistono comunque delle regole di base: vediamo quali!

Il topo domestico e la sua alimentazione

Il cibo dovrebbe essere fornito in modo da mantenere separato quello secco da quello fresco ed umido e, soprattutto nel caso di quest’ultimo, quello non consumato dovrebbe essere eliminato e sostituito quotidianamente.

Il topolino tende a defecare mentre mangia, pertanto la ciotola-mangiatoia dovrebbe essere svuotata e pulita tutti i giorni, ed ha l’abitudine di portare in giro l’alimento, che pertanto potrebbe essere ritrovato ovunque, anche all’interno della tana.

I topi, è risaputo, sono onnivori e possono cibarsi di numerosi alimenti. In commercio sono disponibili diverse formulazioni di mangimi per roditori, ma si consigliano, ove possibile, alimenti in pellets appositamente prodotti per questa specie, in quanto completi ed in grado di soddisfare tutti i fabbisogni.

Inoltre, l’opzione pellet evita che l’animale possa scegliere, preferendo magari i semi più grassi e gustosi e tralasciando le materie prime ricche in proteine, garantendo una maggiore uniformità nell’assunzione del cibo e dei principi nutritivi.

Il fabbisogno proteico e di grassi del topo viene stimato rispettivamente intorno al 20% (maggiore nei soggetti in accrescimento e nelle femmine durante la gestazione e l’allattamento) e al 4%. Le miscele di semi, pertanto, non andrebbero somministrate come alimento unico.

Tra gli alimenti che si possono somministrare al topo, seguendo comunque la regola secondo del “meglio evitare gli eccessi”, possiamo annoverare i semi (facendo attenzione a ridurre al minimo quelli oleosi, troppo ricchi in grassi), il pane secco e le fette biscottate integrali, i cereali fioccati (privi di zuccheri aggiunti), piccole quantità di frutta, legumi lessati, verdure fresche (ad es. carote o insalata), pezzetti di carne cotta (piccole quantità), larve o insetti adulti (occasionalmente), crocchette per cani (una crocchetta non più di una o due volta a settimana).

Tra gli alimenti assolutamente sconsigliati, molti dei quali addirittura considerati nocivi, dolciumi, insaccati, parti verdi di solanacee, latte e derivati, frutta secca e parti di piante ornamentali.

L’acqua deve sempre essere fresca e pulita, fornita possibilmente in uno o più beverini a goccia che dovranno essere lavati ed igienizzati quotidianamente. Meglio evitare le ciotole che potrebbero essere rovesciate od utilizzate come “piscina” o “gabinetto” od essere riempite di lettiera.

La riproduzione

In questa specie il dimorfismo sessuale è molto evidente, facilmente rilevabile osservando la distanza ano-genitale (ovvero la distanza tra l’orifizio anale e la vulva o l’apertura del prepuzio), che è doppia nel maschio rispetto alla femmina: anche un occhio non particolarmente esperto è in grado di distinguere i due sessi anche subito dopo la nascita, impresa ancora più semplice se si osservano i genitali di due soggetti messi a confronto.

Inoltre, nella femmina le mammelle ed i capezzoli, in numero di cinque paia, sono facilmente riconoscibili, anche precocemente.

Il maschio adulto possiede dei testicoli di dimensioni ragguardevoli che possono essere osservati con tutto lo scroto nell’animale in condizioni di tranquillità, mentre tendono a risalire in addome durante la manipolazione a causa del canale inguinale che rimane pervio anche nell’adulto.

La maturità sessuale può essere raggiunta, in alcuni soggetti, già allo scoccare del primo mese di vita, ma è consigliabile non far accoppiare i propri animali prima dei due mesi onde consentire il raggiungimento di uno sviluppo corporeo ed un peso più adeguato.

Il topo domestico è una specie poliestrale, caratterizzata quindi dal susseguirsi di “calori” in maniera continua: il ciclo estrale dura in media 4-5 giorni.

Quando la femmina ed il maschio vengono allevati insieme è questo ultimo a determinare il momento giusto per l’accoppiamento attraverso la percezione dei feromoni femminili.

Il maschio adulto possiede un odore abbastanza caratteristico, a volte addirittura “fastidioso”, che può essere ridotto sensibilmente con la castrazione.

L’accoppiamento dura pochi secondi e generalmente è preceduto da qualche piccola scaramuccia accompagnata da vocalizzi (squittii), dall’inseguimento e dall’immobilizzazione della femmina.

La gestazione dura mediamente 19-21 giorni al termine dei quali vengono partoriti numerosi topolini (fino a 12-13 soggetti), nudi, sordi e ciechi (prole inetta), del peso medio di 1 grammo ciascuno.

La femmina necessita di un nido all’interno del quale dare alla luce e proteggere i propri piccoli, che verrà imbottito con materiale coibentante in modo da proteggere la prole dal freddo.

I piccoli vengono allattati più volte al giorno. Gli occhi dei topolini iniziano ad aprirsi verso il decimo giorno di vita mentre lo svezzamento avviene, solitamente, dopo la terza settimana.