Ratto da compagnia e neoplasie mammarie, come comportarsi?

Non appena il proprietario si accorge della comparsa di una massa, per quanto piccola, dovrebbe immediatamente richiedere un controllo dal medico veterinario per verificarne la natura, dal momento che l’evoluzione e l’aumento di dimensioni dei tumori mammari sono spesso rapidi.

A cura di: Dott. Cristiano Papeschi

ratto e neoplasie

Come precedentemente detto nel primo articolo, tra le patologie più frequenti nel ratto da compagnia è necessario tenere in debita considerazione le neoplasie mammarie.

Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di neoplasie di natura benigna e solo una piccola parte di esse (meno del 10%) risulta invece essere maligna.

In linea generale, le neoplasie maligne sono caratterizzate da rapida crescita, invasività locale e molte di esse possono dare metastasi ad altri organi mentre quelle benigne destano, di solito, minore preoccupazione.

Nel ratto da compagnia le neoplasie mammarie raggiungono dimensioni notevoli

In questa specie, però, anche i tumori benigni si accrescono piuttosto velocemente e possono raggiungere dimensioni notevoli, fino anche a 10 cm e oltre… praticamente l’equivalente di mezzo ratto!

Poiché qualunque mammella può essere interessata dal processo neoplastico, a seconda della localizzazione una massa di tali dimensioni può arrivare ad impedire all’animale di camminare e muoversi, mangiare, defecare o urinare, con ovvie conseguenze.

Inoltre, i tumori mammari si ulcerano con estrema facilità causando sanguinamento e dolore e andando spesso incontro ad infezioni secondarie.

Come comportarsi?

Esattamente come tutti gli altri animali, anche i ratti hanno necessità di essere visitati periodicamente da un medico veterinario, possibilmente esperto in animali non convenzionali.

Non appena il proprietario si accorge della comparsa di una massa, per quanto piccola, dovrebbe immediatamente richiedere un controllo medico per verificarne la natura, dal momento che l’evoluzione e l’aumento di dimensioni sono spesso rapidi.

Non tutte le tumefazioni sono necessariamente tumori e l’esecuzione di un esame citologico può aiutare nella diagnosi – escludendo, ad esempio, ascessi o neoformazioni di altro tipo – e nella definizione dell’eventuale carattere di malignità o meno, fornendo indicazioni anche sulla necessità di ulteriori approfondimenti.

Consigliata asportazione chirurgica della massa tumorale

In presenza di tumori mammari è di solito consigliata l’asportazione chirurgica della massa e del tessuto ghiandolare annesso e, se possibile, l’ovariectomia o l’ovarioisterectomia, sempre previa valutazione da parte del veterinario curante che prenderà in considerazione anche la dimensione, la localizzazione, il coinvolgimento di altre strutture anatomiche, la natura della neoformazione e le condizioni generali del paziente.

Se la chirurgia non viene eseguita, la neoplasia continuerà a crescere fino a rendere necessaria l’eutanasia, anche nel caso di tumori benigni.

La sterilizzazione, se eseguita in giovane età, è anche un’ottima forma di prevenzione che riduce moltissimo le probabilità di insorgenza del tumore.

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