Profilassi vaccinali e parassitarie? Si, anche durante il Covid-19

Il Direttore Generale della Sanità Animale del Ministero della Salute, Silvio Borrello, in un'intervista pubblicata da AISA, afferma che "la vaccinazione contro le zoonosi non solo è una garanzia per l’animale ma anche una forma di tutela della salute delle persone.".

A cura di: Dott. Stefano Corbetta

profilassi vaccinali covid-19

L’arrivo della primavera e della bella stagione significa per i nostri amici a quattro zampe  l’obbligo di profilassi per alcune gravi malattie quali la Filariosi e la Leishmaniosi, oltre alle normali profilassi vaccinali e parassitarie, anche in piena emergenza da Covid-19.

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A ribadirne l’importanza, il dott. Silvio Borrello, Direttore Generale della Sanità Animale del Ministero della Salute, in un’intervista pubblicata da Aisa (Associazione italiana salute animale), che fa parte di Federchimica.

Il dott. Borrello ha ricordato come “Le visite o le operazioni finalizzate alla garanzia della salute degli animali, compresi quelli da compagnia, devono proseguire, pertanto devono essere garantiti tutti gli interventi vaccinali che il veterinario, in scienza e coscienza, ritenga di dover effettuare“.

“Ricordiamoci inoltre che la Leishmaniosi è una zoonosi ed il mancato trattamento, nei tempi dovuti, potrebbe indurre un aumento dei casi nel cane con un conseguente aumento del rischio per noi tutti. I cambiamenti climatici hanno inciso sia sulla riduzione delle ”stagioni libere da insetti vettori” che nell’aumento delle aree geografiche in cui la malattia è presente. Quindi la vaccinazione contro le zoonosi non solo è una garanzia per l’animale ma anche una forma di tutela della salute delle persone. Come detto, è bene contattare prima il veterinario di fiducia per stabilire tempi e modalità degli interventi e profilassi vaccinali” anche in questo periodo da Covid-19.

Il Direttore ricorda inoltre come i servizi veterinari sono garantiti, infatti “gli ambulatori e le cliniche veterinarie non sono soggetti a provvedimenti di chiusura, ma è preferibile che ricevano su prenotazione, fatta eccezione chiaramente per le emergenze, così da evitare l’assembramento nelle sale d’attesa. A mio modesto avviso, anche lo spostamento fuori comune per portare il proprio pet dal veterinario può essere ampiamente giustificato sia per continuità di cura ma soprattutto perché è un rapporto fiduciario tra proprietario dell’animale d’affezione ed il veterinario. Chiaramente non si può legittimare che il pet venga accompagnato da più persone“.

FONTE: AISA