Pappagallo “allevato a mano”: molti pro ma anche molti contro

I pappagalli sono considerati degli ottimi animali da compagnia, allegri, intelligenti, affettuosi, attaccati emotivamente al proprietario… “quasi” dei bambini!

A cura di: Dott.ssa Elena Ghelfi

pappagallo allevato a mano

È opinione comune che acquistando un pappagallo “allevato a mano” ovvero in tenerissima età, crescendolo amorevolmente come e al posto dei genitori naturali e dedicando tanto tempo al suo svezzamento, si ottenga poi un soggetto docile, abituato ad essere maneggiato, accarezzato, coccolato e quindi legato al proprietario.

Purtroppo che non è così semplice e ci sono molti “pro” ma anche molti “contro”!

I pappagalli sono considerati degli ottimi animali da compagnia, allegri, intelligenti, affettuosi, attaccati emotivamente al proprietario… “quasi” dei bambini, proprio per la loro capacità comunicativa spiccata e la propensione ad imitare e interagire con voce umana.

Ma “umanizzare” e “snaturare” non è mai un atteggiamento positivo e rispettoso per gli animali, qualsiasi specie essi appartengano.

Due metodi per ottenere un pappagallo “allevato a mano”

Gli allevatori utilizzano al momento due metodi per ottenere pappagalli “allevati a mano” da inserire nel mercato del “pet” aviare:

  • Schiusa delle uova in incubatrice o covate dalla femmina e poi prelevate immediatamente per iniziare a nutrire artificialmente i piccoli pulli;
  • Prelievo dai nidi delle coppie selezionate di giovani di due o tre settimane di vita, proseguendo lo svezzamento dopo le prime critiche fasi, gestite sapientemente dai genitori veri.

I giovani pappagalli in questo modo si abituano subito al contatto umano, riconoscono l’uomo come fonte di cibo e accudimento, certamente i pappagalli in questo modo si comportano in modo molto più amichevole, socievole, da eterni bambini.

Tutto questo è molto appagante e accattivante, ma esiste un risvolto della medaglia.

L’accudimento non deve finire quando comincia la vera socializzazione

Troppe persone credono ancora che un pappagallo “allevato a mano” sia garanzia di pappagallo docile e affettuoso, ma un pappagallo che non ha imparato i comportamenti della sua specie, forzato a vivere repentinamente in un mondo non suo e senza un vero maestro a cui affidarsi è decisamente più a rischio di problemi comportamentali.

Soprattutto quando gli ormoni della pubertà cominciano a rimettere in discussione certezze, gerarchie, comunicazione.

Adottare un pappagallo svezzato in modo corretto, socializzato in primis con la sua specie e abituato a convivere e condividere la vita con l’uomo sarebbe invece un ottimo compagno, giocherellone, vivace, affezionato.

Fondamentale è continuare ad accudire e stimolare con crescente varietà di stimoli il giovane pappagallo, che in natura, all’uscita dal rassicurante e ovattato nido, si trova immerso in un mondo di colori, suoni, difficoltà quotidiane in cui sperimenta, ragiona, impara a cavarsela sempre però affiancato dai genitori, fratelli, membri dello stormo.

Proprio come i nostri figli il giovane pappagallo va a scuola, impara, socializza, cresce. Non resta per ore chiuso in gabbia ad annoiarsi.

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