I pappagalli e la loro capacità nel riprodurre parole e suoni

Abbiamo visto nell’articolo precedente come i pappagalli usino soprattutto il linguaggio del corpo per comunicare tra loro e con noi. Ma grazie alla conformazione del loro apparato respiratorio, i pappagalli possono emettere suoni, modularne timbro e volume.

A cura di: Dott.ssa Elena Ghelfi

i pappagalli

I pappagalli sono conosciuti soprattutto per la loro capacità di riprodurre parole o suoni a noi famigliari. Perché parlano e come è possibile?

Grazie alla conformazione del loro apparato respiratorio i pappagalli possono emettere suoni, modularne timbro e volume. L’aria durante la respirazione viene fatta passare attraverso siringe e trachea: utilizzando movimenti del collo e posizione della lingua è possibile per loro modificare il suono regolandolo e modificandolo di intensità e durata fino a imitare la voce umana o suoni come telefono, antifurto, abbaiare dei cani e molti altri.

Non tutti i pappagalli “parlano” ovvero imparano a ripetere parole umane utilizzandole per comunicare o esprimere concetti correlati ad una situazione.

I migliori imitatori di suoni umani sono i pappagalli amazona e cinerino, ma anche cacatua, ara e le piccole cocorite possono ottenere degli ottimi risultati!

Altri come le calopsite o gli inseparabili sono più predisposti ad imparare melodie e canzoni (anche fischiettate).

Le parole o i suoni non vengono ripetute semplicemente come dei meccanici registratori: l’intelligenza di questi animali è notevole e riescono a utilizzare alcune parole o brevi frasi per comunicare con i proprietari (con un saluto al rientro a casa, per chiedere cibo o coccole…).

Se il pappagallo si sente trascurato e si annoia può allora utilizzare suoni ripetitivi o stereotipati anche solo per attirare l’attenzione.

Comunicare con lo stormo

In natura i pappagalli utilizzano le vocalizzazioni e i vari suoni per diversi motivi: comunicare con i componenti dello stormo, avvisare i propri simili di un pericolo, richiamare i compagni a una fonte di cibo, mantenere i contatti sociali o difendere il territorio.

Anche in casa i pappagalli comunicano con i proprietari allo stesso modo e per simili motivi.

Come interpretare i suoni per capire cosa ci stanno dicendo?

Fischi, canti, parole: in genere indicano che il pappagallo è sereno. Il parlottare o fischiettare allegro serve per mantenere il contatto sociale e al tempo stesso rassicurare (e rassicurarsi) della presenza del compagno umano (o altro pappagallo nella casa).

Alcuni pappagalli si eccitano e parlano maggiormente se stimolati (con parole canticchiare o fischiettare del proprietario) altri invece sono più ciarlieri se lasciati tranquilli.

Chiacchiericcio: sono suoni sommessi o a volume più alto. In genere il suono sommesso indica un parlottio tra sè e sè quando il pappagallo è tranquillo o sta imparando a parlare mentre, a volume più elevato, è una richiesta di attenzione.

In natura comunicano in questo modo la sera, nei dormitori durante il grooming serale e per mantenere il contatto col gruppo.

Fusa: un suono simile a un ringhio sommesso indica contentezza o lieve fastidio.

Schiocco: eseguito con la lingua (non con il becco), è un suono che indica contentezza, divertimento. A volte in questo modo chiedono il contatto (carezze o di salire sul braccio)

Ringhio: questo tipo di vocalizzazione è piuttosto sostenuta, il pappagallo è infastidito o impaurito, è abbastanza tipico dei cinerini poco abituati al contatto umano. Conoscendo il modo di vocalizzare del proprio pappagallo assieme al linguaggio non verbale un proprietario accorto riesce a capire lo stato d’animo e quindi anche di salute del suo amico alato, ogni variazione, in meglio o in peggio aiutano a migliorare il rapporto o correre prontamente ai ripari.

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