Pappagalli Ara: impariamo a conoscere le numerose specie

Le Ara sono uccelli molto affettuosi, curiosi, giocherelloni. Se vengono scelti come compagni diventano fedeli amici per la vita.

A cura di: Dott.ssa Elena Ghelfi

pappagalli Ara

Al genere Ara appartengono numerose specie di pappagalli di origine sudamericana caratterizzati da becco robusto, molto mobile e forte, guance prive di piume, ali lunghe e strette e code molto lunghe.

A questo genere appartengono i pappagalli più grandi e dal piumaggio variopinto come le Ara macao, ararauna , chloroptera o militaris ed esemplari di modeste dimensioni ma altrettanto interessanti come l’Ara nobilis.

Accomunati per alcune caratteristiche fisiche, comportamentali e di habitat altri due generi: Cyanopsitta che comprende l’Ara di Spix, e Anodorhynchus che invece comprende le specie più grandi e spettacolari: l’Ara giacinto (Anodorhynchus hyacinthinus), l’Ara glauca (Anodorhynchus glaucus)e la più piccola ara di Lear (Anodorhynchus leari).

Habitat naturale e criticità dei pappagalli Ara

Questi maestosi pappagalli in natura colonizzano aree di foresta pluviale in sud America: si nutrono di frutta, germogli, noci, anacardi e nidificano all’interno di tronchi di grandi alberi.

La deforestazione e la riduzione delle foreste tropicali, unita a anni di catture incontrollate, hanno reso questi animali in condizioni di grave minaccia per la sopravvivenza.

Alcune Ara sono ormai del tutto estinte, come l’Ara di Cuba, ormai visibile solo in alcuni musei di scienze naturali o l’Ara di Spix ridotta a pochi esemplari allevati in collezioni private o giardini zoologici e oggetto di reintroduzioni mirate in Brasile.

Longevi e chiassosi

Le Ara sono uccelli molto affettuosi, curiosi, giocherelloni. Se vengono scelti come compagni diventano fedeli amici per la vita.

Sono molto longevi, possono vivere anche 60/70 anni.

Chi sceglie questi animali non deve essere mosso dall’impulso, ma ponderare molto bene i pro e i contro di una scelta che condizionerà la vita anche della famiglia.

Questi pappagalli molto intelligenti e socievoli necessitano di cure costanti e attenzioni per tutta la vita.

Come per tutti gli animali da compagnia, ma in special modo per loro, è fondamentale condividere la giornata e le esperienze con i loro compagni umani, che diventano punto di riferimento, il loro piccolo stormo familiare in cui vivere e sentirsi sicuri.

Le Ara sono anche piuttosto chiassose, il loro forte richiamo utilizzato per richiamare l’attenzione o comunque mantenere un contatto uditivo col nucleo famigliare potrebbe diventare un grosso problema di convivenza con i vicini di casa.

Distinzione dei sessi

Come molti altri pappagalli non è evidente un netto dimorfismo sessuale, la colorazione del piumaggio è pressoché identica nei due sessi, occorre quindi rivolgersi ad uno specialista e un laboratorio qualificato per eseguire la determinazione del sesso mediante endoscopia o test del DNA prelevato da piume o sangue.

Questi pappagalli raggiungono la maturità sessuale dopo i 4 anni nelle specie di ridotta dimensione come ad esempio le Ara nobilis, dopo i 7 anni in tutte i soggetti di grandi dimensioni (ararauna, macao, chloroptera etc).

Con la pubertà il carattere dolce e remissivo può modificarsi radicalmente a causa delle variazioni ormonali tipiche del periodo riproduttivo, rendendo gli animali decisamente più nervosi o aggressivi verso alcuni componenti della famiglia. E’ quindi importante educare e interagire correttamente con questi pappagalli fin da piccoli, creando un rapporto stabile e equilibrato.

Cosa mangiano i pappagalli Ara?

In natura l’alimentazione è piuttosto varia mentre in cattività la dieta deve dunque soddisfare il più possibile queste esigenze: una buona miscela di semi non deve essere fornito come monoalimento.

In commercio esistono vari alimenti preformulati per pappagalli di grandi dimensioni ma la base della loro dieta deve essere sempre completata da una generosa dose di frutta e verdure fresche ( frutti tropicali come mango, papaia, banane).

Da evitare alimenti grassi e fritti, cibi o parti potenzialmente tossici per gli psittacidi quali patate, parti verdi di pomodori e melanzane, avocado, tabacco, caffè, cioccolato, prezzemolo.