La salmonellosi, una malattia dai duemila sierotipi diversi

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A cura di: Dott.ssa Elena Ghelfi

salmonellosi
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La salmonellosi è una malattia causata dai batteri appartenenti al genere Salmonella. Quest’ultimi sono numerosi: se ne conoscono più di 2.435 sierotipi (alcuni patogeni, altri solo potenzialmente patogeni).

Gli animali che possono albergare questi batteri nell’intestino (ed eliminarli quindi con le feci) sono quasi tutti i rettili (cheloni, ofidi o sauri), anfibi, uccelli carnivori come falchi o insettivori.

Tuttavia un’alimentazione non sana e non controllata può essere un fattore predisponente nel contrarre la salmonellosi anche per altri animali come polli, galline ornamentali, pappagalli.

Sintomi di salmonellosi

Nell’uomo i sintomi in genere sono di disturbo gastroenterico (diarrea, dolori addominali) in genere autolimitanti.

Nei bambini, anziani o persone con un sistema immunitario deficitario, i sintomi possono aggravarsi con diarrea profusa, crampi addominali, nausea, febbre alta (fino a 40-41 °C), meningite, o addirittura mortale.

Gli animali ammalati presentano sintomi quali diarrea, cifosi (per i dolori addominali), inappetenza, astenia.

Nei casi gravi le salmonelle possono passare la barriera intestinale e causare lesioni gravi ad altri organi con setticemia anche letale.

Prevenzione della salmonellosi

È importante l’igiene: dal terrario o il luogo dove viene ospitato l’animale al cibo che deve essere sempre di provenienza sicura, pulito, ben conservato.

Importanti anche le condizioni igienico-sanitarie di coloro che si occupano degli animali potenzialmente portatori.

Si consiglia di indossare i guanti in lattice o plastica (soprattutto se presenti graffi o ferite sulle mani) durante le operazioni di pulizia della lettiera, disinfezione della teca, pulizia e disinfezione di eventuali materiali o mobilio venuto a contatto con un rettile, evitare il contatto diretto o con le suppellettili a bambini di età inferiore ai 5 anni, donne incinte o immunodepressi.

Lavare le ciotole contenenti il cibo in un lavandino dove non si lavano o lavorano i cibi.

Sottoporre a visita e controllo veterinario gli animali anche in apparente buon stato di salute sia per il benessere dell’animale stesso sia per le persone con cui convive.

Igiene e pulizia degli ambienti dove vivono gli animali, evitare sovraffollamento e stress, cambiare l’acqua o i filtri (per animali acquatici) nei tempi corretti, sono le chiavi per una serena convivenza.

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