La Rogna Sarcoptica nel cane

Sarcoptes scabiei canis è l’acaro della rogna sarcoptica del cane, conosciuta sia in medicina umana (scabbia), sia in medicina veterinaria.
La rogna sarcoptica è una malattia parassitaria spesso molto pruriginosa, che provoca un’alterazione cutanea ed eventualmente sistemica. Colpisce prevalentemente il cane e talvolta anche il gatto.

La contaminazione avviene in modo diretto o indiretto (l’acaro può sopravvivere molti giorni nell’ambiente esterno). Gli attuali serbatoi sono i canidi, le volpi e, in misura minore, alcuni animali selvatici (lince, tasso ecc.).

I segni clinici della rogna sarcoptica sono un notevole prurito, la progressiva comparsa di papule eritematose, di croste, desquamazione e ipercheratosi sul bordo libero dei padiglioni auricolari e un’alopecia a macchia, essenzialmente localizzata su padiglione auricolare, gomiti, garretti e addome. L’intensità del prurito varia a seconda dell’immunocompetenza del soggetto infestato: più questa è scarsa, meno il prurito è presente.

Oggi i casi di rogna non sono più relegati nelle campagne, ma sono segnalati anche nei centri urbani. In città, i serbatoi sono cani appartenenti a persone senza fissa dimora e zone contaminate da un gran numero di animali, come i canili.

Poiché il contagio dei proprietari non avviene sistematicamente, si consiglia di non escludere l’ipotesi della parassitosi anche in assenza di contaminazione umana. Attualmente, infatti, questa evenienza sembra essere sempre più frequente.

La rogna sarcoptica è quindi una parassitosi sempre attuale. Tuttavia, è sottodiagnosticata per deficit di sensibilità nelle tecniche di raschiamento, per un quadro clinico spesso ingannevole o per esami complementari eseguiti in modo inadeguato. In tutti i casi, in caso di prurito intenso, prima prendere in considerazione un’allergia, è meglio escludere completamente la presenza di infestazioni parassitaria e di infezioni batteriche. È noto come S. scabiei sia in grado di sopravvivere per alcune settimane al di fuori dell’ospite, pertanto le cucce contaminate o le attrezzature utilizzate per la toelettatura degli animali infestati possono essere una fonte d’infestazione.

La dermatite atopica canina (DAC) è la seconda causa di prurito dopo l’infestazione da pulci.
È una patologia a carattere cronico, ereditata geneticamente, con manifestazioni cliniche tipiche, legata ad allergie nei confronti di sostanze ambientali che penetrano nell’organismo per via transcutanea.

I sintomi compaiono abitualmente tra i 12 mesi e i tre anni di età. Prima dei sei mesi di vita risulta più probabile la comparsa di un’allergia alimentare.

Ciclo biologico Sarcoptes scabiei canis

Gli acari adulti, piccoli e tondeggianti (fino a 0,4 mm di diametro) vivono e si nutrono in superficie nell’epidermide creando dei tunnel e delle tasche di alimentazione. L’accoppiamento avviene di solito sulla superficie cutanea, successivamente la femmina scavando si porta negli strati superficiali dell’epidermide dove si nutre dei fluidi e detriti derivati dal danno tissutale.

Nella rete di tunnel che è creato la femmina, deposita le uova per diversi mesi; le uova schiudono nel giro di 3-5 giorni e la maggior parte delle larve a sei zampe striscia sulla superficie cutanea per proprio loro sviluppo. A loro volta scavano portandosi negli strati superficiali della cute e nei follicoli piliferi dove mutano attraverso due stadi di ninfa per poi diventare adulti. Il periodo di prepatenza, da uovo a stadio adulto è di 23 settimane.