La corretta alimentazione del cane cucciolo in accrescimento

Un'alimentazione non adeguata o somministrata a dosaggi errati può compromettere l’accrescimento muscolo-scheletrico del cane cucciolo. Vediamo quali sono gli errori da evitare.

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A cura di: Dott.ssa Monica Burroni, Dott.ssa Erica Longato, Dott.ssa Diana Vergnano

alimentazione cucciolo cane
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Nel cucciolo, soprattutto nel cane di grossa taglia, è possibile rischiare di compromettere l’accrescimento muscolo-scheletrico con un’alimentazione non adeguata o somministrata a dosaggi errati.

Parliamo, ad esempio, di patologie ortopediche dello sviluppo (Developmental Orthopedic Disease o DOD), termine che fa riferimento a un gruppo di patologie che si verificano appunto durante la crescita.

Queste includono: l’osteodistrofia ipertrofica, l’osteocondrosi, l’osteocondrite dissecante, la panosteite, la displasia dell’anca e quella del gomito.

Le cause sono multifattoriali, ma tra queste sono presenti squilibri nutrizionali come l’eccesso di calcio, l’alterato rapporto tra calcio e fosforo e la sovralimentazione.

Citiamo anche il rachitismo e l’iperparatiroidismo nutrizionale, patologie che sembravano scomparse con l’avvento della dieta industriale, ma che ogni tanto ricompaiono, spesso associate a diete casalinghe o BARF non formulate da un Medico veterinario esperto in nutrizione.

Di seguito, qualche esempio di squilibri nutrizionali che può essere concausa o causa di problematiche in accrescimento.

Carenza di vitamina D nel cucciolo

La vitamina D, insieme al paratormone e alla calcitonina, influenza in maniera importante il metabolismo del calcio e lo sviluppo osseo.

Al contrario della maggior parte dei mammiferi, che sintetizzano la vitamina D nella pelle grazie all’esposizione alla luce solare, il cane e il gatto devono assumerla con la dieta.

Un’assunzione insufficiente di vitamina D si manifesta nell’animale giovane con il rachitismo, ovvero una formazione ossea inadeguata (mineralizzazione insufficiente) che può potenzialmente portare a deformità e fratture.

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La carenza di vitamina D, inoltre, può portare a un iperparatiroidismo nutrizionale secondario, a causa di un ridotto assorbimento di calcio.

Una carenza di vitamina D si può verificare se l’animale assume una dieta non propriamente integrata.

Gli ingredienti che contengono naturalmente vitamina D in quantità importanti, infatti, sono pochi, principalmente alcuni pesci, come il salmone o il merluzzo (olio di fegato).

È quindi solitamente necessario che la vitamina D sia aggiunta all’alimento sotto forma di additivo.

Eccessiva assunzione di energia

Offrire all’animale un dosaggio troppo alto di alimento oppure lasciare il cibo sempre a disposizione, soprattutto se esso ha una densità energetica elevata, può portare a un’eccessiva assunzione energetica.

Talvolta si tratta di un errore di dosaggio in buona fede, anche perché non sempre le tabelle di razionamento degli alimenti commerciali sono sufficientemente chiare e precise.

Altre volte i proprietari, soprattutto quelli di cani di grossa taglia, somministrano volontariamente un dosaggio più alto perché sono convinti che, così facendo, il cucciolo raggiungerà un peso maggiore.

Ma il peso che può raggiungere un cane da adulto è programmato dalla sua genetica: quindi se lo alimenteranno di più, non crescerà più di quanto la sua genetica ha previsto, ma lo farà soltanto più rapidamente.

Questo non è un bene, perché una crescita troppo rapida, soprattutto nei cuccioli di taglia grande, può predisporre a patologie ortopediche dell’accrescimento, come la displasia dell’anca.

Sui cani di taglia più piccola o nelle razze predisposte, invece, una sovralimentazione in fase di accrescimento potrebbe portare a condizioni precoci di sovrappeso.

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Eccessiva assunzione di calcio e/o vitamina D

Mentre nell’animale adulto l’assorbimento di calcio avviene per il 90% in maniera attiva, fino circa ai 6 mesi di età l’assorbimento del calcio a livello intestinale avviene in maniera passiva, e corrisponde direttamente all’assunzione di calcio con la dieta.

I cuccioli, quindi, risultano molto sensibili agli eccessi di calcio, che sono tra le cause delle patologie ortopediche dello sviluppo, anche con un rapporto calcio:fosforo normale.

Sembra che anche una concomitante carenza di fosforo sia un cofattore nello sviluppo di problemi scheletrici in presenza di eccesso di calcio.

Un eccesso di calcio e/o di vitamina D nella dieta può essere ottenuto, ad esempio, somministrando integratori contenenti questi elementi a cuccioli che assumono contemporaneamente un alimento completo, che contiene già la quantità di calcio e di vitamina D necessaria.

Lo stesso risultato si può ottenere somministrando a un cucciolo un alimento per cani adulti: gli alimenti “adult” possono infatti contenere percentuali maggiori di calcio.

Inoltre, anche se contenessero percentuali che possono sembrare idonee per un cucciolo (ad esempio calcio tra 1 e 1,6% su sostanza secca), bisogna tenere conto del fatto che solitamente la densità energetica è inferiore rispetto ai “puppy”, ovvero a parità di dosaggio contengono meno energia.

Così se il dosaggio viene aumentato per far sì che il cucciolo possa assumere l’energia sufficiente per l’accrescimento, possono venire assunti livelli troppo alti di alcuni nutrienti, tra cui il calcio.

Infine, se il cucciolo segue una dieta BARF, nella quale vengono impiegate le ossa crude, c’è il rischio che ci sia una grande variabilità nel contenuto di calcio che potenzialmente può risultare sia eccessivo, sia insufficiente.

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Insufficiente assunzione di calcio

Se la dieta è carente di calcio, il rapporto calcio:fosforo (che nel cucciolo dovrebbe essere tra 1:1 e 1,6:1) risulterà invertito a favore del fosforo.

L’organismo tenterà dunque di aumentare la calcemia con la secrezione di paratormone che ha una duplice azione: stimolare la sintesi renale del metabolita attivo della vitamina D (1,25 diidrossicolecalciferolo o calcitriolo), che aumenterà l’assorbimento intestinale di calcio, e favorire il riassorbimento osseo.

Il risultato è un iperparatiroidismo nutrizionale secondario.

Le deformità scheletriche che ne derivano possono manifestarsi in 1-3 mesi.

Queste interessano principalmente l’osso spugnoso situato nei pressi della cartilagine di accrescimento delle ossa lunghe o delle ossa vertebrali.

Queste zone diventano molto sottili e possono collassare, causando fratture da compressione.

È il caso tipico dei cuccioli che sono alimentati con una dieta solo a base di carne senza integrazioni, che risulta ricca di fosforo e povera di calcio.

Correzioni nutrizionali nell’alimentazione del cane cucciolo

Tutte queste condizioni si trattano eliminando la causa, ovvero la carenza o l’eccesso.

Di conseguenza, è necessario cambiare la dieta e utilizzare su indicazione del Medico veterinario un alimento formulato appositamente per cuccioli di una determinata taglia somministrato al dosaggio adeguato.

Se il cambio di dieta è fatto abbastanza precocemente è possibile limitare il danno e correggere l’accrescimento.

È invece sconsigliato dare dosaggi di calcio o di vitamina D maggiori del necessario.

a cura dilogo nicetofeedyou

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