I cinque (super) sensi del coniglio: scopriamoli insieme!

Dovendo affidare la propria sopravvivenza alla capacità di trovare cibo e fuggire dai predatori, il coniglio ha sviluppato dei sensi molto acuti… vediamo quali!

A cura di: Dott. Cristiano Papeschi

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Siamo soliti immaginare il coniglio come un animale da compagnia protetto dal nostro affetto e dalle quattro mura che lo circondano: tuttavia, nel corso della sua evoluzione, il coniglio ha sviluppato dei sensi molto acuti che gli hanno permesso di sopravvivere in natura.

Difatti, un coniglio a vita libera (un soggetto selvatico tanto per intenderci) deve trovare il cibo, riconoscere i membri della propria colonia, comunicare con i suoi simili e individuare i predatori per poter fuggire e rintanarsi prima di diventare il pranzo o la cena di un qualunque carnivoro: per fare tutto questo, il coniglio si avvale dei suoi cinque super sensi.

La vista del coniglio

Il coniglio pet che vive in casa è piuttosto attivo durante il giorno soprattutto in presenza dei proprietari, dal momento che ha adeguato i suoi bioritmi alla convivenza con gli umani.

Al contrario, in natura questo animale è per lo più notturno e crepuscolare, i momenti della giornata più tranquilli nei quali, con il favore delle tenebre, può muoversi con maggiore sicurezza alla ricerca di cibo.

Per questo motivo la sua retina è caratterizzata da un rapporto tra coni e bastoncelli più sbilanciato nei confronti di questi ultimi, i fotorecettori che gli consentono di avere una migliore visibilità notturna.

Il coniglio riesce a vedere il blu e il verde ma non il rosso

Il coniglio, infatti, ha una sensibilità visiva in condizioni di scarsa luminosità molto superiore rispetto all’uomo a fronte di una minore definizione delle immagini e della profondità. Anche la percezione dei colori è diversa in quanto riesce a vedere il blu e il verde ma non il rosso.

Inoltre, la particolare posizione degli occhi, sporgenti e disposti lateralmente, consente un campo visivo quasi a tutto tondo e una vista molto acuta sulla linea dell’orizzonte per meglio individuare il predatore in avvicinamento.

L’olfatto del coniglio

Il senso dell’olfatto ha molteplici funzioni: è utile nella ricerca di cibo e, unitamente al gusto, nella percezione dei sapori, aiuta a individuare un potenziale pericolo (predatore) ed è fondamentale nella comunicazione.

Il coniglio possiede ghiandole che emettono feromoni e vengono utilizzate per marcare il territorio: grazie all’olfatto l’animale può riconoscere i membri della propria colonia e individuare un partner sessuale.

Il gusto del coniglio

L’organo del gusto è la lingua (Anche nel coniglio!), molto ricca in papille gustative. Attraverso questo senso l’animale riconosce i sapori e riesce a distinguere (di solito!) gli alimenti buoni da quelli dannosi, anche grazie alle informazioni che il coniglietto riceve nella vita post-natale, prima dello svezzamento, attraverso l’assunzione del ciecotrofo della madre: in questo modo impara anche a conoscere ciò che la mamma ha mangiato, traendo insegnamento per il futuro.

Purtroppo, però, il coniglio adora il gusto dolce e per questo bisogna fare attenzione a tutto ciò che contiene zuccheri.

Il tatto del coniglio

Esattamente come gli altri animali, la pelle del coniglio è sensibile al contatto e alla pressione, così come al caldo e al freddo, e su questo non c’è molto da aggiungere.

La vera particolarità tattile risiede nelle vibrisse, quei peli lunghi e duri che il nostro amico a quattro zampe possiede ai lati del naso e intorno agli occhi.

A cosa servono?

Qualche leggenda metropolitana gli attribuisce un certo ruolo nel mantenimento dell’equilibrio… ma si tratta appunto di “leggende”.

In realtà, questi peli sono utili per muoversi in condizioni di totale assenza di luce, come avviene ad esempio all’interno delle gallerie che l’animale scava nel terreno per realizzare la tana o nelle notti completamente buie, e gli consentono di individuare oggetti od ostacoli disposti nelle immediate vicinanze del muso… una sorta di “bastone per non vedenti” che gli evita “pericolose zuccate”.

Udito del coniglio: ultimo dei cinque sensi ma non per importanza!

Ed eccoci giunti all’ultimo senso… ultimo si, ma non certo per importanza!

L’udito è un altro “strumento” molto sviluppato, anche in virtù della particolare anatomia dei padiglioni auricolari che fungono da “radar” e raccolgono i suoni circostanti.

L’udito è molto utile per individuare i predatori e questa specie percepisce molto meglio le alte frequenze rispetto all’orecchio umano.

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