Aggressività tra cani conviventi, come si scatena?

Generalmente, le situazioni più tipiche durante le quali si possono presentare i comportamenti di aggressività tra cani conviventi nella stessa casa sono quelle riferite alla ricerca di un privilegio come ad esempio le attenzioni del proprietario, il cibo, il possesso per un oggetto e/o una particolare postazione e il controllo di uno spazio.

A cura di: Dott. Riccardo Benedetti

aggressività tra cani

L’aggressività tra cani familiari può essere chiamata anche aggressività sociale e si verifica tendenzialmente tra due cani dello stesso sesso (raramente tra soggetti di sesso differente) conviventi nella stessa casa.

Quali sono le cause?

Le cause possono essere molteplici: il raggiungimento della maturazione sociale da parte del cane più giovane, della perdita del proprio status da parte del cane più adulto, della presenza di particolari disturbi ansiosi/emotivi di almeno uno dei due soggetti e molto spesso per una gestione non corretta nell’organizzazione del gruppo sociale da parte del proprietario.

Solitamente le situazioni più tipiche durante le quali si possono presentare i comportamenti aggressivi sono quelle riferite alla ricerca di un privilegio come ad esempio le attenzioni del proprietario, il cibo, il possesso per un oggetto e/o una particolare postazione e il controllo di uno spazio.

Spesso l’aggressore è il cane più giovane

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Spesso l’aggressore, in particolar modo nei cani maschi, tende ad essere il più giovane tra i due soggetti.

Nella femmina, invece, l’aggressione potrebbe essere intensificata dal cambiamento ormonale che avviene durante il calore; pertanto solamente in questa circostanza la sterilizzazione è considerata un valido aiuto nel controllo del comportamento in oggetto.

Quali consigli dare ai proprietari?

La terapia dell’aggressività tra cani familiari comprende un percorso di modificazione comportamentale incentrato principalmente sul controllo e la gestione delle risorse importanti e sul corretto atteggiamento che ciascun proprietario dovrebbe assumere.

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La figura di riferimento durante questo percorso è senza dubbio il medico veterinario.

Nel caso di maschi interi, la castrazione del cane subordinato rappresenta un aspetto importante del trattamento in quanto ha come scopo quello di aumentare la distanza gerarchica tra i due individui e di conseguenza stabilizzare la relazione sociale.

Un’alternativa nei cani maschi interi, nel caso in cui gli scontri dovessero essere particolarmente intensi e frequenti, è data dalla scelta di sterilizzare entrambi gli animali.

La sterilizzazione può essere effettuata chirurgicamente oppure farmacologicamente; entrambe vengono eseguite esclusivamente dal medico veterinario.

La prima via è definitiva. La seconda è reversibile e consiste semplicemente nell’applicazione di un impianto sottocutaneo, a lento rilascio, contenente una sostanza che si chiama deslorelina.

La procedura non causa stress né sofferenza all’animale e la sua durata stimata è di almeno 6 mesi.

Allo scadere dell’effetto si deciderà se re-inoculare un altro impianto, fare svanire del tutto il suo effetto o procedere con la definitiva sterilizzazione chirurgica.

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