Cute della cavia: attenzione agli acari!

Ogni animale è ospite involontario di numerosi ospiti indesiderati, sia esterni che interni. Con questo articolo affronteremo gli acari della cavia, quelli dai quali il proprietario deve difendere il proprio pet.

A cura di: Dott. Cristiano Papeschi

cute della cavia

Esistono diverse specie di acari che possono parassitare la cute della cavia.

Accanto a quelli più caratteristici, di cui andremo a parlare a breve, ve ne sono altri che, pur non essendo specifici per il porcellino d’India ma vengono associati generalmente ad altri piccoli mammiferi, possono occasionalmente parassitare anche la cavia, soprattutto nel caso di convivenza a stretto contatto, in casa o in negozio prima dell’acquisto.

Stiamo parlando di acari quali ad esempio: Ornithonyssus bacoti (acaro del ratto), Myocoptes musculinus e Myobia musculi (acari del topo e del ratto), Psoroptes cuniculi (acaro della rogna auricolare del coniglio), Cheyletiella parasitivorax (acaro di superficie del coniglio), Sarcoptes scabiei e Notoedres spp. (entrambi acari della rogna corporea).

Alcuni di questi ectoparassiti sono già stati trattati su www.animalidacompagnia.it, pertanto se foste interessati ad approfondire l’argomento vi invitiamo a leggere le loro schede.

Chirodiscoides caviae: uno degli acari più tipici

Chirodiscoides caviae è il primo dei due acari più tipici della cavia. Si tratta di un parassita che vive sulla cute ed è caratterizzato da un corpo piuttosto allungato che può arrivare a misurare 500 mm (0,5 mm) nella femmina adulta, mentre il maschio è leggermente più piccolo. Gli arti di questo artropode sono allungati e modificati per potersi aggrappare saldamente al pelo dell’ospite.

Ciclo biologico di Chirodiscoides caviae

Il ciclo biologico di questo parassita si svolge interamente sull’ospite, ciò significa che dallo stadio di uovo fino a quello di adulto l’artropode non abbandona mai l’animale su cui vive, salvo per ragioni accidentali.

Le fasi di sviluppo sono quelle comuni a tutti gli acari: l’uovo viene deposto saldamente adeso al pelo (grazie ad una sostanza che funge da collante) dal quale fuoriesce una larva che muta successivamente in due stadi ninfali ed infine in adulto; dopo l’accoppiamento, la femmina darà luogo a successive deposizioni di uova. In condizioni ottimali di umidità e temperatura, l’intero ciclo biologico si compie in due settimane circa.

Modalità di trasmissione e segni clinici

Chirodiscoides caviae, come abbiamo già detto, è strettamente legato al suo ospite e, di conseguenza, sopravvive per poco tempo lontano da esso.

La trasmissione da un soggetto infestato ad uno sano avviene per vicinanza e per contatto tra i due, così che l’acaro riesca a passare dall’uno all’altro senza mai transitare nell’ambiente.

In situazioni accidentali, come ad esempio la caduta del pelo a cui sono aggrappati degli acari, Chirodiscoides caviae potrà risalire sull’ospite una volta che questi vi giunga a contatto.

Le infestazioni lievi generalmente non vengono osservate o comunque non destano l’attenzione del proprietario ma, in presenza di infestazioni massive, al contrario, possono comparire segni clinici evidenti che constano di infiammazione della cute, formazione di forfora, croste ed alopecia (caduta del pelo).

L’animale parassitato può provare prurito, a volte intenso, e grattarsi in maniera insistente. Non sono rare le lesioni causate dal grattamento e le infezioni secondarie conseguenti l’ingresso di batteri presenti nell’ambiente e sulle unghie dell’animale all’interno delle ferite.

Chirodiscoides caviae è un parassita piuttosto frequente nella cavia e la diagnosi non è difficile: è sufficiente l’osservazione del mantello e della cute dell’animale con un dermoscopio oppure eseguire l’esame microscopico di peli prelevati per spazzolamento.

Trixacarus caviae

Trixacarus caviae è un acaro ancor più piccolo di Chirodiscoides, circa la metà (la femmina adulta, più grande del maschio, arriva a misurare 240 mm di lunghezza, ovvero un quarto di millimetro), ed è diverso anche nella forma poiché possiede un corpo rotondo e delle zampe corte e tozze.

Ciclo biologico di Trixacarus caviae

Il ciclo biologico di Trixacarus caviae è simile a quello di Sarcoptes scabiei e Notoedres spp. Le femmine scavano gallerie nello spessore dell’epidermide e depongono le uova al loro interno. Dall’uovo fuoriesce una larva che si trasformerà prima in ninfa, compiendo due mute (da larva a protoninfa e poi a tritoninfa), ed infine ad adulto.

Trasmissione e segni clinici degli acari come Trixacarus caviae

Anche Trixacarus caviae compie l’intero ciclo biologico sull’ospite e la trasmissione da un soggetto all’altro avviene sempre per contatto diretto, più facile nel caso di stretta convivenza in una stessa gabbia, e meno frequentemente per contatto indiretto visto che l’acaro non sopravvive a lungo nell’ambiente lontano dall’animale.

Trattandosi di un parassita scavatore, il prurito e il disagio per l’animale potrebbe essere maggiori rispetto alle infestazioni da Chirodiscoides caviae.

Il porcellino reagisce grattandosi e mordicchiandosi insistentemente la parte lesa e determinando la comparsa di irritazione cutanea, sanguinamento, formazione di croste e caduta del pelo.

Anche in questo caso non sono rare le infezioni secondarie dovute all’ingresso di batteri all’interno delle ferite. Le lesioni hanno inizio in forma localizzata e circoscritta, ma ben presto tendono ad allargarsi di pari passo con l’aumento numerico dei parassiti.

Una particolarità della cavia è quella di emettere lamenti acuti durante il grattamento e addirittura rimanere vittima di manifestazioni simil-epilettiche dovute all’intenso fastidio. La trixacariasi nel porcellino d’India è una patologia piuttosto grave che, se non trattata, potrebbe addirittura determinare la morte del roditore.

Demodex caviae: acari che vivono nel follicolo pilifero

Demodex caviae è un altro parassita della cavia. Si tratta di un artropode dalla forma particolare, molto sottile ed allungato e dotato di otto zampette molto corte. La forma particolare gli consente di colonizzare e vivere all’interno del follicolo pilifero.

Negli animali in buona salute, Demodex il più delle volte è un parassita di scarso interesse, in quanto la sua presenza in numero limitato non causa sintomi apprezzabili ed il suo rilievo è spesso casuale.

In concomitanza di altre patologie in grado di deprimere il sistema immunitario o di debilitare gravemente l’animale (ad es. endocrinopatie), o ancora in presenza di infestazioni da ectoparassiti, Demodex caviae potrebbe determinare la comparsa di lesioni cutanee quali irritazione, prurito, formazione di croste ed alopecia.

CONDIVIDI