Una proposta per il Parlamento UE contro il commercio illegale di pet

Oltre a combattere il commercio illegale di animali da compagnia e garantire il loro benessere, bisognerebbe realizzare più compagne di sensibilizzazione per incoraggiare le persone ad adottare anziché acquistare i pet.

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commercio illegale di pet

Una Commissione Envi (Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare) del Parlamento europeo ha adottato, il 10 novembre scorso, una proposta di risoluzione sulla protezione del mercato interno dell’UE e dei diritti dei consumatori contro le conseguenze negative del commercio illegale di pet. 

In questa proposta vengono riassunte le criticità del commercio di animali da compagnia, a partire dal fatto che un numero significativo di animali è commercializzato illegalmente in tutti gli Stati membri mediante l’abuso deliberato del Regolamento Ue n. 576/2013, che disciplina i movimenti a carattere non commerciale di animali da compagnia.

Per la Commissione Envi, il commercio illegale di pet può essere frenato migliorando l’applicazione della legge e rafforzando le sanzioni conto gli operatori economici, i medici veterinari e i servizi pubblici nazionale – dai paesi di origine, di transito e di destinazione – che forniscono passaporti contraffatti per animali da compagnia.

La proposta sottolinea la necessità di identificare e registrare cani e gatti, al quale passo fondamentale nella lotte contro il commercio illegale, e sollecita quindi la Commissione europea a presentare una proposta contenente metodi dettagliati e compatibili di identificazione e registrazione di cani e gatti nelle banche dati degli Stati membri, che dovrebbero essere interconnesse.

Inoltre dovrebbe esserci un collegamento tra il passaporto per pet e la registrazione del microchip per garantire che l’origine dell’animale rimanga chiara anche se il passaporto viene cambiato.

Per affrontare il commercio illegale di animali da compagnia si chiede un piano d’azione a livello Ue che: definisca le responsabilità di tutte le parti interessate e di decisori; coinvolga le DG della Commissione Europea che si occupano di benessere degli animali, sanità pubblica, protezione dei consumatori, mercato interno e dia una definizione valida per l’Ue degli allevamenti commerciali su larga scala (puppy mills), per contrastare il commercio illegale.

Andrebbe anche migliorata la protezione dei consumatori che acquistano pet tramite pubblicità online e sviluppate strategie per regolamentare queste pubblicità ed evitare quelle ingannevoli.

FONTE: LaSettimanaVeterinaria