Riproduzione delle cocorite: tutto quello che c’è da sapere

Allevare in coppie distinte ha l’indubbio vantaggio di poter selezionare colorazioni particolari ed essere certi della paternità, ma in natura questi pappagalli vivono in grandi stormi e la vicinanza con altre coppie che nidificano stimola il comportamento riproduttivo.

A cura di: Dott.ssa Elena Ghelfi

riproduzione delle cocorite

Conoscere le principali nozioni sulla riproduzione delle cocorite è molto importante. Questi pappagallini ondulati, spesso allevati in coppia o in piccoli gruppi, si adattano molto bene alla vita in cattività ma hanno precise esigenze soprattutto per quanto riguarda la possibilità di riprodursi.

Prima di tutto riconoscere il sesso

Pochi pappagalli hanno un dimorfismo sessuale ben riconoscibile e le cocorite appartengono a questo gruppo: la cera (la parte di cute in cui si aprono le narici, al di sopra del becco) nel maschio adulto è di colore azzurro intenso/blu, mentre nella femmina varia dal rosa al marroncino carnicino.

Anche i piccoli di poche settimane possono essere riconosciuti da occhi esperti: la cera nei maschietti è azzurrina attorno alle narici e vira al violetto alle estremità, nelle femmine invece è rosa o azzurina ma sempre bianca attorno alle narici.

Attorno ai 3 – 4 mesi i colori sono meglio definiti, per l’inizio della pubertà, anche se la vera maturità sessuale e la riproduzione va tentata verso i 10- 12 mesi di età.

Riproduzione delle cocorite: in coppia o in gruppo?

Allevare in coppie distinte ha l’indubbio vantaggio di poter selezionare colorazioni particolari ed essere certi della paternità, ma in natura questi pappagalli vivono in grandi stormi e la vicinanza con altre coppie che nidificano stimola il comportamento riproduttivo.

In caso di ripetuti insuccessi in singole coppie è utile creare un piccolo gruppo in voliera in cui le femmine siano in numero pari o inferiore ai maschi.

I nidi devono essere in numero superiore alle probabili coppie, per evitare litigi e ritardi nell’accoppiamento e deposizione.

Come devono essere costruiti i nidi?

Scatole in legno a parallelepipedo con apertura eccentrica e sportello superiore per la verifica sono i più semplici e funzionali, facili da reperire in commercio.

Ma le cocorite apprezzano anche piccoli tronchi scavati all’interno in cui trovare una piccola buca o conca dove deporre le uova.

Alimentazione e privacy

L’abbondanza di cibo, in particolare frutta e germogli, più che la stagione e le ore di luce stimola l’inizio della stagione riproduttiva, che, in casa potrebbe, teoricamente, essere tutto l’anno.

Meglio quindi guidare questo periodo delicato ed intenso nei mesi primaverili o inizio autunno, senza eccedere nelle cove e allevamento piccoli.

Fondamentale fornire calcio (osso di seppia o sali minerali) e cibi molto digeribili e energetici, senza favorire l’obesità.

La coppia formata deve potersi gestire lo spazio e la neofamiglia in tranquillità. Attenzione: troppa invadenza nel controllare nido, gabbia, riposo o vita sociale potrebbe infastidire fino all’abbandono del nido.

I numeri della riproduzione delle cocorite

Dopo circa una settimana dagli accoppiamenti la femmina inizia a deporre le uova, in numero variabile da 4 a 6 e la cova ha inizio dal primo uovo. Le seguenti vengono deposte ad intervalli di 36 – 48 ore.

I piccoli schiuderanno quindi ad intervalli regolari a partire dal 17°-22° giorno di incubazione. La neomamma nutrirà da sola i piccoli nel nido per circa 4 settimane, il padre si occuperà dello svezzamento all’uscita dal nido.

I pulli nascono senza piume e con occhi chiusi, ma a 4-5 gg cominceranno a spuntare le prime piume, mentre gli occhi si apriranno attorno ai 9 giorni di vita.

Il piumaggio sarà completo attorno ai 21 giorni ma il primo volo lo spiccheranno non prima del mese di età.

Lo svezzamento si considera completo in genere attorno alle 7 settimane di vita.

Attenzione ai piccoli se inizia una nuova deposizione

La femmina potrebbe voler iniziare una nuova deposizione anche se i piccoli non sono del tutto svezzati, se questi indugiano l’uscita dal nido potrebbero essere attaccati e feriti in modo molto grave (pericolo anche di uccisione). Se si vuol permettere una seconda covata è opportuno allontanare i piccoli assieme al maschio oppure fornire un secondo nido.

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