Quando la muta nei rettili non procede correttamente

La muta nei rettili è un fenomeno fisiologico e periodico, ma a volte può presentare dei problemi. Ecco quali ne sono le cause e come risolvere una muta difficile.

A cura di: Dott. Cristiano Papeschi

muta nei rettili iguana

Come ricordato in un altro articolo (leggere qui), la muta è un fenomeno fisiologico che si verifica con regolarità nei rettili.

Gli intervalli tra un “cambio di pelle” e l’altro possono però essere molto variabili in funzione della specie e dell’età.

Ricordiamo che, nella maggior parte dei sauri, il vecchio strato epidermico più esterno viene perso “a pezzi”. Scaglie più o meno grandi si sollevano e si staccano dal tessuto sottostante in frammenti.

La muta nei rettili incompleta o disecdisi

Nonostante la muta (ecdisi) sia un fenomeno normale che, di solito, procede senza difficoltà, in alcuni casi può verificarsi un difetto noto come disecdisi.

muta nei rettili scaglie

Questa anomalia si traduce molto semplicemente nella permanenza di frammenti di epidermide morta che non riescono a venire via dalla superficie corporea dell’animale.

Pertanto, ad un certo punto, il proprietario si accorgerà che alcune scaglie non cadono e rimangono in situ.

Le cause della disecdisi

Se la muta impiega più del tempo normale per completarsi e alcune scaglie epidermiche permangono senza riuscire a staccarsi bisogna interrogarsi sul motivo. Meglio ancora rivolgersi a un veterinario esperto in rettili per indagarne le ragioni.

Diverse sono le possibili cause che possono portare alla disecdisi, il più delle volte di natura gestionale o ambientale. In alcuni casi possono essere anche di tipo patologico, motivo per il quale il fenomeno non deve essere sottovalutato.

Le malattie predisponenti sono numerose e variano da problemi endocrini a infezioni cutanee o sistemiche, dalla presenza di ectoparassiti fino alla disidratazione, la quale a sua volta riconosce ancora ulteriori molteplici cause.

Tra le cause ambientali e gestionali più frequenti possiamo ricordare la temperatura inadeguata della teca, ma soprattutto l’umidità troppo bassa.

La disecdisi può verificarsi in tutte le specie di sauri, ma quelli deserticoli (ad es. Pogona vitticeps ed Eublepharis macularius) sono ancor più esposti rispetto a quelli che vivono in ambienti con umidità relativa maggiore (a meno che il tasso di umidità all’interno del terrario non sia troppo basso per quel determinato soggetto).

muta nei rettili serpente

Inoltre, è importante non dimenticare gli stati carenziali cui sono sottoposti i rettili alimentati in maniera impropria.

La formazione di “anelli” di pelle morta a livello delle estremità degli arti, delle dita e della coda può causare strozzamento con ischemia e gangrena secca. Nei casi più estremi questo può culminare nella necrosi dei tessuti e nella necessità di amputazione della parte interessata.

La soluzione del problema della muta nei rettili

Il difetto della muta non è una patologia primaria, bensì secondaria ad altre cause, pertanto la risoluzione di queste porta, in genere, ad una remissione spontanea del problema.

Nel caso di patologie sottostanti, queste dovranno essere indagate e diagnosticate al fine di impostare rapidamente la terapia più adatta.

Per quanto concerne la disecdisi conseguente ad errori gestionali sono necessari la reimpostazione di una dieta corretta e il ripristino dei parametri ambientali ottimali.

Nel caso delle specie deserticole, che richiedono di norma una temperatura elevata e un’umidità piuttosto bassa, è utile lasciare a disposizione una zona circoscritta, come ad esempio una grotta o un substrato con un tasso di umidità superiore.

muta nei rettili bagno caldo (1)

I bagnetti tiepidi sono importanti per favorire il distacco del lembo cutaneo e in caso di necessità questo dovrà essere rimosso delicatamente con delle pinzette. Questa operazione semplice richiede, però, una certa esperienza.

È sempre meglio evitare soluzioni “fai da te” e rivolgersi a un veterinario esperto in animali non convenzionali. Il veterinario potrà indicare come gestire correttamente l’animale, correggere gli eventuali errori ambientali e nutrizionali e, in caso di patologie sottostanti, procedere con l’iter diagnostico e terapeutico più appropriato.