Come il gatto vede l’uomo: la sua percezione dell’essere umano

Il gatto come vede il suo amico umano. Che visione ha di lui, come lo percepisce? Le diverse informazioni che gli arrivano da tutti suoi sensi gli danno un quadro d'insieme un po' particolare del bipede che gli vive accanto.

come il gatto vede l’uomo occhi foto di Chaiyaporn Atakampeewong

Non sappiamo come il gatto vede l’uomo, come ci percepisca. Immaginiamo che sfrutti l’insieme dei suoi recettori sensoriali per crearsi una rappresentazione delle persone con le quali vive. La sua rappresentazione dell’uomo però resta ancora un mistero.

Sguardo felino: come il gatto vede l’uomo

Dato che il gatto è miope e vede in modo sfocato al di là dei 75 cm. La precisione dei nostri tratti del viso non deve essere un criterio di riconoscimento a distanza.

È possibile che il gatto ci riconosca più per il nostro comportamento che per nostri particolari anatomici.

I cambiamenti nel modo di vestire non sembrano però influenzare la sua capacità di riconoscerci, né i suoi comportamenti nei confronti delle persone conosciute.

Non esistono studi scientifici sulla capacità di riconoscere i visi ritratti nelle fotografie, ad esempio. In questo campo rimane ancora molto da fare.

Tuttavia, il gatto guarda il nostro viso per comunicare con noi. Esistono perciò degli elementi di riconoscimento nel viso dell’uomo.

come il gatto vede l’uomo occhi Foto di Val Tievsky on Unsplash

È possibile che in alcuni momenti il gatto non ci percepisca come un’unica entità, ma come una somma di parti o che percepisca di noi solo una parte isolata dal resto.

Un esempio può essere il gatto che caccia le caviglie del proprietario come se si trattasse di un comune topo, senza riconoscere la persona a cui appartengono le caviglie.

È come se la caviglia fosse divenuta “un piccolo oggetto mobile” che costituisce lo stimolo scatenante i comportamenti di caccia

Anche il gatto che succhia il lobo dell’orecchio di una persona, non riconosce certamente questa parte anatomica come un orecchio, bensì come un oggetto adeguato ad attivare il suo comportamento (infantile) di succhiare.

Fa lo stesso con la madre o con un compagno di nidiata. Il gatto non è in grado di riconoscere un orecchio per quello che è, ovvero un padiglione per catturare i suoni.

È lo stesso per tutti gli altri suoi organi di senso. Il gatto non separa l’organo e la percezione, è come se percepisse con il suo essere senza necessità di analizzare da dove provenga la sensazione.

Il viso umano è colto dal gatto in maniera globale, unica, senza suddividerlo in parti e lo guarda per comunicare con noi.

Le orecchie del gatto: la sua percezione uditiva

Come sente il gatto? Il gatto sente tutte le nostre vocalizzazioni e i nostri borborigmi, i suoni gravi e i suoni acuti che noi emettiamo; va ben oltre nella percezione degli ultrasuoni, ultra per noi che non li sentiamo.

Il gatto emette la maggior parte delle sue vocalizzazioni all’interno della gamma di frequenza dei suoni che noi sentiamo. Uomini e gatti non trovano quindi difficoltà nel sentirsi, ma esistono invece grandi difficoltà nel comprendersi.

Al suo naso odoriamo sempre di buono

Non sappiamo niente del modo con cui il gatto ci odora. Apparentemente il gatto non ha l’aria disgustata dai nostri odori, sia che siamo puliti o sporchi.

Viviamo in una società in cui gli odori sgradevoli non sono molto accettati; abbiamo sviluppato una civiltà profumata. Alcuni gatti sono disturbati dai profumi e tendono ad allontanarsi, altri ne sono attirati.

I feromoni umani che effetto fanno al gatto?

Gli esseri umani producono dei feromoni; alcuni di essi sono stati decodificati. Questi feromoni non hanno un effetto scientificamente provato sul comportamento dei gatti. È sorprendente.

come il gatto vede l’uomo leccare Foto di Jane Duursma on Unsplash

In effetti i topi sembrano sensibili ai feromoni dei loro predatori, fra i quali anche i gatti. I gatti non dovrebbero essere sensibili ai feromoni dei loro predatori fra i quali gli esseri umani?

Non bisogna dimenticare che, in alcuni paesi, gli indigeni cacciano e mangiano ancora oggi i gatti. Sembra però che ci sia un inversione di effetto con il gatto domestico poiché quest’ultimo è attirato dalla presenza umana o perlomeno da ciò che essa offre come il cibo e il comfort, malgrado l’odore di predatore.

Forse la socializzazione in età giovanile provoca un’inversione di effetto per quanto riguarda gli odori e i feromoni, stimolando un’attrazione anziché un’avversione. Ma questa è solo una congettura.

In modo del tutto anedottico, si possono osservare alcuni gatti che sono eccitati dagli odori ascellari di persone di sesso maschile che, la maggior parte degli esseri umani, trova disgustosi.

Tali gatti si strusciano e leccano, se possibile, queste persone. Questo fatto potrebbe essere legato ai feromoni maschili presenti nelle secrezioni ascellari? Attualmente non c’è ancora una risposta a questo quesito.

Il gusto del gatto per l’uomo

Il gatto domestico prova manifestamente “gusto” a stare vicino alle persone. È un’inclinazione psicologica piuttosto che gustativa. Questo anche se, sicuramente, i grandi felini amano da sempre la carne umana.

Il gatto domestico invece, anche se caccia talvolta le caviglie e le mani dell’uomo, le graffia e le morde a sangue, non mangia l’uomo. Lecca e assapora la pelle umana e talvolta sembra gradire ciò in modo particolare tanto che, se non lo si ferma, continua a leccare per ore.

Sensazione del tatto, del calore e del dolore nel gatto

Il tatto è un senso privilegiato nell’interazione fra uomini e gatti. Sono rari i gatti domestici che non cercano il contatto stretto, pelle contro pelle, con l’essere umano o almeno la sua vicinanza, sdraiandosi sul proprietario o a qualche centimetro di distanza.

come il gatto vede l’uomo carezze Foto di Yerlin Matu on Unsplash

Questa vicinanza e questo contatto sono spesso considerati dall’uomo come delle richieste di carezze, cosa che invece il gatto non desidera.

Il gatto ricerca calore. Ama stendersi al sole e acciambellarsi nell’incavo delle braccia o sulle ginocchia dei proprietari, cercando calore.

Il gatto vive la sensazione del dolore sia associato all’uomo, ad esempio nel momento in cui quest’ultimo utilizza manipolazioni sgradevoli e forzate, ma anche in altro modo.

Noi sappiamo infatti che il gatto è poco propenso a rendersi conto che il dolore possa venire anche da lui stesso, senza che ci sia uno stimolo scatenante esterno.

Quindi la persona più vicina al gatto, quella che rimane presso di lui quando ha male o quella che lo cura, viene spesso identificata come il responsabile del dolore provato dal gatto che si atteggia a vittima del mondo che lo circonda.

Tra carezza e dolore, bisogna ancora però collocare due elementi. Il primo è che le vie nervose coinvolte nel contatto e nel dolore sono globalmente le stesse. Per questo motivo il contatto prolungato e ripetuto può diventare spiacevole e doloroso.

Il secondo aspetto è che il gatto produce facilmente dell’elettricità statica quando lo si accarezza e che le scariche elettrostatiche possono causargli dolore.

Percezioni extrasensoriali

Il gatto può percepire delle informazioni trasmesse dall’uomo senza l’impiego delle sue percezioni sensoriali? Analisi statistiche mettono in evidenza delle competenze insospet- tate e misteriose, come se i gatti sapessero ciò che noi desideriamo proprio nel momento in cui ci pensiamo. Ma di questo ne riparleremo presto…

 

Articolo tratto dal libro “Tutto sulla psicologia del gatto” di J. Dehasse. Per approfondire clicca sul libro come il gatto vede l’uomo Libro Dehasse