Ectoparassiti più comuni nei sauri: terapie e prevenzione

I sauri sono soggetti ad infestazioni da parassiti esterni (ectoparassiti), la cui sopravvivenza in terrario è favorita dalle condizioni microclimatiche, in particolare temperatura ed umidità spesso elevate.

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A cura di: Dott. Kiumars Khadivi-Dinboli

ectoparassiti

Tra gli ectoparassiti più comuni dei sauri troviamo sicuramente gli acari: le specie attualmente conosciute sono oltre 250.

Nell’iguana, ad esempio, sono frequenti le infestazioni da “acari rossi” (Hirstiellatrombidiiformis) mentre negli ofidi ed in molte altre specie di sauri non è raro il problema degli “acari neri” (Ophionyssusnatricis).

Gli acari sono facilmente riconoscibili sull’animale perché si presentano come puntini rossi o neri tra le scaglie e possono essere individuati con una certa facilità durante i bagni in acqua, poiché alcuni di essi si staccano e vengono ritrovati a galleggiare.

Le infestazioni da acari sono spesso responsabili di dermatiti, a volte forme molto gravi, che possono comportare ispessimento della pelle, disecdisi (difficoltà di muta), disidratazione e grande fastidio generale all’animale.

iguana lingua

Trattandosi di parassiti ematofagi, quando questi siano presenti in grande quantità possono portare alla morte del soggetto colpito entro poco tempo.

Anche le infestazioni da zecca sono possibili, sebbene più rare e limitate per lo più agli animali mantenuti all’aperto in estate o conviventi con altre specie che possono fungere da veicolo per il parassita.

Le zecche si attaccano di solito agli arti anteriori (regione ascellare, gomito, spazio interdigitale, ecc.) vicino alla cloaca ed intorno agli occhi: la specie che si incontra più frequentemente nei rettili è Ornithodoros.

In caso di infestazione limitata, i singoli ectoparassiti andrebbero asportati manualmente facendo molto attenzione ad estrarre per intero l’apparato buccale dell’artropode e disinfettare successivamente il sito.

Le infestazioni da larve di mosca

Meno specie-specifiche, ma comunque molto frequenti e forse ancor più dannose tra gli ectoparassiti più comuni dei sauri, sono quelle da larve di mosca (conosciute con il nome comune di “cagnotti”), le cosiddette “miasi cutanee” (leggi anche ‘I molti parassiti che infestano i rettili‘).

Le mosche attaccano soprattutto gli animali debilitati, alloggiati in ambienti sporchi e molto umidi oppure quelli che presentano ferite non curate e non disinfettate in maniera appropriata.

La modalità migliore di intervento è l’asportazione manuale delle larve mediante pulizia chirurgica della ferita, seguita dalla disinfestazione regolare della parte danneggiata fino alla completa guarigione.

È utile l’utilizzo di cicatrizzanti per accelerare la risoluzione della lesione ma in caso di ferite infette potrebbe rendersi necessario l’impiego di antibiotici locali e/o sistemici.

Naturalmente, anche in questo caso è necessaria una radicale pulizia dell’habitat in cui viene posto l’animale. Zecche, acari e larve di mosca possono anche essere una fonte di trasmissione per altre patologie di tipo virale, batterico e protozoario.

Terapia mirata e prevenzione contro gli ectoparassiti

Qualora si osservino ectoparassiti sul proprio rettile è necessario informare il veterinario curante, con il quale ci si dovrà confrontare prima di iniziare una terapia od un protocollo di profilassi.

Esistono diversi prodotti per il trattamento delle ectoparassitosi, molti dei quali facilmente reperibili in commercio, ma la scelta della molecola deve essere fatta con cognizione di causa, poiché alcuni farmaci possono risultare tossici.

Bisogna dunque evitare la somministrazione arbitraria ed inconsapevole onde non correre il rischio di arrecare seri danni agli animali oppure ottenere dei risultati solo parziali nella lotta agli “ospiti indesiderati”.

In linea generale il trattamento, topico o sistemico che sia, degli ectoparassiti più comuni dei sauri, dovrebbe essere eseguito (previo parere del veterinario!) su tutti gli animali presenti e potenzialmente parassitati, ed una certa attenzione dovrà essere posta anche nella pulizia e disinfestazione della teca (fondo ed arredi inclusi) per evitare reinfestazioni successive.

Come regola generale, prima di introdurre un nuovo soggetto in un ambiente nel quale siano già presenti altri rettili è bene verificarne lo stato di salute e l’assenza di endo ed ectoparassiti.