Parlare con il cane: capisce le mie parole?

Il mio cane mi capisce quando gli parlo? Comprende le parole e le frasi che gli dico? Due studi confermano quello che in molti pensano da sempre, scoprendo però qualcosa di inaspettato.

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A cura di: Dott.ssa Irene Cassi

parlare cane

Studi etologici hanno dimostrato che non solo il cane saprebbe riconoscere i suoni, ma anche analizzare le parole e la loro intonazione quando vogliamo parlare con lui.

Alcune razze appaiono più portate di altre, arrivando a interpretare correttamente oltre 200 vocaboli.

Il tuo cane ti capisce

Quel dubbio che da sempre ha fatto riflettere ogni proprietario sul fatto che il proprio cane sembra capire tutto, ha finalmente un fondamento scientifico.

Recenti studi hanno infatti dimostrato che i cani riescono a capire moltissimi vocaboli o anche intere frasi pronunciate dall’uomo.

Inoltre, sarebbero addirittura capaci di analizzare le parole e la loro intonazione.

Logicamente, queste abilità sono migliori in soggetti che vivono a stretto contatto con una famiglia umana.

Animali stimolati riescono infatti a sviluppare grandi capacità intellettive e a raggiungere risultati da primi della classe.

Il linguaggio del cane

Al cane, dunque, manca solo la parola per parlare? Si potrebbe erroneamente affermare di sì.

In realtà, il pet parla utilizzando una lingua diversa dalla nostra.

È infatti necessario, per poter comunicare con lui, imparare a conoscere le sue posture, i suoi movimenti e le sue espressioni.

Il cane ha grandissime capacità comunicative che gli consentono di interagire sempre e ovunque con l’uomo.

Il cane comprende vocaboli e intere frasi?

I cani, secondo un recente studio condotto dai ricercatori del Dipartimento di psicologia e neuroscienze della Dalhousie University, in Canada, riuscirebbero in media a comprendere circa 89 parole.

Alcuni soggetti arrivano addirittura a 215.

I cani, quindi, non solo riuscirebbero a capire comandi come “andiamo”, “vieni”, “seduto”, ma moli altri vocaboli e addirittura intere frasi.

Per questa ricerca sono stati intervistati in forma anonima 165 proprietari di cani di razza ed età diversa, che sono stati scelti in modo casuale online, senza sapere la loro provenienza.

È stato chiesto a ciascuno di segnalare il numero di parole a cui il loro cane rispondeva e che secondo loro comprendeva.

Le risposte del cane erano prese in considerazione quando il cane cercava qualcuno o qualcosa, piagnucolava, correva, scodinzolava guardava in alto, eseguiva l’azione richiesta.

Le razze che capiscono più parole

Dallo studio è emerso che quelli che avrebbero un maggior vocabolario sarebbero i cani da pastore e da compagnia.

Tra i pastori i migliori sarebbero l’Australian Shepherd Dog, il Border Collie, il Welsh Corgi Cardigan, il Pastore Americano nano e lo Shetland Sheepdog.

Tra i cani appartenenti alle razze da compagnia, quelli con un maggior vocabolario sono risultati il Bichon Frisé, il Cavalier King Charles Spaniel, il Chihuahua e il Barboncino.

Il cane impara ciò che gli piace

In realtà il cane, secondo gli studiosi, comprenderebbe non solo le parole che gli sono state insegnate, ma anche intere frasi che avrebbe appreso in modo del tutto casuale.

È probabile che il pet, infatti, capisca intere frasi che ha associato a qualche evento.

Questa osservazione rafforza la considerazione di quanto sia fondamentale che il pet partecipi attivamente alla vita familiare.

È dimostrato, infatti, che cani che vivono isolati in giardino, interagendo poco con i loro proprietari, non riescono a comprendere molti vocaboli e sicuramente non intere frasi.

Analisi del linguaggio

Secondo un altro studio condotto dai due ricercatori dell’Università del Sussex (Regno Unito), Victoria Ratccliffe e David Reby, i cani saprebbero riconoscere i suoni, analizzare le parole e la loro intonazione.

Per questo studio sono stati presi in esame 250 cani (123 femmine e 127 maschi di 63 razze diverse), di un’età compresa tra i 6 mesi e i 14 anni.

Emisfero sinistro ed emisfero destro

L’esperimento ha previsto l’impiego di due altoparlanti che sono stati posti a destra e a sinistra dei cani.

Dagli altoparlanti erano trasmessi diversi suoni e frasi, pronunciati dai loro proprietari.

Il sistema era realizzato in modo tale che gli animali potessero sentire i due suoni da due fonti sonore nello stesso istante, ipotizzando che gli stimoli che giungevano a un orecchio erano trasmessi all’emisfero cerebrale del lato opposto.

Dai risultati di questo esperimento è emerso che quando erano pronunciati comandi come “vieni qui” o “andiamo”, l’80% dei soggetti girava la testa verso destra.

Se i medesimi comandi erano, invece, pronunciati in una lingua sconosciuta al cane o con qualche errore grammaticale, tale da rendere il vocabolo diverso, il pet girava la testa verso sinistra, per decifrare il senso emotivo.

I cani hanno quindi un’elaborazione separata nei due emisferi, molto simile a quella del cervello umano.

Utilizzerebbero cioè l’emisfero sinistro per interpretare le parole e l’emisfero destro per elaborare l’intonazione.

Tuttavia, pur non riuscendo a comprendere qualsiasi cosa, hanno la straordinaria capacità di analizzare le informazioni, ovvero pongono la loro attenzione a come sono pronunciate le parole.

Questo studio ha quindi chiarito come e quanto sia importante per il proprietario stimolare il loro animale sin da quando è cucciolo, parlandogli e giocando con lui così da facilitare la reciproca comprensione e quindi la loro relazione.

parlare cane da vicino

Come parlare con il proprio cane

Se si vuole parlare con il proprio cane, le parole devono essere pronunciate in modo chiaro e pacato.

Un tono di voce alto provoca spavento nel cane, con risultati opposti alle attese.

È infatti necessario non chiedere mai al proprio pet di fare una determinata cosa utilizzando un tono di voce troppo alto e che potrebbe incutergli paura.

I cani educati a rispondere a determinati comandi per paura, il più delle volte manifestano un vero e proprio disagio psico-fisico, perché vivono perennemente in uno stato ansioso.

Imparare nuove parole giocando

Il gioco è un’attività che ha un valore educativo rilevante, perché consente al cane di apprendere nuove cose, divertendosi.

I giochi di attivazione mentale, di ricerca e collaborativi sono particolarmente indicati e da consigliare.

Consentono infatti al cane di sviluppare al meglio le sue qualità, sotto il profilo dell’integrazione sociale.

Durante l’attività ludica, inoltre, il proprietario potrebbe approfittare per insegnare nuove parole al cane, ad esempio nomi di oggetti.

In seguito può chiedergli di identificare l’oggetto, pronunciandone il nome.

È fondamentale che l’esercizio sia ripetuto più volte ogni giorno per avere dei risultati soddisfacenti.

Alcuni cani, come visto, sono più dotati e apprendono i vocaboli con molta facilità.

In ogni caso un esercizio quotidiano è utile perché migliora la relazione cane-proprietario e sicuramente rappresenta un buon esercizio mentale per il cane.