Ansia nel cane, come prevenirla? Ecco cosa fare

Qualsiasi cambiamento nella vita o nel sistema familiare del pet potrebbe determinare l’insorgenza di ansia. È quindi opportuno, nel caso in cui la famiglia stia vivendo un momento di cambiamento o di disagio per possibili eventi stressogeni, rivolgersi al medico comportamentalista.

ansia nel cane

Le dinamiche relazionali e l’ambiente di casa sono sicuramente in prima linea: spesso l’ansia nel cane nasce per un problema di tipo relazionale presente nel sistema familiare.

Difatti l’ambiente domestico in cui vive il pet ha un ruolo saliente per il suo benessere psico-fisico. Inoltre, svolge un’importanza primaria la comunicazione tra i familiari e il cane.

In un sistema familiare la comunicazione ansiogena da parte dei familiari nei confronti del pet ha un ruolo rilevante; in questi casi è opportuno che il pet-owner, rivolgendosi a un medico veterinario comportamentalista, assuma un comportamento diverso con il suo cane, evitando tutti i rituali che portano l’animale a vivere una situazione emozionale negativa e qualsiasi forma di morbosità.

Ansia nel cane, perché rivolgersi al medico veterinario?

Qualsiasi cambiamento nella vita o nel sistema familiare del pet potrebbe determinare l’insorgenza di ansia.

È quindi opportuno, nel caso in cui la famiglia stia vivendo un momento di cambiamento o di disagio per possibili eventi stressogeni, rivolgersi al medico comportamentalista.

L’ansia ha effetti particolarmente negativi sulla vita dell’animale.

Qualsiasi situazione che viene vista dal cane come ignota e dubbia, può determinare ansia e scatenare anche un improvviso attacco di panico.

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Non appena evidenzia atteggiamenti particolari nel suo cane, è opportuno che il pet-owner si rivolga al medico veterinario, il quale, dopo un’attenta visita, una volta escluse possibili patologie organiche, lo indirizzerà dallo specialista che tramite la visita comportamentale, una volta individuate le cause del problema, potrà intervenire utilizzando la terapia più adeguata.

Alla visita comportamentale deve partecipare l’intera famiglia

Come sempre, alla visita comportamentale dovrebbero essere presenti tutti i membri della famiglia per consentire al comportamentalista di valutare più facilmente le dinamiche relazionali vigenti.

Tramite la visita comportamentale lo specialista valuterà lo stato psico-fisico del pet, per cercare di riuscire a determinare, studiando con attenzione tutti i suoi comportamenti, l’ambiente e il sistema familiare, quale sia stato l’evento scatenante.

In particolare allo specialista sarà utile sapere quando e quanto repentino sia stato il cambiamento comportamentale nel cane, e da quanto tempo esso perdura.

FONTE: LaSettimanaVeterinaria