L’otite parassitaria nel coniglio

L’otite provocata da parassiti nel coniglio è un problema piuttosto frequente e fastidioso per il pet che può essere risolto facilmente con un po’ di attenzione e l’aiuto del veterinario.

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A cura di: Dott.ssa Linda Sartini

otite coniglio
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Numerosi sono gli ectoparassiti, ovvero i parassiti esterni, che possono infastidire e creare problemi al nostro coniglio e tra questi vi è l’agente responsabile dell’otite parassitaria.

Qui approfondiremo l’argomento per fornire un quadro più completo possibile rispondendo a poche e semplici domande.

Cos’è l’otite parassitaria del coniglio?

L’otoacariasi, come dice il nome stesso, è una parassitosi che interessa l’orecchio ed è causata da un acaro, un piccolissimo artropode che si localizza a livello del condotto uditivo esterno e in seguito della superficie interna del padiglione auricolare.

Al suo interno vive, si nutre, si riproduce e causa nel coniglio il quadro clinico di otite caratteristico.

L’otoacariasi è anche conosciuta come “rogna auricolare”, “rogna psoroptica” e, come già detto, “otite parassitaria”.

Chi è il responsabile?

Il responsabile dell’infestazione e della patologia è un acaro il cui nome scientifico è Psoroptes cunicoli.

Si tratta di un piccolissimo artropode i cui adulti possono superare di poco la lunghezza di 0,5 mm, mentre gli stadi precedenti presentano dimensioni ben più ridotte.

Di conseguenza, in alcuni casi, ma con molta difficoltà, è visibile anche ad occhio nudo o, meglio ancora, con l’ausilio di una lente di ingrandimento.

Nonostante ciò, viste le sue ridottissime dimensioni, il più delle volte l’acaro in sé non viene individuato dal proprietario, ma saranno ben più evidenti le conseguenze della sua presenza che tratteremo a breve.

Qual è il ciclo biologico di Psoroptes cunicoli?

Il ciclo biologico di Psoroptes cunicoli consta di diverse fasi dette “stadi”.

La femmina adulta depone le uova, uno alla volta, ma in continuazione, direttamente sull’ospite.

All’interno dell’uovo si sviluppa una piccolissima larva la quale, una volta matura, uscirà dall’uovo e inizierà a nutrirsi.

Successivamente la larva muterà trasformandosi nel primo stadio di ninfa, alla quale seguirà un secondo stadio ninfale e infine la ninfa si trasformerà in femmina o maschio adulto.

La femmina adulta, deponendo le uova, darà il via a una nuova generazione di acari parassiti.

Come avviene l’infestazione?

Il parassita vive e compie il proprio ciclo biologico sull’ospite.

L’infestazione, cioè il passaggio da un coniglio all’altro, avviene per lo più per passaggio diretto. Questo cosa significa?

coppia conigli

Significa che gli acari presenti su un soggetto possono passare all’altro in caso di convivenza stretta.

Inoltre, le uova e gli acari disseminati dall’ospite nell’ambiente (ad esempio, all’interno di una gabbia o di una stanza) possono infestare un altro coniglio che si trovi a soggiornare nello stesso ambiente.

Facciamo qualche esempio pratico: possediamo un coniglio sano e ne acquistiamo o adottiamo un altro con otoacariasi che accogliamo nella nostra casa per fare compagnia a quello già residente.

Con buona probabilità anche il coniglio sano verrà infestato dagli stessi acari.

Quali sono i segni clinici di otite da parassiti nel coniglio?

Inizialmente, quando gli acari sono ancora pochi, è difficile rendersi conto della loro presenza poiché i segni clinici non sono molto evidenti.

Un pochino di infiammazione e qualche crosticina molto timida sul fondo del condotto auricolare e vicino al timpano possono sfuggire facilmente all’osservazione del proprietario.

Con il tempo e con il moltiplicarsi degli ospiti indesiderati, il prurito e le croste però diventeranno più evidenti.

coniglio prurito

Il coniglio avrà fastidio e cercherà di alleviare il prurito grattandosi la base dell’orecchio e il padiglione, autoinfliggendosi lesioni da graffio, alle quali conseguiranno anche infezioni secondarie.

Se trascurato, l’animale presenterà lesioni che potrebbero arrivare a interessare tutta la superficie interna del padiglione.

Potrebbe quindi mostrare depressione e abbattimento, smettere di mangiare e dimagrire come conseguenza del fastidio e dell’infezione.

Quindi, in buona sintesi, i segni clinici che devono essere individuati quanto più precocemente possibile sono il prurito e la formazione di croste.

Quali attenzioni avere al momento dell’acquisto o dell’adozione del coniglio?

In questo caso specifico, al momento della scelta dell’animale bisogna osservare l’interno del padiglione auricolare per verificare che non siano presenti croste o lesioni.

Come abbiamo detto, in fase iniziale entrambi i segni clinici non saranno così evidenti, quindi non è raro che questo dettaglio sfugga alla nostra attenzione.

Far visitare da un Medico veterinario il nuovo animale consentirà di verificarne lo stato di salute generale, compreso quello delle orecchie, e saremo tutti più tranquilli!

otite coniglio veterinario

L’otite da parassiti può essere curata?

Sì, l’otoacariasi può essere curata con antiparassitari nel cui spettro d’azione siano inclusi anche gli acari.

Fate molta attenzione poiché i prodotti registrati per il coniglio (e quindi sicuri oltre che efficaci!) sono pochi.

Alcune molecole presenti in commercio per cane e gatto possono risultare tossiche per questo pet.

Evitate la somministrazione “arbitraria” di antiparassitari e affidatevi alle indicazioni del Veterinario, sia per la sicurezza del paziente che per evitare recidive.

Le croste presenti all’interno del padiglione auricolare non devono essere rimosse dal proprietario poiché la loro asportazione causerebbe dolore all’animale, possibile sanguinamento e aggravamento dell’infezione localizzata.

Con il procedere della terapia indicata dal Veterinario e la morte degli acari, le croste si staccheranno da sole e il tessuto sottostante andrà incontro ai naturali e fisiologici processi di riparazione (cicatrizzazione).

Può essere un pericolo per l’uomo o per gli altri animali da compagnia?

No, in quanto la rogna auricolare del coniglio è “specie-specifica”, il che significa che solo il coniglio può essere infestato e sviluppare la malattia nella sua forma clinica.

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