Mamme del mondo animale: ecco il caso di mamma lepre!

Anche nel regno animale il ruolo della mamma è fondamentale per proteggere, nutrire e crescere i piccoli. In natura ogni specie animale alleva i propri cuccioli a proprio modo ma con un unico scopo: proteggere la loro prole dai pericoli e dai predatori.

A cura di: Dott. Cristiano Papeschi

mamma lepre

Se mamma coniglia può sembrare una pessima genitrice, dal momento che lascia completamente soli i piccoli nel nido per allattarli un’unica volta al giorno mentre la cagna e la gatta dedicano loro moltissimo tempo e cure, la mamma lepre è ancora peggio!

Ma non lasciamoci trarre in inganno dal nostro modo di intendere la maternità: la natura è una macchina perfetta che fornisce alle sue creature tutti gli strumenti per sopravvivere, ad ognuna secondo meccanismi e strategie diverse.

Mamma lepre allatta i piccoli una o due volte ogni 24 ore

La lepre, dunque, dà alla luce la prole (in media 2-3 leprotti), la allatta per pochi minuti e l’abbandona nel covo per tornare a nutrirla 1 o massimo 2 volte nell’arco delle 24 ore. È terribile, no? Quale madre peggiore di lei?

In realtà non si tratta di disinteresse o cattivo istinto materno quanto più di una tattica anti-predatoria.

Nelle prime settimane di vita i leprotti sono in grado di muoversi ma ovviamente sono lenti e goffi, pertanto non riuscirebbero a sfuggire al predatore: l’istinto li spinge a rimanere immobili, acquattati in mezzo alla vegetazione, ben mimetizzati in modo da non essere visti.

Il leprotto è quasi inodore in modo da non esser individuato dai predatori

Inoltre, i piccoli di lepre sono quasi completamente inodore e questa serie di caratteristiche li proteggono dai pericoli: a meno che non si trovi a distanza veramente molto ravvicinata, il predatore non riesce a individuarli.

Per questo motivo la madre li allatta e si allontana, per non farli individuare, e in caso di pericolo fugge facendosi inseguire.

Se troviamo un leprotto nascosto nell’erba…

Se durante una passeggiata troviamo un piccolo leprotto, magari nascosto in mezzo all’erba, e ci sembra in buona salute, anche se immobile, e se non sono presenti fonti di pericolo immediato (ad es. macchinari agricoli in movimento e destinati a passare proprio nel punto in cui è situato l’animale), meglio lasciarlo dove si trova e allontanarsi velocemente, senza toccarlo (qualunque odore estraneo potrebbe allarmare la madre e causarne l’abbandono).

Al contrario, se il leprotto si mostra sofferente, è stato ferito da una falciatrice, aggredito da un altro animale o addirittura tolto dalle fauci del nostro cane bisogna contattare il CRAS (Centro di Recupero Animali Selvatici) più vicino o altre autorità competenti come i Carabinieri Forestali, le Guardie Ecozoofile, i Vigili Urbani o la ASL Veterinaria e seguire le istruzioni che ci verranno date.

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