Animali negli ospedali: la Lombardia consente l’accesso

Il Regolamento n. 2/2017 di Regione Lombardia stabilisce i criteri per consentire l’accesso di animali d’affezione in strutture sanitarie o sociosanitarie pubbliche e private accreditate.

A cura di: Dott.ssa Paola Fossati

animali negli ospedali

La presenza degli animali negli ospedali è una delle innovazioni che negli ultimi tempi stanno ridisegnando il quadro della relazione tra l’uomo e gli animali d’affezione in Lombardia.

Disciplinata dal più recente Regolamento regionale di attuazione delle norme per la tutela degli animali di affezione e prevenzione del randagismo (Rr n. 2/2017), l’esperienza lombarda non è isolata in Italia.

Tuttavia, si tratta di una delle prime forme di regolamentazione discendente non da decisioni interne alle stesse strutture di cura, bensì da un provvedimento di rango regionale.

Recependo l’Accordo Stato-Regioni del 6 febbraio 2003 “Norme a tutela degli animali da compagnia e pet-therapy”, che all’art. 9 favorisce “l’adozione di iniziative intese a agevolare il mantenimento del contatto delle persone, anziani e bambini in particolare, siano essi residenti residenziali, quali case di riposo e strutture protette o ricoverate presso gli istituti di cura, con animale da compagnia di loro proprietà”, il Regolamento n. 2/2017 di Regione Lombardia stabilisce i criteri per consentire l’accesso di animali negli ospedali e strutture sanitarie o sociosanitarie pubbliche e private accreditate.

Resta ferma la facoltà delle strutture stesse di prevedere eventuali limiti e condizioni aggiuntive, in base alla valutazione dei locali, degli spazi comuni nonché dello stato degli ospiti e dei prevedibili rischi correlati (ad esempio, individuare reparti o zone in cui non ammettere gli animali; richiedere accertamenti clinico-diagnostici aggiuntivi sugli animali).

Dal Regolamento si evincono tutti i requisiti minimi richiesti dal legislatore regionale e le specie animali che potranno essere introdotte. Si tratta di cani, gatti e conigli.

I cani dovranno essere necessariamente identificati e iscritti all’anagrafe degli animali d’affezione, dovranno sempre essere condotti al guinzaglio; quest’ultimo potrà avere la lunghezza massima di 1,5 metri. Il conduttore dovrà altresì avere a disposizione una museruola.

Per gatti e conigli deve essere predisposto l’alloggiamento nell’apposito trasportino, almeno fino al momento della visita al paziente o all’ospite; qualora siano liberati, devono essere adottati accorgimenti idonei a evitarne la fuga.

Coloro che conducono l’animale nella struttura sanitaria o sociosanitaria ne assumono piena responsabilità.

In particolare, il Regolamento richiede che siano persone maggiorenni e in grado avere il pieno controllo dell’animale; dovranno munirsi di strumenti idonei alla raccolta e rimozione di eventuali deiezioni e del pelo eventualmente perso nell’ambiente; in generale, compete loro assicurare la massima cura affinché l’animale non sporchi né crei disturbo o danno alcuno, in particolare nel caso di animali non sterilizzati.

Ogni animale dovrà essere accompagnato dal proprio libretto sanitario oppure da un certificato sanitario di buona salute; per i cani, è richiesto anche il certificato d’iscrizione all’anagrafe, attestante che l’animale è stato sottoposto a periodico controllo veterinario nei dodici mesi precedenti.

Ai fini della preservazione dell’igiene dei luoghi, il conduttore dell’animale dovrà aver cura di pulire e spazzolare l’animale prima della visita, e portare con sé un prodotto per la sanificazione delle mani.

Su queste basi, le Aziende socio sanitarie territoriali (Asst) della Regione Lombardia potranno dotarsi di un proprio Regolamento interno (regolamentazione di secondo livello), per rendere possibile che i loro ospiti ricevano la visita degli animali d’affezione, integrandolo con le misure necessarie a rispettare le peculiarità di ogni struttura.

Secondo una dichiarazione dell’Assessorato regionale al Welfare, si prevede che entro la fine dell’anno tutte le Asst del territorio lombardo lo predisporranno.

Nei Regolamenti già disponibili, le Aziende hanno, in linea generale, specificato le specie animali che intendono ammettere effettivamente, le parti della struttura rese accessibili agli animali e quelle off limits, gli orari in cui gli animali possono essere fatti entrare, i percorsi che l’animale deve compiere per raggiungere il luogo dell’incontro con l’ospite della struttura; è prevista, inoltre, la formazione del personale sanitario sugli aspetti relativi all’accesso degli animali in struttura e sul controllo delle eventuali infezioni.

Spesso è anche predisposto un modulo per la formalizzazione della richiesta di accesso con animali; in alcuni casi è reso necessario ottenere il consenso anche degli ospiti che condividono i locali in cui gli animali stessi entreranno.

ANIMALI NEGLI OSPEDALI: CONCLUSIONI

Il contatto di pazienti e ospiti di strutture sanitarie o comunque protette con gli animali d’affezione è ormai considerato possedere un valore assistenziale.

Ciò vale per le attività di pet-therapy ma anche per il rapporto affettivo con il proprio animale da compagnia.

La fragilità delle persone ricoverate impone un’attenta valutazione della compatibilità del loro stato di salute con la presenza di animali.

Le forme di regolamentazione già in vigore ne tengono conto e quindi si può prevedere che i possibili benefici saranno ottenuti senza rischi.

Sarà importante, comunque, tenere conto anche delle esigenze degli animali e dell’impatto che sugli stessi potrebbero avere le misure di cautela a tutela dell’uomo, perché le visite non siano per loro fonte di stress.