Il linguaggio dei pappagalli: impariamo a conoscerlo!

Il linguaggio dei pappagalli è complesso e in trasformazione perché partendo dalle basi etologiche e genetiche delle varie specie si adatta e si evolve convivendo con l’uomo e altri animali. È quindi fondamentale osservare, imparare e conoscere questo linguaggio.

A cura di: Dott.ssa Elena Ghelfi

Il linguaggio dei pappagalli è complesso e in trasformazione perché partendo dalle basi etologiche e genetiche delle varie specie si adatta e si evolve convivendo con l’uomo e altri animali.

La serena e giocosa convivenza con un pappagallo può essere minata da fraintendimenti e incomprensioni dovute a un’errata comunicazione tra uomo e animale.

Comunicare non significa solo “dire” qualcosa, ma trasmetterlo all’altro e condividere un’emozione, un pensiero, un’informazione.

I canali comunicativi umani sono maggiormente legati al linguaggio verbale (suoni, rumori, parole), immagini e colori, e in parte linguaggio del corpo.

I pappagalli utilizzano certamente un linguaggio verbale, ma il loro canale comunicativo migliore e che deve essere conosciuto dall’allevatore o proprietario è il linguaggio del corpo.

È quindi fondamentale osservare, imparare e conoscere questo linguaggio del corpo in modo da convivere serenamente e allegramente con questi straordinari animali.

In questo breve articolo cominceremo a riconoscere alcune posture e atteggiamenti comuni dei nostri pappagalli, non dimenticando che il linguaggio non è universale e univoco: esistono più di 350 specie diverse di pappagalli e ogni soggetto può variare o modulare in modo diverso il suo modo di comunicare.

Posizione del corpo

Rigida

Se il corpo è allungato, proteso, con muscoli contratti, movimenti “rigidi – a scatti”, piume aderenti al corpo, attenzione il pappagallo non si sente sicuro.

È attento e pronto a scattare verso il pericolo.

Se gonfia le piume e diventa quindi “più grosso”, vuole avvisare che sta difendendo il suo territorio.

Rilassata

Il pappagallo è tranquillo e rilassato se ha le ali leggermente sollevate, movimenti morbidi, muscoli tonici ma non tesi, inclina la testa o la muove su e giù, chiede coccole, si pulisce le piume, gioca con qualche oggetto oppure resta su una sola zampa.

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Attenzione: se però inclina la testa, ma si appiattisce a terra e alza le ali, sta mettendo in atto il comportamento riproduttivo.

Questo comportamento non va incentivato con coccole o carezze su becco, sotto le ali, sul dorso o pericloacali, altrimenti viene letto come un invito sessuale.

Il rigurgito (se non legato a patologie) è un altro modo che il pappagallo usa per corteggiare il compagno.

Aggressiva

Se il pappagallo è abbassato, proteso verso di voi, con piumaggio gonfio e muscoli tesi, è meglio lasciarlo stare.

Per chiarire ulteriormente che è molto arrabbiato e potrebbe beccare, può contemporaneamente sollevare le piume della testa, aprire il becco, dilatare e restringere l’iride (movimento volontario).

Posizione delle piume

Piume arruffate

Durante il sonno o il riposo possono essere sollevate.

Se però durante il giorno rimangono troppo a lungo arruffate, contemporaneamente alla presenza di altri sintomi, allora è un sintomo generico di malessere/malattia e occorre prendere delle precauzioni e portarlo dal Medico veterinario.

Non confondere con una reazione al freddo.

Se il pappagallo si scrolla, arruffa le penne e poi le pulisce probabilmente si sta pulendo oppure sta superando una situazione che ha creato tensione.

Cresta o piume della testa

Se il pappagallo è rilassato, le piume sono adese al corpo, mentre se il pappagallo è eccitato, curioso o attento (nei cacatua) la cresta viene sollevata.

Nel caso voglia intimidire un avversario il pappagallo alza le piume della testa e gonfia in collo.

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Pupille

Il movimento della pupilla è volontario: il pappagallo per meglio mettere a fuoco e studiare una situazione accomoda la pupilla, stringendola o allargandola come il diaframma di una macchina fotografica.

Il movimento “pulsante” sta a indicare eccitazione o curiosità. Va interpretato in base al contesto.

Masticazione a vuoto

In genere indica tranquillità e relax (non confondere con segni di nausea o malessere).

Schiocco

Soprattutto utilizzato dai cacatua come avvertimento. Se ripetuto, l’animale è decisamente innervosito.

Cigolio o stridore

Facendo scorrere la parte superiore del becco su quella inferiore, il pappagallo produce un suono di sfregamento.

In genere dopo poco il pappagallo si mette a dormire o riposarsi.

Sfregare il becco su una superficie

In genere il pappagallo sfrega il becco su una superficie per pulirlo dopo aver mangiato.

Se il contesto è diverso dall’alimentazione, può indicare fastidio o marcatura del territorio (soprattutto in presenza del nuovo arrivato).

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Beccare

Se i vari comportamenti intrapresi per manifestare disagio non vengono riconosciuti, il pappagallo utilizza il becco per dare l’ultimo avvertimento: forte e fastidioso per l’avversario.

Se non vengono presi provvedimenti diventerà il suo primo canale comunicativo.

Coda

Scondinzolio

Un movimento allegro della coda indica che il pappagallo in quel momento è felice (di vedervi, di ricevere il premio, ecc.).

Può precedere la defecazione, è possibile insegnare al pappagallo a non defecare addosso alle persone, ma a terra o in un punto preciso.

Coda aperta a ventaglio

In volo serve come freno, quindi viene aperta durante l’atterraggio. Sul trespolo invece indica aggressività, rabbia.

Per mostrare la propria forza e intimorire l’avversario vengono mostrate le specchiature/ macchie di colore e viene aumentata la superficie corporea in tutti i modi.